Concetti Chiave
- Il Conte Zio, per mantenere una promessa al nipote Attilio, riesce a far allontanare fra Cristoforo da Pescarenico tramite un abile colloquio diplomatico.
- L'Innominato è un personaggio potente, sia per ricchezze che per nobiltà, con una personalità dominatrice e un desiderio di essere temuto.
- Il castello dell'Innominato è descritto come un luogo temuto, dove si compiono atti violenti e i servitori sono coinvolti in crimini sanguinosi.
- Don Rodrigo, diventato padrone e tiranno, ha legami con l'Innominato e gli offre servigi in cambio di promesse di aiuto per le sue malefatte.
- La vicinanza geografica tra il palazzotto di don Rodrigo e il castello dell'Innominato crea una dinamica di potere e interazione tra i due personaggi.
Indice
La Promessa del Conte Zio
Il Conte zio, per mantenere la promessa fatta al nipote Attilio, invita a pranzo il padre provinciale dei cappuccini e riesce ad ottenere che il frate sia allontanato da Pescarenico, attraverso un colloquio pieno di sottigliezza diplomatica. Una sera, infatti, arriva da Milano al convento un cappuccino con "l'obbedienza per fra Cristoforo, di portarsi a Rimini, dove predicherà la quaresima" e una lettera, indirizzata al padre guardiano con l'istruzione "d'insinuare al detto frate che deponga ogni pensiero d'affari che potesse avere avviati nel paese da cui deve partire, e che non vi mantenga corrispondenza". Don Rodrigo, liberato così da Renzo e da padre Cristoforo, decide che è il momento di giungere a capo della sua scellerata impresa con l'aiuto "d'un terribile uomo", l'Innominato.
L'Innominato e il Suo Potere
Era questi "un signore altrettanto potente per ricchezze, quanto nobile per nascita", le cui "passioni principali" erano "fare ciò ch'era vietato dalle leggi o impedito da una forza qualunque; esser arbitro, padrone negli affari altrui, senz'altro interesse che il gusto di comandare; esser temuto da tutti...".
Il Castello dell'Innominato
Abitava un castello "confinante col territorio bergamasco" e "quella casa era come un'officina di mandanti sanguinosi: servitori la cui testa era messa a taglia e che avevano per mestiere di troncar teste". Tutti i signorotti all'interno erano suoi vassalli. Anche "accadde qualche volta che un debole oppresso, vessato da un prepotente , si rivolse a lui" ed egli "forzò il prepotente a finirla" così che "in quei casi quel nome tanto temuto ed aborrito era stato benedetto un momento". In genere però la sua forza "era stata ed era ministra di voleri iniqui, di soddisfazioni atroci, di capricci superbi" e il suo nome, quel nome che il Manzoni tace, "significava qualcosa di irresistibile, di strano, di favoloso".
Don Rodrigo e l'Innominato
Il palazzotto di don Rodrigo distava dal castello dell'Innominato circa sette miglia ed egli, appena divenuto "padrone e tiranno, aveva dovuto vedere che a così poca distanza da un tal personaggio, non era possibile far quel mestiere senza venire alle prese, o andar d'accordo con lui". Così egli aveva reso vari servigi all'Innominato, avendone in contraccambio promesse d'aiuto in qualsiasi occasione. Una mattina, dunque, don Rodrigo in tenuta da caccia, con il Griso e pochi bravi "s'arrivò al castello dell'Innominato".
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del Conte Zio nella storia?
- Chi è l'Innominato e quali sono le sue caratteristiche principali?
- Qual è la relazione tra Don Rodrigo e l'Innominato?
Il Conte Zio mantiene una promessa fatta al nipote Attilio, invitando a pranzo il padre provinciale dei cappuccini e orchestrando il suo allontanamento da Pescarenico, dimostrando abilità diplomatica (testo).
L'Innominato è un signore potente e nobile, le cui passioni principali includono il desiderio di infrangere leggi e dominare sugli altri, essendo temuto da tutti (testo).
Don Rodrigo, diventato padrone e tiranno, ha dovuto stabilire un rapporto con l'Innominato, rendendogli servigi in cambio di promesse di aiuto, data la vicinanza tra le loro dimore (testo).