Commento "Gli "umili" nei Promessi Sposi"


Questi tre testi, scritti da tre grandi letterati italiani, analizzano in modo impeccabile la posizione e la relazione di Alessandro Manzoni in confronto ai cosiddetti “umili”, ovvero il popolo, la massa che nulla può contro il potente. Volendo così analizzare il comportamento di Manzoni nei Promessi Sposi, esaltano l’atteggiamento, il modo in cui descrive la popolazione povera. Manzoni risulta all’occhio dei tre critici, pur in maniera diversa, un esempio della cattolicità e della religiosità che era presente al tempo. Questi tre scrittori, Antonio Gramsci (Ales, Cagliari, 1891 – Roma, 1937), Natalino Sapegno (Aosta, 1901 – Roma, 1990) e Giancarlo Vigorelli (Milano, 1913 – Marina di Pietrasanta, 2005), ci hanno presentato la discussione con tre idee abbastanza diverse. Le due opinioni pressoché simili sono quelle di Gramsci e Vigorelli, tutti e due antifascisti e aventi una ideologia Marxista, soprattutto Antonio Gramsci, fondatore del partito Comunista italiano. Gramsci approfondisce il personaggio di Alessandro Manzoni con gli scritti “Quaderni dal carcere” e, paragonandolo a Tolstoj, altro importante scrittore russo. Descrive Manzoni come un aristocratico cattolico che parla del popolo con tono scherzoso e ironico; egli nega loro “vita interiore” , riservandola solo ai potenti, ai colti e ai ricchi. Infatti a fare riflessioni profonde sono solo personaggi del calibro dell’ Innominato o di Don Rodrigo, non certo gli umili come Agnese, Lucia o Perpetua. Inoltre Gramsci sostiene che nei Promessi Sposi il popolo non interagisce direttamente con Dio, come in Tolstoj, poiché per il cattolico Manzoni è la mediazione della Chiesa a rappresentare l’unico interprete possibile della parola divina. Il pensiero di Gramsci si basava sulla concezione di un Manzoni aristocratico che esaltava le condizioni pessime dei popolani ma manteneva un senso di distanza e un “distacco sentimentale”. “ i popolani, per il Manzoni, non hanno “vita interiore”, non hanno personalità morale profonda; essi sono “animali”, e il Manzoni è “benevolo” verso di loro, propri della benevolenza di una cattolica società di protezione degli animali ” Antonio Gramsci Giancarlo Vigorelli espone la sua opinione sul modo in cui dovrebbe essere letto il romanzo democratico di Alessandro Manzoni. Infatti consiglia vivamente di leggere il romanzo soprattutto in età adulta, per cogliere delle parti fondamentali che solo una persona matura può comprendere. Ci riferisce che il Promessi Sposi è più del semplice romanzo a senso unico che noi stiamo facendo apparire, esso è un grande romanzo morale e civile in cui un aristocratico (Manzoni) condanna energicamente ogni forma di mal potere contro i più deboli. “ questo romanzo del sentimento tragico della vita, che unicamente la religione e la pietà possono temperare e persino redimere, noi l’abbiamo trasformato in un romanzo edificante, persino semplicistico, tutto a senso unico, ignorandone gli abissi tanto del Male quanto e più della Grazia, stravolgendolo verso quel “riposo morale” che il Manzoni aveva detto essere invece una finzione dissimile dal vero ” Giancarlo Vigorelli Ultimo e terzo scrittore, Natalino Sapegno, si contrappone ai due critici Marxisti descritti in precedenza ponendosi favorevole all’atteggiamento di Alessandro Manzoni dei confronti dei più umili. Egli infatti ha messo in evidenza la solidarietà di Manzoni per gli oppressi, la sua ammirazione per la loro cultura, il suo desiderio di giustizia sociale, così difendendolo dalle accuse da parte dei Marxisti e Comunisti che lo definivano aristocratico giansenista. Il movimento giansenista esprimeva la concezione di un cristianesimo profondamente esigente, che vuole essere vissuto senza compromessi né concessioni. Sapegno in sintesi pone in risalto le condizioni estreme della vita da popolano a quei tempi, esaltando la solidarietà di Manzoni. “ Intorno ai due protagonisti brulica tutto un mondo di umili: contadini, artigiani, barcaioli, barocciai, povera gente tormentata dall’ingiustizia degli uomini e dalla crudeltà della sorte, ma non distorta e soffocata, tuttavia umana e solidale: sempre pronta al bene nei pensieri e nelle opere ” Natalino Sapegno
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