Ominide 56 punti

Promessi Sposi: le abitazioni


Nel 1600 le abitazioni, le chiese e i monasteri erano piuttosto sfarzosi per accentuare il potere e la ricchezza di coloro che operavano in quelle strutture.
Il concetto dell’imponenza degli edifici è un aspetto tipico dello STILE BAROCCO, distante dalle rigide regole della simmetria, della geometria elementare e dalla staticità appartenenti al primo Rinascimento, e si utilizzava molto spesso l’oro per accentuare la sfarzosità.

Un esempio di struttura che rispecchia queste caratteristiche è il PALAZZO DI DON RODRIGO, costruito isolato su un colle e somigliante a un fortilizio per le alte finestre a riflettere il potere del signore.

La descrizione del palazzo ci è data nell'opera da Fra Cristoforo, quando cerca Don Rodrigo per parlargli. L'abitazione è molto grande, con molti salotti a precedere la sala da pranzo. L'ambiente esterno, silenzioso, che circonda la costruzione con tracce di decadenza e anticipa il potere maligno di colui che vi abita, è in forte contrasto con l’ambiente interno, dominato dal chiasso del banchetto ricco di vivande, anche esso che dà un senso oppressivo di potenza. Il banchetto è il mezzo concreto con cui Manzoni sottolinea il vizio e la sopraffazione che dominano la struttura. Attorno alla tavola sedevano i padroni Don Rodrigo, il conte Attilio, il podestà, Azzecca-garbugli e due cugini, e ognuno gode dell'abbondanza e dei vini pregiati.

L'abitazione che viene descritta dopo il palazzo di Don Rodrigo è la CASA DI TONIO E GERVASO. All'interno aleggia un'aria malinconica, il segno della povertà della famiglia, della peste e della carestia che peggiorano la vita degli umili. Ma nonostante ciò, l'abitazione si presenta con le caratteristiche dell'accoglienza, della semplicità e degli affetti.
In seguito Manzoni descrive l'osteria: luogo di inganni e losche trame, ambiguo e pieno di insidie.

La casa di Lucia è considerata invece l'antitesi del palazzotto di don Rodrigo. Essa è una casa molto semplice e spoglia, regnata dalla fede nella Provvidenza da parte di Lucia. È forse più grande rispetto alla casa di Tonio e si presenta su due piani con un cortiletto.

Manzoni non attribuisce molta importanza alla casa del dottor azzeccagarbugli, ma piuttosto allo STUDIO.
Su tre pareti sono appesi i ritratti dei 12 cesari e su una quarta parete si trova uno scaffale colmo di libri vecchi e polverosi. Il disordine e la polvere della stanza sono un modo per Manzoni di sottolineare la corruzione della giustizia e il decadimento fisico e morale dell'avvocato.

Hai bisogno di aiuto in Riassunto Promessi Sposi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email