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Importanza linguistica dei Promessi Sposi



Importanza linguistica: I promessi sposi sono molto importanti non solo dal punto di vista letterario, ma anche dal punto di vista linguistico. Con questo romanzo Manzoni da alla letteratura italiana in prosa un linguaggio comune, comune tutte le regioni d’Italia. L’edizione che leggiamo dei promessi sposi è del 1840 e l’unità d’Italia è avvenuta nel 1861, quindi in un certo senso questa è l’opera che ha dato il più grande contributo all’unificazione linguistica del nostro paese. Manzoni stesso diede molta importanza a quella che chiamava “questione della lingua”, perché si rendeva conto che non era possibile una vera unità sociale e politica tra persone che parlavano lingue diverse, dialetti regionali. Inoltre la lettura dei Promessi sposi dava anche una base comune dal punto di vista del pensiero, culturale, un codice di valori e riferimenti tramandati di generazione in generazione. Con il suo romanzo Manzoni da per la prima volta alla letteratura in prosa un linguaggio comune a tutte le regioni. Questo è importantissimo ed era una questione che gli stava particolarmente a cuore, poiché è proprio nel periodo di Manzoni che avviene l’Unità d’Italia (1861) e per favorire una vera unità del popolo italiano serviva anche una lingua comune. (Attenzione: la letteratura italiana in prosa inizia ufficialmente con il “cantico delle creature”, scritto da Francesco d’Assisi in volgare umbro. Di fatto poi la poesia italiana delle origini si sviluppa in lingua toscana con i più grandi autori della letteratura italiana degli inizi, cioè Dante, Boccaccio, Petrarca, tutti e tre toscani, che danno quindi inizio alla nostra lingua letteraria, che è sempre stata improntata sul fiorentino. siccome a firenze si era sviluppata la tradizione italiana questo faceva sì che il fiorentino parlato fosse rispetto ai dialetti regionali quello più vicino alla lingua parlata comune, che più o meno tutti conoscevano. I vari dialetti locali erano molto diversi e praticamente incomprensibili per le altre persone mentre a Firenze non c’è proprio un dialetto, parlano proprio l’Italiano corretto. Per questo Manzoni ad n certo punt della stesura decide di recarsi a Firenze a risciacquare i panni in Arno, cioè a fare una revisione della lingua, ovvero revisionare lo scritto eliminando tutte le parole e espressioni tipiche del dialetto milanese e sostituirle con i termini fiorentini.) Ma quale fiorentino ? Non il fiorentino che usavano Dante o Boccaccio, perché era ormai superato, sarebbe parso troppo antico e solenne. Manzoni usa invece il fiorentino contemporaneo parlato dalle classi colte, borghesi, che avevano quindi un registro linguistico né troppo alto né troppo basso, medio. (Attenzione: comunque molte espressioni tipiche della Lombardia sono rimaste e le riconosceremo anche come tipiche della nostra zona e ci suoneranno familiari. Infatti per quanto Manzoni avesse cercato di uniformare il suo linguaggio al fiorentino, tanti termini restano.

La lingua: Come lingua per la sua opera Manzoni sceglie il fiorentino parlato dalle classi colte, perché era considerato la vera lingua italiana per eccellenza, quella che era sempre stata centro della cultura e degli scambi culturali e intellettuali italiani. Manzoni capisce che se voleva che più persone possibile leggessero e comprendessero al sua opera doveva evitare i dialetti locali e trovare una lingua che accomunanasse più persone possibile. Per questo motivo, dopo aver scritto la sua opera in milanese si recherà a Firenze per “sciacquare i panni in Arno”, (Attenzione: comunque molte espressioni tipiche della Lombardia sono rimaste e le riconosceremo anche come tipiche della nostra zona e ci suoneranno familiari). Inoltre importante è il fatto che non utilizza il linguaggio del popolo né quello degli intellettuali, ma un linguaggio medio, rivolto a più persone possibile. Durante la stesura dei promessi sposi, che durò vent’anni, scrisse però molte altre opere, per cui è considerato altrettanto importante. Inoltre era soprattutto un intellettuale molto attento e interessato alla cultura del suo tempo, quindi il suo romanzo non è solo un romanzo storico che presenta il 1600, ma è anche un’opera con cui cerca di trasmettere un contenuto di idee, di pensiero, un messaggio culturale significativo. È per questo che si rivolge a un pubblico medio, di persone alfabetizzate e abbastanza acculturate, ma non necessariamente aristocratici o intellettuali,per rivolgersi a più persone possibile, a un pubblico che fosse il più vasto possibile. Inoltre è appunto molto inserito nel dibattito culturale del suo tempo, quindi accompagnava le sue opere con lettere in cui esponeva le proprie idee, chiedeva consigli, dibatteva agli altri intellettuali, non solo italiani, ma anche francesi per esempio. Il suo obiettivo infatti, nonostante il suo romanzo sia ambientato due secoli prima, era quello di mandare un messaggio, di condividere le proprie idee e pensieri. Manzoni infatti era molto interessato alla cultura della sua epoca e amava soprattutto dialogare discuterne con altri intellettuali, di tutta Europa. Per questo, nonostante impiegò vent’anni per scrivere i Promessi Sposi, non smise mai di frequentare gli altri studiosi e letterati e di scrivere altre opere minori.
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