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I Promessi Sposi

Con la fine dell’esperienza di poeta e drammaturgo Manzoni si volge al romanzo. Il romanzo è un genere moderno e poco gradito alla cultura classicista. Ma per Manzoni è il romanzo l’unico capace di soddisfare la Poetica del vero: infatti la libertà strutturale del romanzo permette di rappresentare con realismo vicende complesse, approfondire la psicologia dei personaggi, introdurre la voce del narratore che commenta e valuta.
Nella primavera del 1821 Manzoni inizia la sua stesura; lo completa nel settembre 1823. La prima stesura venne chiamata “Fermo e Lucia” e si articola in 4 tomi divisi in 37 capitoli
I personaggi sono caratterizzati in modo schematico secondo una contrapposizione tra bene e male e modellati su tipi diffusi. L’abbondanza di disgressioni resero la struttura del testo poco coerente e sul piano linguistico utilizza una lingua ibrida poco adatta al pubblico a cui intendeva rivolgersi.
La prima edizione non soddisfò l’autore e nel marzo1824 decise di attuare una revisione sia dal punto di vista narrativo che linguistico. Da questa revisione nacque la ventisettana, pubblicata nel 1827
Nella ventisettana eliminò le digressioni, le narrazioni sovrabbondanti, gli elementi pittoreschi; cambiò l’ordine dei capitoli e di alcuni episodi, precisò alcuni tratti storici e aggiunse alcune pagine di significato morale e simbolico.
Sul piano linguistico utilizzò una lingua letteraria che ancora una volta non lo soddisfò; per questo intraprese un viaggio verso Firenze per “risciacquare i panni in Arno”, uniformandone lo stile.
L’ultima edizione venne pubblicata tra il 1840 e il 1842, la cosiddetta “quarantana”, in cui vi è un miglioramento della lingua volta ad eliminare i residui del dialetto lombardo.
Nei promessi sposi i personaggi sono complessi, ricchi di contrasti dotati di una psicologia individuale, capaci di reagire e modificarsi a contatto con gli eventi esterni.
In quest’opera compaiono una varietà di temi quali, la minaccia, la vocazione, la notte, la fuga, la salvezza, la conversione e il perdono. Per Manzoni il male nasce dall’imperfezione della natura umana, sedotta da valori negativi e incapace di redimersi se non per mezzo della Grazia divina.
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