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Concetti Chiave

  • Il conte Attilio è un personaggio di superbia esclusivista e scanzonata, che si distingue per la sua astuzia e la mancanza di scrupoli morali.
  • Alla tavola di don Rodrigo, Attilio dimostra la sua presunzione cercando di affermare la sua superiorità, basandosi più sulla nascita che su reali conoscenze.
  • La sua solidarietà verso don Rodrigo è motivata dall'orgoglio di casta e dal desiderio di mantenere il prestigio della sua famiglia, piuttosto che da affetto genuino.
  • Attilio è abile nell'arte della calunnia, riuscendo a manipolare la verità per i suoi scopi, colpendo il frate e sfruttando la reputazione di Renzo.
  • La strategia di Attilio per allontanare il frate implica suggerire misure al suo zio, portando infine all'esilio del frate a Rimini per evitare complicazioni.

Il Conte Attilio e la sua Superbia

Il conte Attilio che il Manzoni ci presenta definendolo “un certo conte Attilio”, è collega di soverchierie e in libertinaggio, di don Rodrigo. Ha tuttavia alcune qualità per le quali emerge; ha qualcosa di inconfondibilmente suo: un’aria scanzonata e una superbia esclusivista, ignota a don Rodrigo. Questa superbia che lo porta a guardare tutti dall’alto in basso, come da un posto di privilegio, gli consente di farsi valere con astuzia sopraffina e talvolta con volgare banalità. Quello che importa è riuscire: giusto o malvagio lo scopo, non importa. Cinico e freddo, egli è al di fuori di ogni legge morale. Lo si può osservare in tre momenti distinti: alla tavola di don Rodrigo; in un colloquio confidenziale col cugino; in colloquio con il conte zio. Già prima lo incontriamo a fianco del cugino, quando questi pone gli occhi cupidi su Lucia, ed egli lo incoraggia, stuzzicando il suo amor proprio ed accollandosi poi la non lieve responsabilità di sostenerlo e di spingerlo nello “sporco impegno”.

Confronto alla Tavola di Don Rodrigo

Alla tavola di don Rodrigo, dove siede col podestà di Lecco, con il dotto azzeccagarbugli e due sconosciuti, fa il saputo ed il superbo; ma il podestà con un’insistenza tenace gli tiene testa. Si battono per uno stupido prestigio, quello di mostrare chi ne sa di più in merito alla guerra che si sta combattendo: Attilio è forte per il più solo della presunzione che gli viene dalla nascita, che per il sapere. Illustrazione del Conte Attilio da \Egli crede d’avere ragione e di poter urlare perché è un signore: ed i signori per lui hanno sempre ragione.

Solidarietà e Spirito di Casta

Nonostante tutto, Attilio, appena la mattina di san martino saprà dei fatti della notte, “da lui ascoltati, come ci dice il Manzoni, con più serietà che non ci si sarebbe aspettati da un cervello così balzano”, si fa solidale con don Rodrigo e pensa subito che il frate abbia messo lo zampino nell’accaduto. Udito del colloquio avuto col padre Cristoforo, rimprovera il cugino di averlo lasciato andare così come era venuto e, dice, “lo prendo subito sotto la mia protezione e voglio aver la consolazione di insegnargli come si parla coi nostri pari”. Manterrà la promessa: lo sostiene in questo non tanto l’amore e la solidarietà per il cugino, quanto lo spirito di casta al quale è tenacemente attaccato, e l’orgoglio del nome. Il superbo e lo scanzonato del banchetto compirà egregiamente l’impresa alla quale s’impegna, E don Rodrigo sarà servito.

Arte della Calunnia e Manipolazione

L’arte di far apparire le cose false come vere, è in lui sopraffina; incassa, disinvolto, ma tira dritto; gira la posizione e si permette la calunnia iniqua contro il povero frate; un frate cui preme troppo una ragazza, che voleva farla meritare assolutamente. E poi a chi? Ed ecco che il conte attilio scopre le sue migliori carte puntando prima su Renzo, che con quella sua scappata a Milano ha ormai la fama di malandrino e di sobillatore; e poi sul prestigio del casato: questo frate, dice, cozza continuamente con don Rodrigo il quale è così stufo delle sue villanie, che ha più voglia di farsi giustizia da sé.

La Strategia di Allontanamento del Frate

Il vecchio e conquistato, e Attilio, canaglia consumata, può lanciare l’idea che aveva in mente fin da principio: ora tocca allo zio metter apposto tale situazione paesana per non complicare e allargare ancora le cose. E forse il miglior ripiego è quello di allontanare il frate. Lo zio respinge il suggerimento, ma poi inviterà il padre provinciale a pranzo e il povero frate sarà mandato a Rimini.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica del conte Attilio che lo distingue da don Rodrigo?
  2. Il conte Attilio si distingue per la sua superbia esclusivista e un'aria scanzonata, che gli consente di guardare gli altri dall'alto in basso, a differenza di don Rodrigo, come evidenziato nel testo.

  3. Come si comporta il conte Attilio alla tavola di don Rodrigo?
  4. Alla tavola di don Rodrigo, Attilio si mostra saputo e superbo, cercando di prevalere nel dibattito sulla guerra, ma il podestà di Lecco riesce a tenergli testa, dimostrando che la sua presunzione deriva più dalla nascita che dalla conoscenza.

  5. Qual è il ruolo della solidarietà e dello spirito di casta nel comportamento di Attilio?
  6. Attilio si fa solidale con don Rodrigo e si impegna a proteggere il cugino, non tanto per amore, ma per il suo attaccamento allo spirito di casta e all'orgoglio del nome, come sottolineato nel testo.

  7. In che modo il conte Attilio utilizza l'arte della calunnia?
  8. Attilio dimostra un'abilità sopraffina nel far apparire le cose false come vere, calunniando il frate e sfruttando la reputazione di Renzo per manipolare la situazione a suo favore, come descritto nel testo.

  9. Qual è la strategia finale di Attilio riguardo al frate?
  10. Attilio propone di allontanare il frate per risolvere la situazione, suggerendo che lo zio si occupi di sistemare le cose, un piano che inizialmente viene respinto ma che alla fine porta all'invio del frate a Rimini.

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