Colloquio Attilio-Padre

Nel diciannovesimo capitolo dei Promessi Sposi è presente un colloquio molto significativo tra il conte Attilio, lo zio di Don Rodrigo, e il padre provinciale. Questo colloquio inizia a tavola, dove sono presenti anche altri ospiti, ma la conversazione finisce per essere spostata in un salotto con i due potenti seduti di fronte: il conte Attilio vuole un favore dal padre; padre Cristoforo deve andare via, se fosse accaduto ciò, il conte avrebbe ripagato il suo complice.
Tutto ciò non avvenne in modo diretto: il linguaggio usato da Attilio all'inizio è molto vago, fino a quando non inizia a pronunciare il nome di Cristoforo. Egli cerca di svalorizzare la figura del frate, ma il padre cappuccino lo conosce e cerca di difenderlo con i mezzi che possiede. Quando però Attilio rivela che il nipote, Don Rodrigo ebbe avuto dei conflitti, delle discussioni con Fra Cristoforo, il padre diventa più riconoscente verso l'autorità del conte. Quest'ultimo fin dall'inizio cerca di avvicinare sempre più la figura del padre a lui, chiamandolo "padre molto reverendo" oppure sottolineando la buona e vecchia amicizia fra loro. Sono presenti molte reticenze, soprattutto nel linguaggio del conte, proprio perché ci sono molte questioni che lascia intendere al padre. Quest'atteggiamento è da vero superiore, proprio come si sente; sono presenti anche altre forme che lo rendono visibile, come i latinismi, anche se subito dopo vengono svalorizzati da detti popolari, oppure parole riguardanti l'onore e il rispetto della famiglia, gli impegni e i doveri, dei favori illegali, minacce. Alla fine di ciò, il conte Attilio riesce nel suo intento: Fra Cristoforo andrà a Rimini predicando in questo periodo lì: il primo pensiero del frate, ricevuta la notizia, fu rivolto a Lucia, Agnese e Renzo e a come se la sarebbero cavata senza di lui.

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