Ominide 267 punti

Tra il 1801 e il 1810 Manzoni compone opere perfettamente allineate con il gusto classicistico allora dominante. Si tratta di opere scritte nel linguaggio aulico e con l’ornamentazione retorica della tradizione.
Nel 1801 scrive una “visione” allegorica in terzine, il Trionfo della libertà; seguono l’Adda, poemetto idillico indirizzato a Monti, e quattro Sermoni, in cui prendendo a modello Parini, il giovane poeta polemizza con aspro moralismo contro aspetti del costume contemporaneo.
Del 1805 è il Carme in morte di Carlo Imbonati, che riprende un modulo classico.
Nel 1809 compone ancora un poemetto, Urania, che tratta un tema caro alla cultura neoclassica.
La conversione fu per Manzoni un fatto totalizzante, che investì a fondo tutti gli aspetti della sua personalità. Dalle argomentazioni di Manzoni traspare una fiducia assoluta nella religione come fonte di tutto ciò che è buono e vero, come punto di riferimento per ogni tipo di scelta;

E’ inevitabile perciò che la svolta interiore segnata dalla conversione giochi un ruolo determinante nella svolta letteraria di Manzoni.
La nuova ottica cristiana influenza profondamente anche la concezione manzoniana della letteratura: si forma in lui, infatti, una visione tragica del reale che non tollera più l’idillica serenità classica. Nasce così in lui il bisogno di una letteratura che guardi al “vero” della condizione storica dell’uomo.
Ne deriva così il rifiuto del formalismo retorico, dell’arte come esercizio ornamentale: l’arte deve scaturire da esigenze profondamente sentite.
Tutta la produzione manzoniana, nei tre generi fondamentali - lirico, drammatico e narrativo - si presenta con un aspetto fortemente innovatore rispetto alla fisionomia della letteratura italiana del periodo neoclassico.

Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Alessandro Manzoni?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove