Quando è stata composta la tragedia “Adelchi”?
La tragedia è sta composta nel biennio 1820-1822
In quale periodo storico si colloca la tragedia?
Essa si colloca nel periodo 772 – 774.
Qual era la situazione della penisola italiana in quei tempi?
Nell’VIII secolo, la penisola italiana comprendeva il regno longobardo che si estendeva dal nord fino a buona parte del centro. La capitale e sede della corte longobarda era Pavia. La parte rimanente, dipendente da Bisanzio, era divisa in: Esarcato di Ravenna, Pentapoli e Sicilia. La pentapoli comprendeva cinque città: Ancona, Senigallia, Pesaro, Fano e Rimini. Roma costituita un ducato bizantino autonomo.
Qual è la struttura della tragedia?
La tragedia è articolata in cinque anni, in cui sono inseriti due cori.
Che ruolo hanno i due cori?
Il primo coro costituisce una riflessione storica sulle condizioni dei tre popoli presenti sul suolo della penisola: i Longobardi, le popolazioni italiche e i Franchi.Il secondo coro propone una riflessione morale poiché lo scrittore afferma che le sventure di Ermengarda sono in linea con un disegno della Provvidenza.
Qui sono i principali protagonisti?
Il re dei Longobardi Desiderio e la sua corte a Pavia, Ermengarda figlia di Desiderio e sorella di Adelchi, Adelchi, Carlo Magno marito di Ermengarda, Ansberga, la sorella, che assiste Ermengarda in punto di morte.
A chi era andata sposa Ermengarda?
Ermengarda era andata sposa al re dei Franchi, Carlo Magno.
Perché Carlo Magno l’aveva ripudiata?
Perché il padre, re Desiderio aveva deciso di annettere una parte del territorio papale e il papa, Adriano I, aveva chiesto il sostegno dei Franchi.
Qual è il ruolo del diacono Martino?
Il diacono Martino, inviato da Papa Adriano I, ha lo scopo di scoprire l’esistenza di un percorso attraverso le Alpi che permetta ai Franchi di prendere di sorpresa l’accampamento dei Longobardi.
Parlare della natura nel racconto del diacono Martino
Nel racconto del diacono Martino, la natura è collegata al concetto di “sublime” caro ai Romantici. L’uomo ne percepisce l’infinita grandezza e ne suoi confronti prova un senso di impotenza e di fragilità. Tuttavia della natura, il Manzoni dà una visione cristiana perché il diacono Martino si fa forte della convinzione di essere guidato da Dio.
Qual era stata la reazione del padre, re Desiderio di fronte a tale notizia?
Desiderio matura un desiderio di vendetta per lavare la vergogna e l’affronto di cui Ermengarda è stata vittima.
Quali sentimenti esprime Adelchi di fronte ad Ermengarda ripudiata?
Adelchi prova sentimenti contrastanti: da un lato, vorrebbe vendicare l’affronto subito dalla sorella, ma dall’altro prova sentimenti di compassione verso le sofferenze altrui.
Che cosa chiede Ermengarda ai familiari quando rientra alla corte longobarda di Pavia?
Gli chiede di poter trovare pace, protezione e conforto nel Monastero di S. Salvatore a Brescia che era stato fondato dalla madre.
Come ricorda Ermengarda la figura della madre?
Il legame di Ermengarda con il passato e quindi con gli affetti familiari è molto forte. Definisce la madre Anna, la madre come “veneranda” e associa la sorella Ansberga, che prese i voti, all’aggettivo “diletta”. Sembra quasi che la madre, nel fondare il Monastero di Brescia, avesse intuito che un giorno esso sarebbe servito da luogo di protezione per la figlia.
Come e perché muore Ermengarda?
Ermengarda si è rifugiata nel convento di S. Salvatore a Brescia sperando di trovar un mezzo per dimenticare il passato, ma qui apprende che Carlo Magno si è risposato con Ildegarde. Non essendo riuscita a cancellare l’amore per l’uomo che l’ha ripudiata muore dal dolore, ma in pace con Dio.
Come termina la tragedia?
I Longobardi sono sconfitti e Pavia cade in mano ai Franchi. Adelchi, ferito e in fin di vita, chiede a Carlo Magno di risparmiare al padre una prigionia dura. Quindi muore, affidando la sua anima a Dio.