Adelchi

Manzoni tratta le vicende storiche dell’Italia tra la seconda metà del 600 e l’700 che portarono al crollo dei longobardi in Italia sotto la spinta dei franchi. I longobardi dominavano l’Italia con il re Desiderio e il figlio Adelchi. Re Desiderio aveva una figlia Ermengarda che per mettere pace tra longobardi e franchi è andata in sposa a Carlo Magno. Carlo però la ripudia e quindi Ermengarda soffre di questa offesa. Carlo la ripudia perché non vuole mantenere il patto che aveva fatto con i longobardi perché Varlo si sente come la spada della Chiesa e quindi doveva difendere la chiesa contro i longobardi che avevano minacciato la chiesa e i suoi territori. Ermengarda che si era innamorata di Carlo Magno, triste dopo essere stata ripudiata si ritira in un convento dove muore straziata dopo la notizia delle nuove nozze di Carlo. Adelchi, erede al trono longobardo, tenta la difesa ma muore in battaglia. Adelchi è combattuto tra l’essere e il dover essere, in quanto Adelchi avendo un animo sensibile e non voleva dichiarare guerra ai Franchi, ma gli viene imposto dal padre e dall’autorità che lui vestiva nel popolo longobardo perché era figlio del re. Anche se lui è buono e vuole risolvere i problemi non con la guerra non può farlo perché è costretto dal padre, ma anche dalla ragion di stato a fare guerra. È quindi un eroe romantico così come la sorella Ermengarda.
Importante è il coro, che nella tragedia greca dividevano gli atti, questi erano per lo più ballati. Nella tragedia il coro diventa la personificazione del pubblico, nel coro si rappresenta quelli che sono i sentimenti del pubblico che devono essere conseguenti alla rappresentazione, la reazione che l’autore si aspetta dal pubblico. Con Manzoni il coro diventa il cantuccio del poeta, un angolo che il poeta si ritaglia tramite cui Manzoni rompe la funzione scenica dicendo ciò che pensa e ciò che sta rappresentando in modo che i suoi commenti non andassero a rovinare la rappresentazione per renderlo poi più verosimile, ma anche per dare la possibilità al pubblico di farsi una propria idea sui personaggi e la storia che sta vedendo.
Il coro dell’atto 3° è il più significativo, Manzoni parla in prima persona, vuole risvegliare l’anima degli italici sottolineando la loro grandezza durante l’impero romano. Gli italici non sanno cosa fare, sono impauriti e la luce che vedono e ricordo dell’orgoglio della grandezza passata. Il popolo guarda la folla dei longobardi crudele, impauriti dei franchi e da una parte sono contenti ma non sanno se effettivamente i franchi Porteranno tranquillità. Manzoni dice a italici che si stanno illudendo e che i franchi sono giunti in Italia solo per opprimerli e che quindi devono tornare ad essere schiavi sottomessi.
L’Italia non può trovare indipendenza appoggiandosi allo straniero ma per essere indipendente deve basarsi solamente sulle sue forze. I cittadini devono unirsi e ribellarsi allo straniero.
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