Indice

  1. Questionario
  2. Risposte

Questionario

1) Il “ricatto” del principe padre.
2) Individuare le espressioni che tendono a dare di Gertrude l’idea di vittima e di colpevole.
3) Che cosa sottintendono i puntini di sospensione nel colloquio tra il principe padre e la madre badessa?
4) A che proposito Manzoni parla del “guazzabuglio del cuore umano”?
5) In scorcio si presentano alcuni aspetti della vita della nobiltà del tempo.
6) Quali sono, secondo Manzoni, le “facoltà singolari e incomunicabili della religione cristiana”?
7) Secondo Manzoni, qual è il peccato fondamentale commesso da Gertrude?
8) Da che cosa deriva il “linguaggio insolito” di Gertrude?
9) Perché si suppone che la conversa si sia rifugiata in Olanda?
10) Il giudizio che Agnese esprime a proposito dei “signori”.
11) Per quali motivi ideologici, moralistici e letterari, Manzoni riduce drasticamente la storia della monaca nel passaggio dal “Fermo e Lucia” ai “Promessi Sposi”?

Risposte

1) Il principe padre è il tipico esempio di nobile del Seicento che antepone l’onore del casato alla felicità della figlia. Egli approfitta del fatto che Gertrude abbia osato mettersi in contatto con un paggio per ricattarla dal punto di vista piscologico e affettivo. Egli appartiene alla stessa sfera fatta di puntigli, di vanità, di orgoglio e di apparenza di cui fanno parte don Rodrigo, il conte Attilio e il fratello del nobile ucciso da Ludovico. Con il supporto dei familiari – la principessa e il principino – egli cerca di costruire tutta una rete di compensazioni affettive per trasformare la frase di Gertrude “Ah sì” in un assenso irrevocabile. Gertrude è molto debole e cade facilmente nella trappola tesale dal padre. Anche se avesse deciso avviarla al matrimonio, il padre sottolinea che la ragazza stessa, con il comportamento avuto, ha creato un ostacolo insuperabile poiché, nel rispetto del codice d’onore, egli non avrebbe mai trovato il coraggio di dare per moglie una ragazza che aveva tenuto un comportamento simile. E l’uomo continua il ricatto, affermando che comunque ad ogni errore si può riparare e che anzi, quanto è successo è la riprova che la vita secolare è troppo pericolosa per Gertrude (sottintendere che la vita monastica è l’unica soluzione valida per Gertrude). Alla ragazza, presa da un sentimento di timore e di vergogna, non resta che acconsentire.
2) In modo molto subdolo, il principe fa di tutto affinché Gertrude si convinca di essere colpevole e quindi vittima. Sostiene che “lei stessa ci aveva messo ora un ostacolo insuperabile” (colpevolezza), “la misera ascoltatrice” era “annichilita” (si sente vittima), “in questo tristo accidente” (colpevolezza)
3) I puntini di sospensione indicano imbarazzo e reticenza da parte della badessa. Essa è a conoscenza della lettera spedita da Gertrude al padre e della costrizione che il principe padre intende mettere in atto. Tuttavia è nell’obbligo di dare un avvertimento a colui che si sente superiore ad ogni norma. Il dialogo, formato da monconi di frasi che indicano la complicità e la corruzione presenti nei due personaggi. La “soglia caustrale2 a cui si fa cenno alla fine del dialogo è in realtà una divisione illusoria fra due mondi che in realtà si rispecchiano uno nell’altro.
4) L’espressione viene utilizzata dal Manzoni per descrivere tutti quei sentimenti anche in contraddizione che prova Gertrude e l’animo umano in generale: spavento, timore, coraggio, viltà, contentezza nel vedere il padre soddisfatto dell’andamento delle cose, ma anche sincerità e ipocrisia. In sintesi, si tratta di una mescolanza di sentimenti diversi ed opposti.
5) Il principe e tutta la sua famiglia ci forniscono informazioni utile per dipingere la società nobiliare del Seicento. I nobili sono visti come una classe sociale che vive alle spalle degli altri, da veri parassiti. Dominati dall’orgoglio e dalla superbia, essi pensano soltanto all’onore della casata o ai duelli (come si vede nella storia di Ludovico). Il padre è il capo famiglia assoluto i cui ordini e desideri non si discutono. Per raggiungere i propri scopi, egli non si fa scrupolo di forzare la volontà dei figli o di infrangere le leggi, in un ambiente dopo ciò che conta è soltanto l’apparenza e il culto della propria persona.
6) La religione cristiana ha il vantaggio di poter offrire consolazione a tutti, anche nelle situazioni più gravi e fino all’ultimo momento della vita. Questo è un concetto su cui riflette lo scrittore, dopo aver precisato che Gertrude fu “monaca per sempre”, dopo dodici mesi di noviziato, dopo tutto un susseguirsi di pentimenti. A questo punto, un periodo si è concluso, il principe ha esaurito il suo ruolo ed è sparito per sempre dalla scena. Invece Gertrude, per sempre, rimane rinchiusa nella sua prigionia. Tuttavia, la disgressione dello scrittore le indica una via di scampo ancora aperta che potrebbe trasformarla in un soggetto dignitoso del proprio destino, nonostante momenti di crisi e di forzata volontà.
7) Il suo peccato più grave è quello di essersi sottomessa alla volontà del padre dispotico in nome degli interessi e dell’onore della casata. Anche di fronte al vicario continua a mentire, esibendo una falsa vocazione. In sintesi, essa manca di volontà di ribellione che la conduce alla disperazione, all’ipocrisia all’odio fino ad ordinare l’assassinio della conversa.
8) Il linguaggio di Gertrude è definito insolito perché non è lineare ed è il riflesso del fatto che la volontà della ragazza è gestita da quella del padre. Le sue decisioni, anche quelle assunte nei momenti più importanti della sua vicenda, sono espresse in un linguaggio che ci fa pensare alla costrizione. Il modo di esprimersi si identifica con quello dei propri familiari: il pensiero non è espresso mai direttamente, ma a volte in modo confuso e questo con lo scopo di nascondere agli altri il suo volere.
9) Con la complicità di Egidio, la conversa, originaria di Meda, un villaggio della Brianza era stata uccisa e il suo corpo occultato in una cantina e non fu mai ritrovato. Ad una suora scappò detto che probabilmente si era rifugiata in Olanda. L’Olanda era un paese protestante e quindi ospitale per una monaca fuggitiva come per ogni altro ecclesiastico non in regola con la Chiesa di Roma. Occorre anche ricordare che siamo nel Seicento e che l’Olanda si era da poco liberata dal dominio spagnolo.
10) Con il suo intervento, di tono popolaresco, Agnese riporta il racconto su di un piano fuori dai toni drammatici. Il giudizio che la donna ha dei signori è quello di una donna del popolo, con molta esperienza. Se le domande che Gertrude ha posto a Lucia possono sembrare strane, è perché, sostiene in modo pragmatico Agnese, i signori hanno tutti un po’ del matto e non ci dobbiamo far caso
11) Nel “Fermo e Lucia”, la storia della monaca di Monza si protrae per sei capitoli e anche la narrazione dell’uccisione della conversa è molto ampia e si snoda in un clima tipico del romanzo gotico. Lo scrittore si rese conto che una disgressione così ampia, spezzava notevolmente l’unitarietà del racconto e di fatto si veniva a creare una sorta di racconto nel racconto. D’altra parte, per motivi moralistici non era opportuno dilungarsi troppo sulla vicenda dello scabroso rapporto fra Egidio e la monaca. Con questo scopo, egli eliminò i particolari dell’assassinio della conversa per ridurre il fatto a poche righe e trasportandolo sul piano della coscienza Importante è anche il motivo ideologico. A Manzoni non interessava dimostrare come il comportamento di Gertrude fosse derivato dal comportamento paterno e quindi di trovare in ciò, una sorta di giustificazione. Gertrude è responsabile delle proprie azioni (a questo proposito è significativa la frase “ La sventurata rispose”), è colpevole, ma su di lei, alla fine interverrà la Provvidenza, intesa come “provvida sventura”.

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