Ominide 1864 punti

Autore Italo Calvino
Titolo Il sentiero dei nidi di ragno
Editore Oscar Mondadori

1.Caratteristiche del testo


Genere Romanzo di formazione con sfondo storico

Temi Tema della guerra, affrontato indirettamente ma molto presente; tema della resistenza partigiana con tutte le sfumature possibili; tema della crescita interiore e della maturazione; tema dell’infanzia negata, trattato implicitamente dall’autore, in quanto non c’è mai un riferimento alla condizione di pietà di Pin; tema del linguaggio; tema del sesso; tema dell’incomprensione, rappresentato dalla differenza tra “il mondo dei grandi” e quello di Pin; tema della solitudine; tema del tradimento (sia per quanto riguarda l’amicizia e l’organizzazione, sia per quanto riguarda l’amore); tema della natura, elemento di sfondo durante tutta la narrazione; tema dell’integrazione; tema della lealtà.

Stile Calvino utilizza uno stile semplice, alla portata di tutti, con sporadici inserimenti di parole più ricercate, fatta eccezione per il nono capitolo. Il messaggio uscente risulta chiaro, pur essendo complicato. C’è un sostanziale distacco dai protagonisti, anche se questi sono descritti perfettamente. I periodi sono brevi e concisi, con molte pause dovute alla punteggiatura. Questo e la narrazione al presente conferiscono la nota di distacco sopra citata.

Narratore Il narratore è esterno ed onnisciente. Non interviene mai se non per descrivere luoghi o personaggi.

Ruoli dei personaggi e loro interazioni Pin è il protagonista. Un bambino dall’età indefinita cresciuto troppo in fretta. Oltre ad essere orfano, sua sorella Rina si prostituisce e fa solo finta di badare a lui. Pin si sente solo al mondo. Frequenta un’osteria in cui si misura con gli adulti parlando in modo scurrile e vantandosi di saper parlare di argomenti sconosciuti ai bambini. Gioisce nel canzonare tutti e con tutti ha un rapporto di odio/amore. Non capisce i pensieri e le azioni degli adulti che sono bugiardi e crudeli. Non riesce a rapportarsi nemmeno ai ragazzi, così diversi da lui e più ingenui. Nonostante appaia indipendente e spigliato, spesso crolla in pianti o crisi che denotano la sua indole ancora fanciulla. È coraggioso, intraprendente e determinato. Si capisce implicitamente che è sensibile e desideroso di affetto. Cerca un amico a cui possa raccontare del posto che conosce solo lui, il sentiero dove i ragni fanno il nido. Rina è la sorella di Pin, poco descritta, si dimostra una traditrice, disposta a qualsiasi cosa pur di stare bene e salvarsi la pelle. Pietromagro è il padrone di Pin, che fa il garzone per la sua bottega di ciabattino. Appare crudele in quanto spesso picchia Pin, ma in fondo gli vuole bene. Lupo Rosso è di fondamentale importanza per Pin. È lui che gli dà la spinta maggiore verso la lotta antifascista, per quanto sia limitata. Lupo Rosso è un sedicenne grande e grosso, con la testa rasata e un berretto alla russa. È coraggioso e determinato, coinvolto nella resistenza e celebre per le sue azioni. È chiamato anche Ghepeù, poiché è dichiaratamente leninista e ammira l’Unione Sovietica. Cugino è l’uomo che trova Pin sperduto tra i campi e lo porta al distaccamento partigiano. È descritto come un uomo imponente, con pochi denti in bocca, occhi azzurri, naso schiacciato e baffi rossicci spioventi. Importante è la sua mano, grandissima, calda e soffice come il pane. Cugino è colui che Pin identificherà come l’amico tanto cercato, colui a cui il sentiero dei nidi di ragno può essere mostrato. Cugino ha avuto brutte esperienze con le donne e le incolpa per ogni cosa. Mancino è il cuoco del distaccamento. Un uomo piuttosto ingenuo, molto legato al falchetto Babeuf sempre sulla sua spalla. Ha un giubbotto da marinaio e un cappello di pelo di coniglio sulla testa calva. È un estremista del comunismo. Giglia è sua moglie, non è descritta, sappiamo solo che ha la stessa falsa nota materna della sorella di Pin e che è l’amante del Dritto. Il Dritto è il comandante del distaccamento. È un giovane magro, figlio di meridionali emigrati, con un sorriso malato e lunghe ciglia, cameriere di professione. Preferirebbe oziare, ma qualcosa in lui lo spinge a mettersi in azione. Vuole sempre fare di testa sua e gli piace troppo comandare e troppo poco dare l’esempio, tuttavia è coraggioso. Per questo gli hanno affidato un distaccamento di uomini di poco valore per la resistenza. Viene rispettato dai partigiani finché non tradisce Mancino. Viene fucilato perché, oltre ad aver causato l’incendio dell’accampamento, rifiuta di andare in battaglia per stare con la Giglia. Pelle è un ragazzo gracile, sempre raffreddato, con baffetti molto giovani. Pelle ha la passione delle armi e delle donne. Pelle tradirà i partigiani entrando nella brigata nera ma verrà bloccato e fucilato. È importante per Pin poiché riesce a trovare il sentiero dei nidi di ragno e a portare via la pistola che Pin ha rubato a Frick il tedesco. Kim è il commissario di brigata, studente di medicina e aspirante psichiatra. L’autore utilizza questo personaggio per una vera e propria digressione dedicata ad una riflessione quasi filosofica. Kim pensa che i combattenti siano animati da un comune furore, dovuto ad un’esigenza di riscatto umano, liberazione. Ferriera è un uomo tarchiato con la barba bionda, dal carattere schietto e freddo, molto concreto. Si differenzia molto da Kim, poiché vede la guerra come una macchina e sostiene che creare un distaccamento di soli uomini poco capaci sia stato un errore. Altri personaggi importanti citati sono Zena il Lungo detto Berretta-di-Legno detto Labbra-di-Bue, Miscèl il francese, i quattro cognati meridionali Duca, Conte, Marchese, Barone e Carabiniere.

Ambiente (tempo e spazio) La narrazione si sviluppa in Liguria durante la Seconda guerra mondiale.

Ambiente sociale Vari livelli sociali presenti, dai borghesi ai partigiani che vivono in povere condizioni, fino ad arrivare ai ricchi tedeschi.

Sfondo storico Seconda guerra mondiale (1939-1945); lotta partigiana contro il fascismo italiano che appoggia il nazismo tedesco; presenza tedesca in territorio italiano; ricerca ed eliminazione di partigiani; liberazione d’Italia piuttosto lontana.

Riassunto


Pin è un ragazzino che lavora come garzone nella bottega del ciabattino Pietromagro. Vive con la sorella Rina, che si prostituisce. Cresciuto in fretta, frequenta ambienti inadatti a lui quali l’osteria, e conosce argomenti a cui normalmente i bambini sono estranei. Gli uomini dell’osteria, una sera, gli chiedono di rubare la pistola di Frick, un tedesco poco sveglio che va a letto con la sorella. Pin svolge il compito, ma quando sta per comunicare la notizia, nell’osteria sembra che nessuno si interessi alla cosa. Arrabbiato e solo, Pin si dirige al sentiero in cui i ragni fanno il nido, luogo che lui solo conosce e lì nasconde la pistola. Tornando indietro, però, viene arrestato e picchiato. In prigione incontra Lupo Rosso, un partigiano sedicenne che lo fa evadere insieme a lui. Dopo essersi persi di vista, Pin e Lupo Rosso si ritrovano in un accampamento partigiano. Pin è stato accompagnato nel luogo da Cugino, un omone che poi si rivelerà l’unico amico di Pin. Pin vive con loro finché non scopre che Dritto il comandante e Giglia, la moglie del cuoco Mancino, hanno una relazione e, svelandola a tutti, viene quasi picchiato da Dritto e scappa. Ritrova la pistola, una P38, dalla sorella, che l’aveva ricevuta da Pelle, un partigiano traditore dell’accampamento. Riavuta la pistola e insultata la sorella, che è ora in combutta con i tedeschi, fugge nel sentiero dei nidi di ragno e incontra Cugino. Questo gli chiede di mostrargli la strada per la casa della sorella, poiché aveva voglia di andare a letto con una donna. Questo scoraggia un poco Pin, che pensava di aver trovato l’amico perfetto. Cugino torna, tuttavia, dopo un rumore di spari. Pin è contento che anche Cugino schifi le donne e si allontana con lui tenendogli la mano grande, calda e soffice. Non è esplicitato, ma è possibile che Cugino abbia ucciso la sorella traditrice.

2.Interpretazioni personali

Coerenza del titolo Il titolo è perfettamente coerente con il testo. Il sentiero dei nidi di ragno è il luogo di Pin, l’unico suo vero possedimento ed elemento centrale del romanzo.

Suggerimento titolo alternativo La mano del Cugino

Punti importanti

• Trovare paragrafi particolarmente efficaci e indicarne la pagina
Capitolo 1, richiesta della pistola (pag. 11-12-13); Capitolo 2, Pin ruba la pistola (pag. 17-18-19) ; Capitolo 2, all’osteria la pistola non interessa (da pag. 20 a 23); Capitolo 2, il sentiero dei nidi di ragno (da pag 23 a 26); Capitolo 3, incontro con Lupo Rosso (da pag. 34 a 39); Capitolo 4, incontro con Pietromagro (da pag. 40 a 43); Capitolo 4, Pin incontra Cugino (pag. 55-56-57); Capitolo 7, l’incendio (pag. 91-92-93); Capitolo 9, le riflessioni di Kim (da pag. 112 a 120); Capitolo 11, Lupo Rosso racconta la morte di Pelle (pag. 139-140-141); Capitolo 11, Pin svela il tradimento (pag. 148-149); Capitolo 12, Cugino si dimostra un amico (da pag. 156 a 159).

• Citare un pensiero importante, un'immagine o altro

«Pin ora impugnerà la pistola e camminerà sempre con la pistola puntata: nessuno potrà togliergliela e tutti ne avranno paura. Invece ha sempre la pistola avvolta nel gomitolo del cinturone, sotto il maglione e non si decide a toccarla, spera quasi che quando la cercherà non ci sia più, si sia smarrita nel calore del suo corpo. […] Pin svolge il cinturone, apre la fondina e con un gesto che sembra tiri un gatto per la collottola estrae la pistola: è davvero grossa e minacciosa, se Pin avesse il coraggio di giocarci farebbe finta che fosse un cannone. […] Alla fine si decide a impugnarla, ma bada a non mettere le dita sotto il grilletto, tenendo ben forte l’impugnatura; pure così si può impugnare bene e puntarla contro quello che si vuole. Pin la punta prima contro il tubo della grondaia, a bruciapelo sulla lamiera, poi contro un dito, un suo dito, e fa la faccia feroce tirando indietro la testa e dicendo tra i denti: “la borsa o la vita”, poi trova una scarpa vecchia e la punta contro la scarpa vecchia, contro il calcagno, poi nell’interno, poi passa la bocca dell’arma sulle cuciture della tomaia. È una cosa molto divertente: una scarpa, un oggetto così conosciuto specie per lui, garzone ciabattino, e una pistola, un oggetto così misterioso, quasi irreale; a farli incontrare uno con l’altro si possono fare cose mai pensate, si possono far loro recitare storie meravigliose. Ma a un certo punto Pin non resiste più alla tentazione e si punta la pistola contro la tempia: è una cosa che dà le vertigini. Avanti, fino a toccare la pelle e sentire il freddo del ferro. Si potrebbe posare il dito sul grilletto, adesso: no, meglio premere la bocca della canna contro lo zigomo fino a farsi male, e sentire il cerchio di ferro con dentro il vuoto dove nascono gli spari. A staccare l’arma dalla tempia, di botto, forse il risucchio dell’aria farà esplodere un colpo: no, non esplode. Ora si può mettere la canna in bocca e sentire il sapore sotto la lingua. Poi, cosa più paurosa di tutte, portarla agli occhi e guardarci dentro, nella canna buia che sembra fonda come un pozzo.»

Citazione (identificare e dare un titolo importante ad un brano significativo)

Pagina 118-119-120 Titolo Storia
«È la colonna dei gesti perduti: ora un soldato svegliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo, Kate. Tra sei, sette ore morirà, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa è perduto, cancellato dalla storia. Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questo è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte: “ti amo, Adriana”. Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. […] Domani sarà una grande battaglia. Kim è sereno. “A, bi, ci”, dirà. Continua a pensare: ti amo, Adriana. Questo, nient’altro che questo, è la storia.»

3. Valutazione

Come consideri l'opera?
L’opera è molto realistica e sembra tratta da una storia vera. La definirei appunto “vera”.

Argomenta la tua opinione
Vera nei contenuti, vera nei pensieri dei personaggi, vera nelle lacrime di Pin, vera nelle sensazioni tattili e visive, vere negli odori descritti. Vera in ogni parola di Calvino, parole basate sull’esperienza e sull’ispirazione.

L'opera ti ha indotto a cambiare idea rispetto alla tematica principale?
No, la freddezza degli adulti durante una guerra, la curiosità di un bambino, la solitudine di un ragazzo orfano, la crepa presente tra il mondo infantile e quello adulto, sono tutte regole confermate da quest’opera.

Dai un voto al testo da 1 a 10
10, un libro che consiglierei a chiunque, nonostante la gravità dei contenuti e il linguaggio utilizzato.

4. L'autore

Breve biografia
Italo Giovanni Calvino Mameli è noto al popolo come Italo Calvino, grande scrittore e partigiano italiano. Nato a Santiago de Las Vegas de La Habana il 15 ottobre 1923 da Giacomo Calvino ed Eva Mameli. Trascorre i suoi primi anni di infanzia a Cuba, e torna con la famiglia in Italia nel 1925/26. Nel 1927 nasce il fratello Floriano, futuro geologo di grande fama. Gli anni del fascismo sono vissuti dalla famiglia Calvino con un generale sentimento di rifiuto, ma senza manifestazione di una grande opposizione. Tra il 1929 e il 1933, Italo entra veramente in contatto con il fascismo, essendo obbligato a diventare balilla. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale distrugge l’infanzia di Calvino, il quale si oppone al conflitto e, tra il 1941 e il 1942, si iscrive alla facoltà di Agraria a Torino. Nonostante già dall’età di sedici anni Calvino avesse iniziato a scrivere piccoli racconti, poesie e testi teatrali, è in questi anni che sviluppa le sue reali passioni: la letteratura, il cinema e il teatro. Il 9 agosto 1943 ritorna a Sanremo. Dopo l'uccisione del medico e comandante partigiano Felice Cascione per mano fascista (gennaio 1944), Calvino aderisce assieme al fratello alla seconda divisione d'assalto partigiana "Garibaldi" intitolata allo stesso Cascione. L'esperienza partigiana sarà alla base del suo primo romanzo, “Il sentiero dei nidi di ragno” e della raccolta di racconti “Ultimo viene il corvo”. Dopo la Liberazione si iscrive al Partito Comunista italiano, maturando l’esigenza di organizzare forme politiche e strutture sociali a difesa dei diritti, della dignità umana e della libertà. Conosce Cesare Pavese, guida culturale ed umana, nonché suo primo lettore. Nel mese di agosto del 1950 Cesare Pavese si uccide e Calvino perde così un amico e un maestro. Ne rimane sconvolto poiché Pavese era da lui vissuto come uomo forte di carattere e di temperamento risoluto. Gli resta il profondo rammarico per non aver intuito il dramma dell'amico. Perseverando nella sua attività politica e di scrittura, Calvino matura artisticamente. Il 6 settembre 1985, all'età di 62 anni, Calvino viene colto da un ictus e, aggravato dopo il ricovero e un’operazione, muore a Siena il 19 settembre dello stesso anno, ricordato come uno dei narratori italiani più importanti del Novecento.

Altre opere
“Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante”, “Cosmicomiche vecchie e nuove”, “Collezione di sabbia”, “Sotto il sole giaguaro”.

Ambiente storico e/o sociale per comprendere meglio l'opera
L’infanzia di Calvino è distrutta dalla Seconda guerra mondiale e qui troviamo il legame con il protagonista Pin, un bambino cresciuto troppo in fretta. Calvino, inoltre, fa parte della Resistenza partigiana, e questo gli consente di conoscere tutti gli aspetti della vita dei partigiani, dalla sporcizia in cui sono costretti a vivere, alle castagne che costituiscono la loro principale fonte di nutrimento, ai soprannomi assegnati a ciascuno, all’organizzazione dei distaccamenti e delle battaglie.

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