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Il sentiero dei nidi di ragno


Autore: Italo Calvino
Titolo: Il sentiero dei nidi di ragno
Data di prima pubblicazione: 1947

Trama: Pin, abbandonato dai genitori in tenera età, vive insieme alla sorella prostituta a Carruggio Lungo. Passa le sue giornate in un’osteria oppure per la strada, dove socializza solamente con gli adulti perché si sente moralmente più vicino a loro piuttosto che ai bambini. Proprio in osteria, alcuni uomini gi porgono una “sfida”, chiedendogli di rubare la pistola al tedesco con cui la sorella si intratteneva. Fu questo il momento in cui Pin si trovò a dover crescere, anche se dentro si sentiva comunque bambino. La pistola verrà nascosta in un posto magico quale il sentiero dove facevano il nido i ragni, ma poi fu scoperto e incarcerato. Proprio in carcere conosce i Partigiani. Successivamente fugge e arriva al campo base dei partigiani dove lavora, per avere un posto in cui stare, come aiuto-cuoco con Mancino e la moglie Giglia. Pin qui pensa di aver trovato degli amici ma presto rimase deluso: quando arriva il giorno della battaglia viene allontanato dal campo e si ritrova di nuovo da solo. Alla fine rincontra Cugino, e solo alla fine dopo tutto questo tempo si rende conto che in lui aveva in grande amico, che lui non sapeva vedere.

Rapporto fabula- intreccio: Troviamo concordanza tra fabula e intreccio: i fatti sono esposti in ordine cronologico, e nella narrazione non troviamo né flashback né prolessi.

Sequenze: nel testo vi sono numerose sequenze riflessive, narrative e dialogate, che rendono la narrazione lenta nei punti più rilevanti per la storia, e nel resto della narrazione risulta scorrevole.

Epoca storica: tutta la narrazione si svolge verso la fine della seconda guerra mondiale, più specificamente nei mesi della Resistenza.

Durata degli avvenimenti e loro velocità: la storia non definisce affatto i limiti di tempo degli eventi narrati, sicuramente è un arco di tempo breve che può coincidere qualche mese.

Rapporto tra tempo della fabula e tempo dell’intreccio: il tempo del racconto risulta chiaramente più breve del tempo della storia, e ciò dona scorrevolezza alla narrazione, velocizzandone i fatti secondari.

Flashback e ellissi narrative: /

Personaggi:

-Pin: è il protagonista del romanzo. Il suo tratto fisico distintivo sono le lentiggini che lo ricoprono in viso. è orfano di entrambi i genitori ed è stato cresciuto dalla sorella che lo trascurava. Nella sua giornata passa il tempo o dal ciabattaio a lavorare, oppure in strada o in osteria dove si relaziona solo con adulti che lo “sfruttano” per divertirsi. Non ha amici anche se vorrebbe. Nasconde il suo essere bambino, nascondendo dietro alla sua ironia pesante e battute spinte anche la mancanza di affetto.

-Uomini dell’osteria: uomini di mezza età che si incontrano in osteria per stare con Pin e ascoltare le sue chiacchiere.
-Rina: è chiamata la “nera di Carruggio Lungo”, sorella di Pin. Egoista e opportunista, si concede ad un soldato tedesco con lo scopo di scampare le retate fasciste e avere una vita agiata.
-Lupo Rosso: Sedicenne partigiano con idee comuniste (lui precisa sempre “leninista). Solo di lui ci viene detta l’età tra tutti i personaggi.
-Cugino: è descritto come una persona solitaria, un po’ scontrosa ma buona e con molto coraggio. è una persona schietta, dice sempre quello che pensa e diventerà il vero amico di Pin.
-Pelle: le sue passioni sono le donne e le armi e non ha una buona influenza su Pin, e questo lui lo sa.
-Dritto: Giovane figlio di emigrati meridionali.
-Mancino: Cuoco del distretto partigiano. Porta avanti delle sue idee e suoi ideali politici ben definiti.
-Giglia: è sua moglie, fisicamente è molto bella con gli occhi verdi. Nel romanzo è la figura femminile più importante e rappresenta l’opinione che ha Pin sulle donne, anche se spesso lui la considera un’ipocrita.
-Frick: è il soldato tedesco che ha una relazione con Rina, anche se già ha moglie e figli in Germania. Con Pin solo inizialmente ha un buon rapporto.

Narratore: nella storia il narratore è presente, risulta esterno in quanto non partecipa agli avvenimenti ed è nascosto. Non troviamo suoi commenti o opinioni nella narrazione.

Focalizzazione: è interna poiché Pin è un “alter-ego” di Calvino, attraverso la quale racconta sue impressioni, emozioni e sentimenti, collocandolo nella stessa epoca storica in cui vive lui.

Osservazioni personali: questo romanzo non mi ha appassionata particolarmente, non sono riuscita ad apprezzare il lessico utilizzato da Pin, forse troppo duro per i suoi anni. La narrazione mi è risultata poco scorrevole e a volte pesante, ma credo di poter giustificare ciò perché personalmente non amo la storia. Però sono riuscita ad apprezzare l’abilità che l’autore ha avuto nel rendere quasi perfettamente l’idea della tragedia di quegli anni e di quei mesi di resistenza in particolare, dove spesso i bambini sono costretti a dover crescere e diventare adulti per forza, quando ancora guardano le pistole come giocattoli, e sono ancora in cerca “solamente” di un grande amico, forse per colmare quella mancanza di tranquillità e quella mancanza di affetti che il mondo gli offre in uno scenario di guerra.

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