Tutor 42251 punti

descrizione del personaggio letterario di Mr Hyde

Dottor Jekyll e Mister Hyde


Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è un racconto lungo dello scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, pubblicato nel 1886, e rientrante nel filone della letteratura gotica con una tendenza verso il genere thriller. Il romanzo narra di un rispettabile dottore londinese, il dottor Jekyll, che sperimenta su sé stesso una potente droga di sua invenzione, con il risultato che si trasforma in un’altra persona, mister Hyde, totalmente opposto a lui e incarnante il lato malvagio del suo essere. Mister Hyde dà sfogo alle più violente passioni e tendenze di Jekyll e si macchia di orrendi delitti: all’inizio, Jekyll riesce a controllare la trasformazione e a goderne solo per brevi periodi, durante la notte, ma poi la parte oscura, Hyde, prende il sopravvento, e Jekyll può interrompere il dominio di Hyde solo suicidandosi. Prima di farlo, Jekyll scrive una lunga confessione che verrà letta dall’avvocato e amico Utterson.
Tema centrale del romanzo è, chiaramente, quello del doppio, della dualità bene/male. Jekyll e Hyde sono due personalità completamente opposte: Henry Jekyll è un dottore rispettabile, che abita in una casa in una elegante zona residenziale di Londra, è onesto, gentile, e gode di tutte le virtù di un brav’uomo secondo i canoni della società vittoriana. Ma come già accaduto in altre rappresentazioni dell’epoca vittoriana, l’eccesivo moralismo e il forzato adeguato ai canoni della “rispettabilità” spingono le persone a reprimere quei lati del proprio carattere che rischierebbero di non essere compresi. Lo stesso nome del dottor Jekyll nasconde questo paradosso: esso è composto da je, pronome di prima persona singolare in francese, e kyll, distorsione grafica del verbo to kill, “uccidere”, con il risultato che il nome “Jekyll” porta implicitamente il messaggio “io uccido”.

Mr Hyde


Così il lato nascosto di Jekyll si manifesta nel suo doppio, Hyde: anche il suo è un nome rivelatore, derivante dal verbo to hide, “nascondere”, e infatti tutto ciò che Hyde rappresenta non deve essere mostrato agli occhi della società rispettabile. Hyde è fisicamente ripugnante, violento, disonesto, un vero e proprio criminale; all’inizio si muove solo di notte, venendo quindi associato con il concetto di buio/oscurità, e frequenta i sobborghi più malfamati della città, ma poi la sua personalità dilaga, mostrandosi anche di giorni, e nelle aree della società perbene. La particolarità di quest’opera è che questa volta il Male non viene identificato in un nemico esterno, ma è interno all’uomo stesso, anzi è una sua parte inscindibile. Stevenson muove quindi una critica al moralismo vittoriano, accusandolo di “reprimere” il lato oscuro dell’uomo portandolo poi all’eccesso. Il tentativo di Jekyll – e metaforicamente della società vittoriana - di suddividere la natura dell’uomo in due parti distinte, quella buona e quella cattiva, per poter reprimere quella cattiva, fallisce in pieno, anzi: più si tenta di reprimerla, più la parte cattiva preme per uscire. Questa visione “interna” del bene e del male quasi anticipa le scoperte psicologiche di Freud ed echeggia la filosofia di Nietzsche. Altro componente importante è la visione della scienza, dipinta come un mezzo per analizzare la più intima natura umana, con risultati però devastanti, quasi a ricordare un altro romanzo del genere, Frankenstein di Mary Shelley.

A cura di Suzy90.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email