Ems di Ems
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Lessico Famigliare di Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg nasce a Palermo nel luglio del 1916, ma trascorre la sua infanzia ed adolescenza a Torino. Nel 1938 sposa Leone Ginzburg e, negli stessi anni, stringe i primi rapporti con i maggiori rappresentanti dell’antifascismo torinese e con gli intellettuali della casa editrice Einaudi, presso la quale lavorerà stabilmente dal termine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 pubblica, dal suo esilio in Abruzzo, il suo primo romanzo dal titolo La strada che va in città con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, a causa delle leggi razziali fasciste. La Ginzburg ebbe un’intensa attività letteraria, rivelandosi orientata ora sui temi della memoria e dell’indagine psicologica, ora abile traduttrice, ora autrice di commedie.

Nel 1983 viene eletta nelle liste del Partito Comunista Italiano al Parlamento.
Muore a Roma nell’ottobre del 1991.

Uno dei suoi romanzi più famosi è Lessico Famigliare, pubblicato nel 1963 e per il quale vinse il Premio Strega. Lessico Famigliare è un’opera incentrata sul tema del ricordo, nel quale l’autrice ripercorre la sua vita; tuttavia, come lei stessa dice, questa non è la mia storia, ma piuttosto, pur con vuoti e lacune, la storia della mia famiglia. Luoghi, fatti e persone sono realmente esistiti ed accaduti, i nomi dei personaggi citati sono veri e l’autrice si scusa, infatti, con coloro che troveranno il loro nome in queste pagine, e si giustifica dicendo che sentiva una così profonda intolleranza per ogni invenzione.
La vicenda si svolge per gran parte a Torino, negli anni del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale, con brevi intermezzi durante i quali l’autrice visse in Abruzzo e poi a Roma, dove conobbe e sposò il suo secondo marito, Gabriele Baldini. L’ambiente in cui spesso si snoda la narrazione è costituito dall’abitazione privata, dai salotti dove si svolgono le conversazioni; esse riguardano gli argomenti più vari, dal fascismo alla montagna, da Proust alle Immobiliari. Importante risulta anche essere la casa editrice Einaudi, associata ad alcuni dei personaggi più significativi come lo stesso Leone Ginzburg ed il famoso scrittore Cesare Pavese.

Il racconto inizia proprio con la descrizione di un luogo particolare: la montagna. Questa, insieme con il partire per fare escursioni e lo skiare, probabilmente rappresenta per la Ginzburg il ritorno al periodo privo di grandi difficoltà della sua infanzia, contrapposto ai pericoli ed alle discriminazioni razziali dell’epoca fascista. Lessico Famigliare narra la vita dell’autrice, dalla prima infanzia sino ad un momento non ben precisato fra il secondo matrimonio ed il definitivo trasferimento a Roma della Ginzburg. Il racconto dell’infanzia si concentra su alcuni avvenimenti che hanno segnato in modo particolare la memoria dell’autrice: eventi insoliti o misteriosi, le visite della Frances e di altri amici di famiglia, aneddoti sui fratelli Alberto e Mario, sulla sorella Paola appassionata di Proust. In seguito la sua attenzione si focalizza sulla resistenza antifascista, raccontando dell’arresto del padre e della fuga all’estero di fratelli e conoscenti. L’esilio di Natalia Ginzburg e del marito Leone è descritto brevemente, ma con dolcezza e quasi con nostalgia. Infine l’ultima parte, relativa al dopoguerra, narra soprattutto di ciò che accadeva all’interno della casa editrice Einaudi e delle persone che vi lavoravano, fra cui la stessa autrice: Balbo, Cesare Pavese e l’editore Giulio Einaudi. I personaggi citati sono molto numerosi, alcuni solo brevi comparse, altri accompagneranno la vita dell’autrice.
Il padre, Giuseppe Levi, triestino ed ebreo, e la madre, Lidia Tanzi, milanese e non-ebrea, sono descritti attraverso le loro abitudini e manie. Il carattere brusco e violento del padre è colto grazie alla sua passione per la montagna, ai suoi continui rimproveri ai figli ed alla moglie, alle sue arrabbiature senza motivo quando un figlio annunciava il suo matrimonio, alla dedizione per il lavoro. Mentre l’animo superficiale e civettuolo della madre Lidia è osservato sotto la luce delle sue abitudini quotidiane: la doccia fredda al mattino nonostante non sopportasse il freddo, il ripetere frasi che aveva sentito dire nella giovinezza, come de cosa spussa l’acido solfidrico. Parole e pensieri come quest’ultimo costituiscono, per l’autrice ed i suoi fratelli, una sorta di bagaglio di esperienze giovanili, le quale mantengono fra la famiglia un intenso legame fatto di ricordi, anche se nell’età adulta vissero in città molto lontane fra di loro e si scrissero molto raramente. Le liti furiose fra i fratelli Mario ed Alberto nella gioventù sono spesso contrapposte all’indifferenza reciproca nella loro maturità, poiché entrambi costruirono una propria famiglia, seguendo strade profondamente diverse. La sorella Paola, amica e confidente della madre, suscita quasi stupore nella coscienza di Natalia, a causa del suo divorzio da Adriano e dal fatto che fu la prima donna della famiglia a possedere e guidare un’auto. Altri personaggi vicini all’autrice durante la sua vita, furono innanzitutto Leone Ginzburg, ricordato attraverso un quadro appeso nell’ufficio di Giulio Einaudi, poi Lola Balbo ed il marito, Cesare Pavese, la Frances ed altri ancora.
È necessario sottolineare come il matrimonio dell’autrice con Leone è descritto semplicemente nelle sue parti essenziali, non è contornato da parole d’amore e dolci; nelle pagine dove appare il nome di lui non vi è mai un alone di sentimento o di dolore per la perdita, ma solo una narrazione oggettiva. Tutto ciò può essere spiegato dicendo che Natalia Ginzburg non desiderava parlare di se stessa, di ciò che accadde a lei come singola persona nel suo romanzo: non avevo molta voglia di parlare di me dice nell’avvertenza. Ecco perché Lessico Famigliare è un romanzo che non induce il lettore a provare ciò che ha provato la narratrice, ma, grazie al racconto puro e semplice, lo porta a provare ora nostalgia, ora gioia, ora compassione nei confronti delle situazioni che il racconto di volta in volta presenta.
Grazie alla narrazione oggettiva, come di una cronaca, è possibile per chi legge comprendere le difficoltà di quell’epoca, ma anche gli aspetti migliori rispetto alla società moderna: una maggiore unità famigliare ed amici di cui fidarsi, che mai avrebbero tradito questa fiducia.

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