Il giovane Holden di Jerome David Salinger


Sbattuto fuori dall’esclusivo istituto Pencey per scarso rendimento scolastico, il giovane Holden Caulfield, in piena crisi esistenziale, inizia un’avventurosa fuga, alla ricerca di una ragione per esistere. Il punto di partenza del suo viaggio è costituito da una visita all’anziano professore di storia che ha contribuito alla sua bocciatura. Il confronto con il vecchio insegnante esaspera il senso d’insofferenza del giovane nei confronti dell’autorità e, nel tempo stesso, degli adulti, dai quali sente di non essere capito. La reazione di Holden alle costrizioni non è di rabbia ma di disincantato distacco, di rifiuto del conformismo e dei valori costituiti. Holden non è un ribelle violento, non vede gli adulti come nemici da annientare: essi sono semplicemente inesistenti, come i suoi genitori, o povere creature paghe della loro mediocrità, come i suoi professori. L’arma con cui combatte per essere libero non è costituita dall’azione distruttrice ma dal tono sarcastico e dal linguaggio dissacrante, denso di espressioni gergali e volto a scandalizzare i benpensanti.
Appena pubblicato, nel 1951, Il giovane Holden diventò il romanzo cult delle giovani generazioni degli anni Cinquanta e Sessanta. Il protagonista, un adolescente inquieto e scontento, venne considerato, al pari di James Dean o di Marlon Brando, il simbolo della rivoluzione dei teenagers. Il disagio esistenziale di Holden Caulfield si esprimeva però non attraverso la violenza, ma con una ribellione solitaria e pacifica, stemperata dai toni umoristici delle sue riflessioni.
Il libro venne accolto con favore dalla critica americana ma fu osteggiato, almeno inizialmente in Inghilterra per le espressioni “eccessivamente americane” e “per il profluvio di bestemmie e oscenità”. In Italia si pose, invece, il problema della traduzione, per la difficoltà di rendere in modo efficace il linguaggio vernacolare e gergale con cui Holden narra le sue avventure.
Jerome David Salinger autore noto per la sua riservatezza e per l’avversione ai biografi. Nato a New York, iniziò, ancora studente, a scrivere racconti su riviste di letteratura. Dopo l’inaspettato successo de Il giovane Holden, pubblicato nel 1951, volle condurre una vita il più possibile anonima e aliena da mondanità e, a partire dal 1965, decise di non pubblicare più nulla. Da allora si ritirò a Cornish, nel New Hampshire.
Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email