Gioco di sabbia

Il racconto "Gioco di sabbia" evidenzia come l'autore sia indifferente al periodo della guerra, come trascorre la sua infanzia pensando al gioco e non a ciò che lo circonda.
Uri Orlev, l'ideatore del libro, è nato a Varsavia nel 1931 e ha vissuto in prima persona molti dei tragici eventi che la guerra ha portato con se.
All'epoca egli aveva solo quattordici anni, passava molto tempo con la madre e con il fratello nel ghetto di Varsavia, cercando di essere il capofamiglia per riempire il vuoto che il padre aveva lasciato dopo essere partito in guerra.
Con il fratello passa bei momenti felici, cercando sempre di rassicurarlo e improvvisando, nei momenti più tristi, dei giochi (da qui derivano molti titoli di suoi libri) per farlo distrarre dalle atrocità della guerra che veniva descritta con un brutto sogno.
Durante la sua esperienza egli afferma di sentirsi il protagonista di un "thriller", poiché, alla vista dei cadaveri di adulti, bambini, innocenti, lui si reputa il bene che trionfa nel male.
Il linguaggio utilizzato è carico di aggettivi e sinonimi molto particolari, con un uso della lingua colto.
A differenza della maggior parte dei libri che ricordano la violenza subita dagli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, "Gioco di sabbia" propone dei contenuti meno crudi e più ingenui, filtrati dagli occhi attenti e sinceri di un bambino di quattordici anni.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email