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Demian di Hermann Hesse


All’età di dieci anni Emil Sinclair , figlio di signori, diventa vittima dei ricatti di Franz Kromer, figlio di un sarto alcolizzato. La salvezza gli viene da Max Demian, un compagno di scuola maggiore di alcuni anni. Demian diventa amico di Emil e lo libera dalla persecuzione di Kromer. Liberatosi dalla dipendenza da Kromer, Emil vi sostituisce però quella dai genitori e tronca per alcuni anni i rapporti con Demian, che da lui pretende molto di più di quanto non pretendano il padre e la madre: rendersi indipendente.
Ripresi i rapporti, Max insegna a Emil l’anticonformismo, intaccando la sua fede nelle questioni religiose. “Ognuno”, spiega Demian all’amico più giovane “deve essere garante di se stesso” in materia di leggi morali, di ciò che è lecito o illecito. Infatti “si può non fare mai alcunché di proibito ed essere tuttavia un furfante. E viceversa”.
Il trasferimento in un’altra città per frequentarvi le superiori provoca un nuovo distacco da Demian. Lontano dai genitori, Emil si dà alla baldoria e frequenta osterie, rischiando anche l’espulsione dalla scuola, fino alla conversione, dovuta questa volta all’amore muto e segreto per una ragazza incontrata un giorno in un parco. Emil, pur non avendo mai letto Dante, chiama la giovane con il nome di Beatrice.
Quando ormai si avvicina il paesaggio dal liceo all’università, Emil trova una nuova guida in Pistorius, strano musicista seguace del misterioso Abraxas, unione di divino e diabolico. Ma in Emil è sempre presente il ricordo di Max Demian. Una notte, passeggiando per le strade della città in cui si è trasferito per frequentare i corsi universitari, finalmente ritrova l’amico, che gli fa conoscere la madre Eva, una bella signora dal viso senza età, dalle mani calde e vigorose, dagli occhi neri e imperscrutabili, dalle labbra fresce e mature, dalla fronte libera e sovrana. Emil se ne innamora. Grazie a Max e ad Eva entra in una piccola cerchia di “cercatori”, di credenti e profeti di “speranze e vangeli diversi”. Siamo giunti al 1914. accompagnato da lugubri presagi, sulle ultime pagine del romanzo si stende lo spettro della guerra. Demian deve partire subito per il fronte. Tocca poi a Emil essere richiamato sotto le armi, salutato da Eva con un bacio. Ferito sul fronte occidentale e trasportato in un ospedale da campo, sul pagliericcio accanto al suo, Emil scopre Demian, cui restano poche ore di vita. Prima di morire, Demian gli dà un bacio leggero sulle labbra, affidatogli dalla madre se un giorno Emil si fosse trovato a mal partito. Emil si addormenta e al mattino, al risveglio, non vede più Max, spirato nella notte. Ma Demian resterà, come amico e guida, dentro al suo cuore.
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