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Dieci piccoli indiani


Dieci persone, con apparentemente nulla in comune, vengono riunite su un isola paradisiaca avvolta dal mistero. Infatti nemmeno la stampa sa chi sia il ricco acquirente e persino il traghettatore non è a conoscenza del nome del proprietario di Nigger Island. Una volta riuniti tutti e dieci gli ‘ospiti’ vengono accusati di omicidi colposi da una voce registrata su un disco, messo dall’ inserviente sotto il comando di U.N.Owen, che non si è presentato alla prima cena del gruppo. Da quel momento i ricordi cominciano a riaffiorare le menti delle, ben presto, nove vittime. Tra bugie, inganni e confessioni “un implacabile giustizia” comincia a mietere le vittime. Le prime due morti avvengono a prima vista per suicidio,ma con l’avvento di una terza vittima per un colpo in testa, si comincia a sospettare di un pericoloso maniaco omicida a piede libero per l’isola. Ma inverosimilmente, scoprirono che l’isola era deserta.
Da quel momento l’uno inizia a sospettare dell’ altro,trasformando la vacanza in un enigma a camera chiusa. Le vittime, che aumentano con l’avanzare dei giorni, vengono uccise secondo un’inquietante e sadica poesia, ed ad ogni morte, si ha una scomparsa di una statuetta a forma di indianino. Arrivati agli ultimi cinque sopravvissuti, il più sospettabile, seppur l’aspetto anziano, era il vecchio giudice Wargrave. Ma il colpo di scena arriva anche quando quest’ultimo decede, e il dottor Armstrong esce dalla sua stanza quella stessa notte. Subito gli altri due uomini si lanciano all’inseguimento, futile, perché di Armstrong non ce ne era nemmeno l’ombra. Arrivata la mattina, e rimasti in tre, oramai danno per scontato che il pazzo omicida era il dottor Armstrong. Lombard, che era ancora in possesso della rivoltella, e la signorina Vera, decidono di non rientrare nella casa con i sei cadaveri, ma Blore, affamato, rientrò nella villa. Commise un enorme sbaglio che gli costò la vita: un orso imbalsamato, come descritto dalla poesia, gli cadde addosso. A quel punto Lombard si scorse dalla scogliera e fece notare a Vera il cadavere annegato di Armstrong. Con un sorriso felino, le si avventò addosso, ma Vera riuscì a rubargli la rivoltella e gli sparò al cuore. Essendo l’unica superstite, pensò che l’incubo doveva essere finito. In una fase di trance rientrò nella villa, fino nella camera sua. Alzò gli occhi al soffitto e notò un particolare agghiacciante ma estremamente invitante: c’era un cappio, appeso al soffitto, ed una sedia posta proprio sotto di esso. Sembrava tutto così calcolato, e poi sentiva la voce di Hugo, sì,il suo Hugo che l’incitava a farlo. Poteva percepire la sua presenza accanto a lei mentre si metteva la corda al collo, al punto stesso di poter giurare di vedere degli occhi soddisfatti mentre dava un calcio alla sedia. Ma non sapeva però che quegli occhi erano del giudice Wargrave.
commento
Wargrave, famose giudice, scrive di sé in una lettera lasciata in balia delle onde, dove svela il mistero dei dieci cadaveri di Nigger Island. Si descrive dicendo di avere sempre avuto tendenze al sadismo da ragazzo come ad esempio provava piacere torturando piccoli insetti. In contrapposizione però, questo procurare male ad essere innocenti, lo faceva sentire in colpa,al punto di scegliere una professione legale: in quanto giudice in un epoca in cui la pena di morte era in vigore, infatti aveva letteralmente le sorti dell’imputato in mano propria. Questo bisogno di dover portare giustizia assoluta, di impersonare un vero e proprio ‘angelo della Morte’ fece elaborare al giudice questo omicidio. Le vittime infatti erano tutte reduci di un processo dove non erano stati dichiarati colpevoli per la mancanza di prove. Wargrave agisce secondo un istinto teatrale quanto primordiale, proprio come sta succedendo nel nostro periodo storico: per affermare sé stesso ed i suoi ideali miete vittime a sangue freddo. Le uccide però secondo la macabra canzonetta e riesce ad avere il completo controllo sulla loro psiche, come nell’ultima morte, quella di Vera Claythorne. Lei fu l’ultima a morire, perché secondo lui aveva commesso il crimine peggiore rispetto agli altri. Fece annegare un bambino per vivere spensieratamente insieme allo zio. Ma al contrario della giuria e dei familiari, Hugo, il suo innamorato, capì lo stratagemma di Vera e l’abbandonò. Caduta in depressione e ritrovatasi da sola su un isola con nove cadaveri, mettersi un cappio al collo sembrava molto più invitante di passare una vita in carcere. Anche non agendo direttamente Wargrave riuscì quindi ad attenersi al suo bisogno di giustizia assoluta, pagabile solo con la morte.
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