SCHEDA DI LETTURA - IL SEGRETO DI LUCA di Ignazio Silone


COMPRENSIONE DEL TESTO

Il romanzo “Il segreto di Luca” si compone di due macro-sequenze. La prima, dal titolo “Ritorno a Cisterna”, comprende le prime sessantadue pagine. Luca Sabatini, un abitante di Cisterna dei Marsi, ritorna al suo paese dopo circa quarant'anni di carcere. L'uomo infatti (pag. 52) “fu arrestato per sospetto d'omicidio e rapina. Fu condannato all'ergastolo in base ad alcuni indizi a lui sfavorevoli. Tutto vi fu di misterioso nell'atroce processo, e principalmente l'attitudine dell'accusato che rifiutò di difendersi. Ma recentemente, un uomo di Perticara prima di morire ha confessato la propria colpa e ne ha dato delle prove convincenti. Dopo una quarantina d'anni d'ergastolo l'innocente è stato perciò liberato ed è tornato a Cisterna, senza un centesimo di dignità.”. Luca (pag. 36) “fu vittima, a suo tempo, d'un deplorevole errore giudiziario”, e con il suo ritorno in paese tutti gli abitanti temono che possa mettere in atto dei propositi di vendetta. Inoltre il ritorno di Luca coincide con l'arrivo a Cisterna di Andrea Cipriani, illustre uomo politico, che (pag. 46) “mancava quasi da dodici anni. Egli torna a Cisterna dopo esser stato in carcere, al confino e nella lotta partigiana.”

La seconda sequenza, dal titolo “Indagini del Cipriani”, si conclude a pagina centocinquantadue. Quando Andrea Cipriani incontra l'ergastolano Luca, decide di abbandonare i suoi impegni politici a Roma per scoprire il segreto del compaesano, che, pur di non svelare i particolari della notte che ha preceduto l'arresto, aveva preferito non difendersi al processo. Andrea, da quel momento, cerca di saperne di più sul caso di Luca interrogando Don Serafino, l'ex-parroco di Cisterna, Ludovico, il mugnaio del paese, e sua moglie Agnese.
Poi si reca a Perticara, paese limitrofo a Cisterna, per chiedere informazioni a Gelsomina, la sorella di Lauretta, nonchè la fidanzata di Luca. Grazie alle informazioni raccolte, Andrea riesce a ricostruire la sera prima dell'arresto vissuta da Luca : (pag. 98) “La serata che aveva preceduto il suo arresto, Luca l'aveva passata a Perticara, in casa della fidanzata, assieme a lei, alla sua piccola famiglia e ad altri parenti. Da quasi due anni Luca si era fidanzato con quella ragazza di Perticara, ed era stato precedentemente convenuto che vi si sarebbe fissata finalmente la data delle nozze.” Ma durante il ricevimento Luca assume uno strano comportamento: (pag. 111-112) “Egli era agitato e commosso. Dopo si sedette vicino al caminetto e cadde in un profondo mutismo. Così Lauretta andò a sedersi accanto a lui con l'intenzione di parlargli e indurlo a far cerchio con gli altri. (…) Pareva che avesse l'anima fra i denti. Infine cominciò a piangere. Singhiozzava proprio come un bambino.
Il suo volto assunse un'espressione terribilmente disperata. Tra la sorpresa generale Luca si mise in ginocchio davanti a lei e le chiese perdono del male che faceva.” Infatti, Luca era scosso a causa dell'innamoramento verso un'altra donna: Ortensia. Il Sabatini, la sera del delitto, prima di far visita a Lauretta, aveva incontrato Ortensia, la quale gli aveva dichiarato il suo amore ed egli era pentito nei confronti della vera compagna. Dopo aver rivelato di amare un'altra donna a Lauretta, per il dolore recatogli, aveva deciso di suicidarsi, ma essendo stato catturato dai carabinieri, decide di non difendersi dall'accusa ingiusta per non offendere il sentimento di Ortensia. (pag. 128) “Si racconta di uomini che hanno accettato la morte per il proprio amore; ma Luca per Ortensia ha fatto assai di più. L'ergastolo è più della morte. La morte dura un attimo e richiede un coraggio momentaneo; l'ergastolo è un'esistenza.” Successivamente, venuto a capo della vicenda, Andrea Cipriani decide di lasciare il suo paesino natale e saluta per sempre Luca Sabatini.
Sono numerose le tematiche trattate nel romanzo di Ignazio Silone. Sicuramente l'autore riflette riguardo la giustizia, proponendo al lettore vari spunti di riflessione: (pag. 136) “la giustizia è impossibile; salvo che, in certi casi, come legge del taglione” oppure (pag. 150) “la giustizia è un ingranaggio spietato.
Non ammette scherzi di nessun genere.”
Certamente la tematica principale del romanzo “Il segreto di Luca” è l'amore umano, definito dall'autore come (pag. 137) “una trappola crudele.” Tale sentimento amoroso nell'opera di Ignazio Silone si concretizza tra Luca Sabatini e la dolce Ortensia. Il protagonista è profondamente innamorato della sua compaesana, che però è già sposata, (pag. 122) “ma non si rendeva conto che un sentimento vivo e tenace come il suo, in un ambiente così ristretto e chiuso come Cisterna, creava una situazione alla lunga insostenibile. L'amore aveva assunto per il povero Luca un potere assoluto. Egli era rimasto laborioso, cortese sorridente come prima; ma si vedeva che pensava a lei e che non sognava altro. (…) La faccenda era seria, e lo divenne ancor di più appena in Ortensia si stava a poco a poco accendendo lo stesso fuoco.” Raccontando la vicenda di Luca, l'autore tenta di delineare le caratteristiche del vero amore ed esponendole al lettore cerca di divulgare degli insegnamenti.


ANALISI DEL TESTO

Protagonista del romanzo di Ignazio Silone è Luca Sabatini, da poco tornato a casa, dopo quarant'anni di carcere, scontati a seguito di una condanna per un delitto le cui circostanze sono sempre rimaste avvolte nel più fitto mistero.(pag. 25) “Egli aveva l'aspetto d'un uomo sulla settantina, poverissimo, ma sano alto robusto, certamente ancora valido al lavoro, benché d'indefinibile mestiere. Caso raro tra la gente di campagna di quella di contrada, egli non portava copricapo. I suoi capelli erano grigi e assai corti, la barba di alcuni giorni, i piedi scalzi. Il suo vestito pareva pulito, ma consunto e rattoppato; più singolare era il fatto che, in contrasto con il gran caldo della stagione, esso fosse in panno pesante.” Inoltre l'uomo (pag. 138) “sotto un'apparenza ordinaria e mansueta nasconde una durezza inaudita. E' duro come una lama d'acciaio. (…) Egli ha subito l'intera vita come una violenza sociale, questo è innegabile; in realtà, però, accettandola, egli sfuggì alla violenza, imponendola agli altri. A causa di ciò, il suo ricordo qui è tutt'altro che buono.” Parlando di Luca, l'amico Andrea Cipriani, lo definisce (pag. 74) “un uomo normale, un contadino come tanti, solo un po' più disgraziato. Eccezionali dovettero essere le circostanze che si trovò ad affrontare. Comunque, egli si comportò in modo non banale.” Da giovane (pag. 107) “era un ragazzo serio, ritenuto, chiuso.

Forse l'unico addebito che gli si potesse muovere, era che spesso fosse piuttosto taciturno e pensieroso, mentre in osteria o con i suoi amici, poteva essere allegro. Ma, anche quel comportamento riservato, aggiungeva alla simpatia che tutti sentivano per lui.”.
Anche il personaggio di Andrea Cipriani assume una forte importanza lungo il racconto. Egli era un giovane agitatore politico, che ritorna al paese natale dopo molti anni, divisi fra attività clandestina in esilio e partecipazione attiva alla Resistenza armata. Durante l'impegno politico si distingue a tal punto da meritare la designazione, da parte del proprio partito, a candidato alle prossime elezioni politiche. L'uomo (pag. 49) “era alto e snello, con un berretto basco come copricapo, in maniche di camicia e calzoncini corti, e tutto polveroso dalla testa ai piedi, come chi abbia fatto molta strada.”. Andrea è certamente (pag. 139) “un uomo onesto, ma può essere anche cattivo.”. Il desiderio ed il proposito di scoprire la verità riguardo l'ingiusto arresto di Luca, assorbono a tal punto il tempo e i pensieri di Andrea, da tralasciare in secondo piano qualsiasi interesse pubblico e privato. Egli, per amore della verità, impegna tutte le sue forze in funzione dell'amico, mostrandosi intelligente ed estremamente capace.
Interessante è il personaggio di Don Serafino, l'ex parroco del paese. Egli è uno dei pochi testimoni ancora in vita della vicenda che coinvolse il protagonista, ed ancor più importante è il suo ruolo in funzione delle indagini di Andrea, poiché rivelerà la relazione di Luca con Ortensia. Egli (pag. 40) era alto, d'una magrezza ascetica, il mento lungo e angoloso, le guance incavate, il naso sottile e appuntito; ma le sue mani scarne e artritiche parevano artigli d'un gallinaccio.” Inoltre il processo di Luca ha delle forti ripercussioni anche sul parroco: (pag. 120) “il processo, per molti riguardi, toccò anche lui. Lo commosse, lo fece soffrire, ebbe conseguenze disastrose nella vita della parrocchia di cui era il responsabile.”
Infine è bene citare Ortensia, causa dell'arresto di Luca. La fanciulla (pag. 122-123) “era bella; ma di qual genere di bellezza sarebbe difficile spiegare. Se ne discuteva parecchio ai suoi tempi. E' bella, sì, ma dov'è la sua bellezza? Si diceva. Era alta, slanciata, aveva grandi occhi verdognoli; sempre ben pettinata, aveva capelli castani bellissimi. Quando sorrideva era meravigliosa. Sorrideva spesso. (…) Venne su in tal modo sfrontata timida e innocente, superficiale anche, come la bellezza comporta. Il matrimonio l'aveva imbellita, le aveva portato i colori.”
L'intera vicenda narrata nel romanzo di Ignazio Silone si svolge nel paesino di Cisterna dei Marsi. Durante l'assenza di Luca, Cisterna viene sconvolta da tre guerre e un terremoto cosicché appare totalmente cambiata agli occhi di Luca al momento del ritorno: (pag. 26-27) “a destra e a sinistra della strada si estendevano ora campicelli di stoppie bruciate, con qualche esile mandorlo e cespugli di more. Prima di arrivare ai piedi della collina la strada passava sopra un ponte di pietra, sotto cui, in un alveo profondo, correva un ruscello. Proprio sotto il ponte il ruscello cadeva da una spalliera rocciosa e formava un piccolo bacino profondo e limpido. (…) Il paese sembrava disabitato. Le vie erano deserte, le porte e le finestre chiuse, silenziose. Lungo la via principale casette nuove, ancora fresche di muratura, si alternavano alle antiche, a mucchi di macerie e baracche.” Particolare è la popolazione del paesino, che poco è cambiata durante l'assenza di Luca: (pag. 50) “vi è ancora qualche scellerato, qualche persona onesta ma stupida, e per il resto la solita maggioranza di pecore e capre. Per istupidire questa povera gente, all'istruzione obbligatoria si sono ora aggiunti il cinema e la radio. C'è veramente da rimpiangere l'analfabetismo. I poveri? Non sono abbastanza seri e duri per una rivoluzione.”
Parte della narrazione è ambientata nell'austera e parca abitazione di Luca: (pag. 54) “una lanterna pendeva da una trave mediante un filo di ferro. Una cassa da imballaggio, con sopra una mezza pagnotta, una cipolla, due pomodori, serviva da tavolo. Il letto era un saccone di paglia, disteso sull'ammattonato.”
Anche nello studiolo di Don Serafino si svolge parte del romanzo di Ignazio Silone: (pag. 64) “era basso di soffitto e coi muri rivestiti di legno scuro e riceveva un po' di luce da due piccole finestre. Le pareti erano in parte ricoperte di scaffali di libri e di registri polverosi. Sulla mensola del caminetto, dentro una campana di vetro, vi era una statuetta di cartapesta raffigurante il Buon Pastore. Nell'aria aleggiava un indefinibile odore di muffa.”
Per quanto riguarda l'ambientazione de “Il segreto di Luca” si può affermare con assoluta certezza che il romanzo sia ambientato intorno al 1950.

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