Ominide 3 punti

Capitolo 1


Il romanzo è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale. Corrado (il protagonista) vive in una collina nei pressi di Torino, nella casa di due donne (Elvira e la madre) che si prendono cura di lui. A risalire la collina, Corrado ricorda le colline che frequentava quando era bambino e gli paiono del tutto simili a quelle in cui vive oggi. Durante la risalita, sente le voci di persone probabilmente ubriache, che cantano e ridono; incuriosito, decide di andare in perlustrazione in compagna di Belbo (il cane di Elvira) per capire a chi appartengono le voci.

Capitolo 2


Corrado arriva all'osteria Le Fontane (da cui provengono le voci) e vi trova un gruppo di ragazzi, che parlano della situazione della guerra. Dai discorsi, Corrado intuisce immediatamente che sono antifascisti. Nel gruppo riconosce Cate, la sua fidanzata di otto anni prima, che lui stesso aveva lasciato poiché non aveva intenzione di impegnarsi con lei e di assumersi le responsabilità di coppia. Corrado vuole avvicinarsi nuovamente a Cate, che gli permette quindi di dormire insieme a lei. La scintilla tra i due si riaccende, benché Cate, ormai disillusa, si mantenga cinica sulla loro relazione e diffidi ormai del desiderio di Corrado di stabilire una nuova relazione.
Quando torna alla casa in collina, il protagonista trova Elvira che, preoccupata, lo attende.

Capitolo 3


Un giorno, dopo i pesanti bombardamenti su Torino, Corrado pensa di scendere dalla collina e recarsi in città: trova una Torino quasi completamente distrutta, con le macerie ancora fumanti. In particolare, entra nella scuola dove lui insegna scienze, e la trova del tutto deserta. L'unico presente è Domenico, il custode.

Capitolo 4


La sera stessa Corrado risale in collina e, anziché tornare a casa, decide di recarsi nuovamente all'osteria Le Fontane. Qui incontra, tra gli altri, Cate, la quale gli presenta Dino, suo figlio.

Capitolo 5


L'estate è alle porte e Corrado smette di lavorare, poiché le scuole chiudono per la pausa estiva. Trascorre quindi il suo tempo all'osteria Le Fontane, dove conosce diverse altre persone tra cui, Fosco, un giovane sempre ben informato sull'andamento della guerra non solo in Italia, ma nel mondo: il suo passatempo preferito, infatti, è ascoltare Radio Londra, benché sia illegale poiché antifascista e quindi contrario al regime. Nel frattempo Corrado ama trascorrere le sue giornate tra i boschi, dove spesso è accompagnato dal piccolo Dino, che via via si affeziona sempre più al professore.

Capitolo 6


Corrado viene a sapere che il vero nome di Dino è Corrado, cosa che gli instilla il sospetto che Dino possa essere suo figlio; decide quindi di chiedere a Cate, che però non conferma né smentisce questa ipotesi. Nemmeno Dino sa chi sia suo padre. Durante una conversazione tra Corrado e Cate, questa espone senza mezzi termini quale sia la reale opinione che ha di lui ("Vivi solo col cane. Mi fai pena", "sei buono così, senza voglia. Lasci fare e non dai confidenza", "Non vuoi bene a nessuno"). In Corrado, da questo momento, rimane il sospetto che Dino possa essere suo figlio.

Capitolo 7


Il giorno seguente giunge la notizia della caduta del governo Mussolini. Tutti sembrano nuovamente felici, pieni di speranza, e si ritrovano in città per commentare questa importante novità. Tuttavia Corrado, da cinico e realista quale si dimostra, commenta così la notizia con Cate: "Ma lo sai che la guerra continua? Cominciano ora i pasticci". Corrado va a fare visita a Fonso, che gli conferma la notizia della caduta del governo e lo esorta a partecipare alla riunione politica che si sarebbe svolta nella piazza, la sera stessa.

Capitolo 8


Terminata la riunione, Corrado e Cate risalgono la collina. Egli approfitta del momento di solitudine con lei per riaprire l'argomento della paternità di Dino, nuovamente senza ottenere risposta. Cate, infermiera in un ospedale, desidera che suo figlio studi il più possibile, "che diventi qualcuno", magari professore, esattamente come Corrado.

Capitolo 9


Per evitare l'Elvira, che opprime Corrado con le sue ansie e le sue preoccupazioni, ma anche perché sa che questa vorrebbe addirittura sposarlo, Corrado vaga per il bosco tutto il giorno.
Intanto ricominciano gli allarmi e i passaggi degli aerei, indici del fatto che la guerra è tutt'altro che finita. Di sera, Corrado si reca all'osteria, dove partecipa attivamente alle discussioni antifasciste degli amici di Cate e di Fonso.

Capitolo 10


A Torino ricominciano i bombardamenti degli inglesi, finalizzati a liberare la città dei tedeschi. Alcuni – tra cui l'Elvira – considerano i ragazzi dell'osteria dei sovversivi, al punto da ritenerli i veri colpevoli della guerra. Questo genera un battibecco con Elvira.

Capitolo 11


L'8 settembre è un giorno particolarmente caotico: gli inglesi arrivano in Italia per cacciare i tedechi che resistono e che ancora occupano e controllano molte città. Fosco e Nando si recano a Torino per liberare un loro amico catturato dai fascisti durante un comizio e tutti nell'osteria sono preoccupati per quello che potrebbe accadere ai due.

Capitolo 12


Corrado prende consapevolezza di avere paura della guerra ("Questa guerra è più grossa di quello che sembra") e si dimostra pessimista ("Verrà un giorno che avremo i morti nei fossati, qui in collina"). All'osteria incontra spesso partigiani in fuga, inseguiti dai tedeschi: anche il suo amico Fonso decide di aggregarsi ai partigiani nascosti in montagna per combattere contro i fascisti e i tedeschi. Corrado trascorre le sue giornate a studiare e leggere libri a casa dell'Elvira e di sua madre, che lui riconosce come un rifugio dalla guerra e dalle preoccupazioni.

Capitolo 13


La Resistenza continua e le giornate trascorrono: Dino di mattina studia a casa di Elvira con Corrado e, quando questa non è in casa, gli racconta le novità che sente dalla madre sui fascisti e sui partigiani.
Un giorno, il professore di francese – di nome Castelli - della stessa scuola di Corrado si presenta a casa dell'Elvira. In quanto suo amico e collega, Castelli vuole confidargli la sua preoccupazione e il desiderio di non insegnare più in una scuola fascista.
Intanto, con l'arrivo dell'autunno, ricomincia l'anno scolastico e riprendono le lezioni.

Capitolo 14


Castelli comunica al Preside della scuola che per motivi di salute (diabete) non è più in grado di insegnare a scuola e gli consegna le sue dimissioni. Lo stesso Corrado viene convocato dal Preside, che conosce la loro amicizia, per cercare di avere qualche informazione più circa la decisione del collega di francese.
Intanto è arrivato Natale, che Corrado trascorre con Nando e Fonso in osteria. Il giorno seguente, viene a sapere che Castelli è stato arrestato.

Capitolo 15


Finisce il 1943. A scuola, tra i colleghi, si parla di Castelli e della fine che abbia fatto. Corrado si reca in Chiesa per pregare, alla ricerca di un momento di tranquillità e di sollievo. Durante un incontro con Cate, le chiede quale sia il suo rapporto con la religione; Cate risponde di non credere in Dio e che quindi per lei la Chiesa e le preghiere non rappresentano alcun sollievo ("I veri malati bisogna curarli, guarirli. Pregare non serve. È così in tutto"). La conversazione ricade su Dino, che Cate ammette di voler crescere "con coraggio, insegnargli le cose da sé, lasciargli il tempo di decidere".
Giulia, una ragazza del gruppo di amici dell'osteria, viene arrestata: Cate nasconde nella cantina dell'osteria molte armi ed è preoccupata che i fascisti possano scoprirle.

Capitolo 16


Un giorno, Corrado, camminando verso Le Fontane, vede da lontano che i tedeschi sono all'osteria: arrestano tutti, poiché hanno trovato le armi nascoste. Non appena questi si allontanano, Corrado corre all'osteria, dove trova Dino, l'unico che i tedeschi non abbiano catturato, che racconta a Corrado quanto è accaduto. Una volta tornato a casa, Elvira gli rivela che i tedeschi sono passati a casa a cercarlo; Elvira, quindi, decide di portarlo in un collegio di preti in un monastero a Chieri, un paese vicino, dove avrebbe potuto nascondersi. Elvira, durante l'assenza di Corrado, si offre di occuparsi di Dino.

Capitolo 17


Nel collegio Corrado conosce don Felice, un giovane prete che lo tiene informato su quanto accade fuori dalle mura del monastero. Corrado trascorre le sue giornate insegnando ad un gruppo di ragazzini del collegio. Un giorno, Elvira, accompagnata da Dino, va a fare visita a Corrado e lo informa che i tedeschi hanno smesso di cercarlo. I due decidono, di comune accordo, che sarebbe meglio che, per motivi di sicurezza, anche Dino rimanesse nascosto nel monastero.

Capitolo 18


Dino e Corrado, per non essere scoperti, fingono di non conoscersi. Dino pare trovarsi a suo agio nel nuovo ambiente, corre e grida con gli altri ragazzi del monastero. Corrado lo ammonisce di non parlare di politica per non destare sospetti sul loro antifascismo.
Un ragazzino del collegio si dichiara amico dei fascisti e afferma che, secondo lui, nel collegio si nascondono molto antifascisti. Dino, stufo di stare in collegio, vorrebbe andare da Fonso e stare con gli uomini, anziché tornare a casa di Elvira. Per timore di essere trovato, Corrado decide di tornare da Elvira. Qualche tempo dopo gli viene data la notizia che Dino è scappato dal collegio e che si è nascosto tra i monti, forse insieme a Fosco.

Capitolo 19


Gli Alleati avanzano. Siamo alle porte dell'estate. Sono passati dei mesi da quando Corrado è tornato alla casa in collina. Torna al monastero, ma non trova più nessuno tra quelli che, come lui, lì si erano nascosti appena qualche mese prima. Elvira torna a fargli visita e porta con sé una lettera inviata a Corrado da parte dei suoi genitori, che lo invitano a raggiungerli per le vacanze, dove nessuno lo avrebbe cercato. Dopo un'attenta autocritica, Corrado capisce di essere un vigliacco, di temere la guerra: decide quindi di tornare al suo paese natale, dalla sua famiglia, nelle Langhe (tra Asti e Cuneo, in Piemonte) sperando che nessuno lo cerchi più.

Capitolo 20


Corrado arriva ad Asti in treno, ma per timore di imbattersi nei soldati nazisti, decide di procedere a piedi. Oltrepassa diversi paesi, finché un giovane soldato disertore e solitario, di nome Otino, non gli offre ospitalità per la notte. L'indomani, Otino mostra a Corrado il percorso più sicuro da seguire.

Capitolo 21


Il giorno seguente, ripreso il cammino, Corrado s'imbatte in due partigiani, che credono sia un collaborazionista dei fascisti; dopo avergli fatto diverse domande circa la sua identità, lo portano nel loro covo, dove incontra provvidenzialmente Giorgi, un vecchio amico dell'osteria, ora diventato partigiano. Giorgi garantisce per l'amico e così Corrado può riprendere tranquillamente la strada verso le Langhe.
Lungo la strada, Corrado si ritrova ad assistere ad un'imboscata organizzata dai partigiani, contro i fascisti; spaventato, si nasconde. I partigiani riescono a uccidere molti fascisti, i cui corpi giacciono stesi e sparpagliati, in un lago di sangue.

Capitolo 22


Corrado si rende conto che proseguire il viaggio è troppo pericoloso; pertanto, torna nella cappella in cui era stato nascosto dal giovane Otino e vi rimane per qualche giorno, finché la situazione non si normalizza. Il terzo giorno può riprendere il viaggio e riparte, raggiungendo verso sera la casa dei suoi genitori.

Capitolo 23


Sono passati sei mesi da quando Corrado è tornato a casa. La situazione è del tutto stabile: la guerra procede, egli ha ancora molta paura e non sa cosa ne è stato di Cate e di Dino, dei giovani all'osteria. E – soprattutto – non sa se il prossimo a morire sarà lui.

Analisi dei personaggi


Corrado


E' il protagonista: un insegnante di scienze di circa 40 anni, che ama vivere e stare da solo. Lavora e vive a Torino. Vive nella casa di Elvira e di sua madre, dove ha affittato una stanza. Preferisce la tranquillità, disprezza la guerra, e non è una persona decisa né coraggiosa.
Ama la natura e trascorre perlopiù il suo tempo libero passeggiando per i boschi. Comincia, per puro caso, a frequentare l'osteria Le Fontane, dove stringe amicizia con un gruppo di persone – che Elvira considera sovversivi, in quanto antifascisti. All'interno del gruppo, Corrado ritrova Cate, una sua fidanzata di otto anni prima, membro molto attivo del gruppo.

Cate


Corrado, che nel romanzo parla in prima persona, ha di lei il ricordo di una ragazza semplice, poco colta, che amava molto Corrado; ora, con sua grande sorpresa, ritrova una donna forte, determinata, decisa. Cate ha un figlio e sembra non avere affatto bisogno di un uomo vicino, per sé o per la crescita del bambino. La sua determinazione si riscontra anche nel portare avanti le sue idee politiche, decisamente antifasciste; essa, anzi, aiuta come può la Resistenza ed è un membro attivo dei partigiani. Per questo, durante l'incursione fatta dai tedeschi all'osteria, Cate viene arrestata e deportata.

Dino


E' il figlio di Cate e il suo vero nome è Corrado. Forse il padre di Dino è Corrado, ma Pavese lascia in sospeso la questione.
Il ragazzino resta fortemente colpito e influenzato dai discorsi che sente all'osteria e insieme al protagonista scopre la curiosità e l'amore per la natura.
All'arresto di sua madre, Dino viene accolto a casa di Elvira, per essere poi mandato allo stesso collegio di frati in cui anche Corrado si trova rifugiato.
Apparentemente il ragazzo sembra accettare la vita del collegio, ma improvvisamente mostra insofferenza e scappa, dirigendosi, forse, sulle montagne con i partigiani. Di lui non si saprà più nulla.

Fonso


E' un ragazzo di 17 anni, che fa il fattorino a Torino. Frequentando le scuole serali, si è appassionato alla statistica e alla politica; è sempre molto informato e aggiornato, dal momento che legge molto spesso i giornali. È una persona che mostra un carattere deciso e combattivo, ed è uno dei membri principali del gruppo dei partigiani dell'osteria, che si ritrovano ogni sera per discutere sui fatti della giornata, che ascoltano clandestinamente Radio Londra e organizzano, dopo l'armistizio del 1943, la Resistenza, utilizzando proprio l'osteria per nascondere armi e cibo: il nascondiglio viene però scoperto dai tedeschi, cosicché molti membri del gruppo vengono arrestati e deportati.

Elvira


Insieme a sua madre, Elvira ospita il protagonista nella sua casa. Entrambe si prendono cura di lui e si danno pensiero per la sua salute. Elvira, nubile più o meno coetanea di Corrado, spera un giorno di sposarlo. È esageratamente protettiva nei suoi confronti, tanto da attenderlo con ansia quando questi è in ritardo. Sopporta con estrema pazienza il brutto carattere di Corrado, che spesso la tratta con sufficienza e le fa credere di provare per lei dei sentimenti.
Manifesta una certa gelosia per i nuovi amici che Corrado ha conosciuto all'osteria, al punto da definirli "i sovversivi". Ciononostante, Elvira è sempre pronta a supportarlo e proteggerlo: lo aiuta, ad esempio, a trovre un rifugio sicuro quando è ricercato dai tedeschi, accoglie il piccolo Dino in casa sua prendendosene cura, e lo fa accogliere in collegio. Si tene sempre a disposizione di Corrado, anche quando lui decide di tornare a casa dalla sua famiglia.
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