Video appunto: Espiazione - Ian McEwan (2)

Espiazione - Ian McEwan



“Espiazione” è un romanzo dello scrittore britannico Ian McEwan, pubblicato nel 2001 e arrivato in Italia nel 2003, a cura di Einaudi.

L’autore è nato nel 1948 ad Aldershot, in Inghilterra, mentre attualmente vive a Oxford. Ha pubblicato due raccolte di racconti e oltre quindici romanzi.
Ha fatto il debutto nel panorama letterario internazionale nel 1975, con la sua prima raccolta "Primo amore, ultimi riti". Nel 1998 si aggiudica il Booker Prize per il suo romanzo "Amsterdam". IL libro "L’Amore Fatale", del 1997, viene considerato da molti il suo capolavoro, così come "Espiazione". Ha subito l’accusa di plagio ben due volte: con il suo romanzo d’esordio "Il giardino di cemento" e in seguito per "Espiazione".
Viene da molti soprannominato “Ian Macabre”, per via dei toni cupi che spesso caratterizzano le sue narrazioni.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti, ciascuna delle quali racconta diversi episodi e periodi storici.

PARTE PRIMA: Oltre ad essere la più lunga -circa metà libro-, è anche l’unica ad essere a sua volta divisa in capitoli. In queste pagine vengono raccontati i fatti accaduti durante una -una sola- giornata estiva del 1935. A Villa Tallis la giovane aspirante scrittrice Briony Tallis organizza una rappresentazione teatrale del suo ultimo racconto, "Le disavventure di Arabella", in cui avrebbero recitato anche i cugini venuti dal Nord, Lola e i gemellini Pierrot e Jackson. Le prove però falliscono e Briony, infuriata, abbandona l’idea dello spettacolo. Quel pomeriggio assiste però a un ambiguo momento di tensione sessuale tra la sorella Cecilia e Robbie -il figlio della domestica, cresciuto però come membro della famiglia; la fervida immaginazione di Briony la porta ad immaginare un episodio di violenza. La sua tesi va rafforzandosi in seguito a diverse prove, dapprima una lettera di Robbie per Cecilia, che la bambina legge di nascosto, e in seguito un momento di spinta passione tra i due segreti amanti, in un angolo della biblioteca. Durante la cena i gemellini Pierrot e Jackson scappano dalla villa e tutti i commensali escono a cercarli. Nel buio Lola -cugina di Briony e sorella dei gemelli- viene violentata; Briony vede una figura maschile fuggire dal luogo del misfatto e più tardi davanti alla polizia giurerà che si trattava di Robbie. Quest’ultimo viene arrestato e messo in carcere, sebbene in realtà lo stupratore fosse qualcun altro.

PARTE SECONDA: La seconda parte del romanzo vede come protagonista il giovane Robbie, che dopo aver scontato quattro anni di reclusione decide di arruolarsi nell’esercito e combattere nella seconda guerra mondiale, per ottenere una riduzione della pena. In tutti questi anni incontra l’amata Cecilia una sola volta, poco prima dell’addestramento militare, ma il loro amore si mantiene vivo e costante grazie alla fitta corrispondenza epistolare. Proprio grazie alle lettere, Robbie scopre che Cecilia ha preso le distanze dalla famiglia, che ha accusato il ragazzo senza ripensamenti, ha abbandonato gli studi e ora lavora come infermiera in un ospedale londinese. Nel corso di queste pagine l’autore ci racconta l’esperienza di Robbie in guerra, concentrandosi sulla ritirata e la fuga di Dunkirk, descrivendo dettagliatamente alcuni eventi -ad esempio i bombardamenti, le numerose morti, la vista di cadaveri di giovani fanciulli- che lasceranno un segno indelebile nella sua memoria, soffermandosi in particolar modo sulle sensazioni e le emozioni provate dal personaggio.

Parte terza: Briony, ormai diciottenne, inizia a rendersi conto dell’errore commesso anni prima, quando era ancora una bambina sciocca e immatura, che ha rovinato la vita di diverse persone. Nel tentativo di “espiare” la sua imperdonabile colpa inizia a lavorare come infermiera presso un ospedale a Londra, lo stesso della sorella Cecilia. Anche in questa parte del romanzo l’autore ci fornisce un assaggio degli orrori della guerra, raccontando le migliaia di soldati feriti, alcuni dei quali in modo irreparabile, che arrivano all’ospedale e che Briony insieme alle colleghe cerca di curare e salvare.

Londra 1999: La quarta ed ultima parte del romanzo è narrata in prima persona da un’ormai anziana Briony Tallis, scrittrice affermata, che pubblica il suo romanzo più importante, quello in cui racconta la sua terribile bugia e la storia di Cecilia e Robbie, concedendo però loro un lieto fine; in realtà, entrambi morirono prima della fine della guerra. Anche questo romanzo è un tentativo di espiazione delle sue colpe. Una sera Briony partecipa a una festa di compleanno organizzata per lei dai familiari ancora in vita, che oltre a regali e frasi d’affetto hanno per lei una sorpresa: i nipotini di Pierrot infatti portano in scena "Le disavventure di Arabella", facendo venire a galla nella protagonista tanti vecchi ricordi. E così a Villa Tallis, dove tutto è cominciato, si chiude la storia.

Se da un lato come già detto la suddivisione del romanzo in diverse parti è finalizzata a distinguere un diverso tipo di narrazione, in cui vengono raccontati eventi cronologicamente e geograficamente distanti, che non sempre vedono come protagonista lo stesso personaggio, bisogna anche riconoscere che tra la prima parte del romanzo e le altre tre le differenze non finiscono qui. I primi capitoli infatti hanno lo scopo di raccontare la storia vera e propria, sono le fondamenta di tutta la narrazione, poiché ci vengono spiegati minuziosamente tutti gli eventi le cui conseguenze saranno invece argomento delle sezioni successive. Inoltre, la prima parte del romanzo è l’unica in cui la narrazione si sposta in continuazione da un personaggio all’altro: il narratore esterno racconta i fatti ora con gli occhi di Briony, ora con quelli di Cecilia, oppure Robbie o ancora la signora Emily Tallis o la cuginetta Lola. La narrazione assume un carattere diverso per ciascuno dei personaggi che il narratore sfrutta come filtro tra il lettore e il mondo all’interno del libro: per esempio, quando è Briony ad essere sotto i riflettori sono presenti lunghe e articolate sequenze riflessive e descrittive, poiché essendo una scrittrice cerca di trasporre mentalmente quello che vede all’interno di un racconto, costruendo storie e fantasie attorno ad eventi o immagini anche banali. Dalla seconda parte in poi la narrazione assume uno scopo totalmente diverso; da qui in poi infatti il romanzo è incentrato sull’espiazione delle colpe di alcuni personaggi. Nella parte seconda il protagonista assoluto è Robbie, che si trova tra le fila dell’esercito britannico in Francia a combattere contro i tedeschi; servendosi di flashback e salti temporali l’autore riporta anche episodi del passato di questo personaggio, dalla sua infanzia ai momenti con Cecilia al carcere. Prima il carcere e poi la guerra sono la condanna di Robbie, il mezzo di espiazione della sua colpa, quella di aver violentato la giovane Lola anni prima, anche se sappiamo che in realtà questo peccato non gli appartiene. Nella parte terza invece il primo piano spetta a Briony, che ormai è cresciuta, non è più una bambina e maturando ha iniziato a rendersi conto del terribile sbaglio commesso. Nel tentativo di espiare questa gravissima colpa si allontana dall’agio della famiglia per diventare infermiera presso un ospedale di Londra. Mettendo tutta sé stessa al servizio dei malati, o per meglio dire dei feriti di guerra, spera non tanto di farsi perdonare dalla sorella o da Robbie, la cui vita è stata distrutta dalla bugia di Briony, ma piuttosto di riuscire a perdonare sé stessa. L’ultima parte del romanzo è l’unica ad essere narrata in prima persona dalla protagonista, ancora una volta Briony, anche se ora è anziana e si accinge e pubblicare il suo ultimo romanzo, nonché il più importante della sua carriera: servendosi di un libro ha intenzione di raccontare al mondo -o quanto meno ai suoi lettori- quello che realmente è accaduto quella notte d’estate, quella in cui dichiarando il falso ha condannato altre persone a una vita di sofferenze e sé stessa ad una vita trascorsa nel tentativo di espiare la propria colpa. Anche questo romanzo dunque è un tentativo da parte di Briony di espiazione del proprio peccato, regalando a Cecilia e Robbie, le vittime della sua bugia, il lieto fine che avrebbero sempre desiderato, ma che la guerra ha portato loro via. Il romanzo poi ci offre anche un racconto degli orrori della guerra, in particolar modo nella seconda parte, quella in cui Robbie si trova al fronte, ma anche nella terza, dove i militari feriti e le numerose vittime suggeriscono all’infermiera Briony un’idea delle conseguenze del conflitto. Tramite Briony poi l’autore ci fornisce uno schizzo di vita quotidiana londinese nel corso della guerra: la gente continua a vivere normalmente e divertirsi, con la consapevolezza che presto potrebbe finire tutto.

Recensione personale



Questo romanzo è noioso. Noia è la sensazione che pervade l’animo e annebbia la mente del lettore nel corso di tutta la lettura. Salvo alcuni momenti particolarmente intriganti o carichi di tensione -ad esempio le scene di sesso tra Cecilia e Robbie o il bombardamento in cui Robbie rischia di morire tipo tre volte nel giro di due minuti-, le palpebre del lettore avvertono costantemente una spropositata percezione della forza di gravità, che le porta ad adagiarsi dolcemente sugli occhi, mentre noia, sonno e voglia di tagliarsi le vene per la consapevolezza di star sprecando il proprio tempo annebbiano la mente, facendo cadere l’inconsapevole vittima in un sonno leggero, dal quale si risveglia con la speranza che il libro si sia letto da solo e il segnalibro sia ormai collocato all’ultima pagina. Le descrizioni di luoghi, scene o personaggi sono troppo minuziose e le riflessioni dei personaggi o le sequenze riflessive in cui l’autore scava nella loro psiche sono troppo, troppo eccessive e ridondanti. Nelle 380 pagine che compongono questo romanzo non è presente una e dico una scena divertente o anche solo lontanamente ironica, per staccare dalla monotonia e dalla serierà degli argomenti trattati. Certo, uno stupro o la condanna di un innocente non sono proprio temi su cui ridere, ma il fatto che il libro sia interamente incentrato su questo, senza una pausa o una battuta o un personaggio divertente rendono la lettura pesante e noiosa. Tuttavia, non ho idea del motivo, non esiste libro che in fin dei conti riesca ad odiare, quindi devo ammettere che questa lettura mi ha lasciato qualcosa. Se questo qualcosa sia davvero positivo, devo ancora capirlo.