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Titolo: Il Barone Rampante
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori (Collana Oscar)
Anno di pubblicazione:1957
Anno di edizione: 1993

Presentazione:

“Il Barone Rampante” narra la storia di un nobile (che crescendo diventa un barone) che trascorre tutta la sua vita sugli alberi, come è suggerito già nel titolo. All’età di 12 anni, il piccolo Cosimo di Rondò si rifiuta di mangiare la zuppa di lumache preparata da sua sorella Battista, e per ribellarsi dal padre che lo costringe a mangiarla, si rifugia su un albero dichiarando “non scenderò più”; la trama si basa sul mantenimento di questa promessa. Fin dall’inizio, il ragazzino si adatta a una vita trascorsa spostandosi di ramo in ramo per la foresta di Ombrosa, città nella quale vive. Dal primo capitolo in poi seguiremo Cosimo nelle sue avventure in mezzo agli alberi. Lo accompagneremo a caccia, nelle sue letture e nei suoi studi (che lo renderanno una persona molto colta). Conosceremo insieme a lui personaggi di ogni tipo: dalla marchesa Violante capricciosa ed egoista e i piccoli ladri di frutta al pericoloso brigante Gian dei Brughi (scopriremo la sua passione per la lettura che lo condurrà a lasciare il suo “mestiere”, ma anche alla sua fine); dal misterioso zio, il Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega, un personaggio che si rivelerà molto interessante, al Grande Napoleone, ai popoli spagnoli rifugiati sugli alberi. Insomma, vedremo passarci davanti un’intera vita piena di avventure, imprese, riflessioni, la vita di una persona che senza mai toccare terra seppe mantenere relazioni sociale, seppe istruirsi da sé, ma soprattutto seppe rendersi utile in tutti i modi (sia politici che sociali).

Durante la lettura di questo romanzo, più volte ci possiamo chiedere se la storia di Cosimo non sia una scusa, molto originale, per farci entrare nel contesto Settecentesco o per ricreare intorno a noi la bellissima vegetazione che si trovava una volta lungo la Riviera Ligure.
In effetti, numerosi dettagli ci fanno capire che il Barone rampante visse durante la seconda metà del Settecento e all’inizio dell’Ottocento. Non a caso Italo Calvino introduce personaggi come Voltaire (un famoso filosofo illuminista) e il grande Imperatore Napoleone. Vengono rievocate guerre e ribellioni come per esempio la Rivoluzione Francese e Cosimo aiuta anche i francesi durante la loro guerra contro gli Austro-Sardi. Osserviamo anche una forte gerarchia all’interno di Ombrosa; i Di Rondò sono dei baroni che possiedono un feudo. Il protagonista incontra (e aiuta anche) diversi carbonari molto poveri.
L’autore si sofferma spesso a descrivere dei paesaggi. Il luogo nel quale si svolge il racconto è Ombrosa, una città inventata. I dettagli, però, ricordano molto la Riviera Ligure che prima della Seconda Guerra Mondiale era ricca di vegetazione varia.

Analisi:

a)La struttura:

Per prima cosa, ancora prima di leggere il libro, osserviamo che esso è diviso in trenta capitoli. Inoltre, all’inizio, troviamo un’introduzione seguita da una cronologia (che ci permette di scoprire nei dettagli la storia di Italo Calvino) e da una Bibliografia essenziale. Alla fine della storia, i lettori possono leggere anche la postfazione di Cesare Cases.

b)Analisi del contenuto:

“Il Barone rampante” è un romanzo ricco di informazioni e temi innumerevoli, ma è possibile mostrarne qualche esempio.
Innanzi tutto Calvino cerca in qualche modo di istruirci su un periodo storico lontano da noi durante il quale molti eventi che si sono svolti in Francia hanno influenzato la situazione in Italia. Si tratta, infatti, degli anni che hanno preceduto la Rivoluzione Francese, della Rivoluzione stessa e del periodo che l’ha seguita (compreso l’Impero di Napoleone). Gli eventi svolgono un ruolo importante nella trama della storia perché, come è stato precisato precedentemente, sono presenti alcuni personaggi realmente esistiti in quel periodo e Cosimo è coinvolto in guerre realmente avvenute. Inoltre il protagonista si trova più volte a riflettere su argomenti filosofici dell’Illuminismo e quindi il razionalismo in opposizione con la religione. Le sue riflessioni saranno anche la causa dell’arresto del suo insegnante, l’Abate Fauchelafleur. Insomma, possiamo dire che la storia del protagonista si intreccia con la Storia francese (l’Illuminismo, la Rivoluzione francese, l’Impero Napoleonico e la Restaurazione). Sono espressi però altri temi filosofici. Ad esempio, il fatto che Cosimo scelga di rifugiarsi sugli alberi e che la sua vita dipenda solo dalle sue scelte proprio in un periodo in cui la Francia si batte per la libertà ci trasmette l’importanza della questo valore. Possiamo anche dire che i vestiti che portano i personaggi sono caratteristici dell’epoca (il barone porta spesso il tricorno e lo spadino).

Le disuguaglianze sociali sono messe in evidenza. La famiglia di Rondò possiede un castello, un ampio terreno, un feudo mentre nel bosco si stabiliscono molti carbonai i cui figli sono costretti ad arrampicarsi sugli alberi per rubare la frutta per non morire di fame.
Il nome della città Ombrosa è inventato, ma il paesaggio descritto è molto realistico. Ricorda la riviera Ligure e nel libro è spesso ripetuto che ci troviamo in questa regione. Calvino è di San Remo, quindi è molto probabile che si sia ispirato a momenti trascorsi durante la sua infanzia. Forse anche lui, come Cosimo, si divertiva ad arrampicarsi sugli alberi? Le sue descrizioni di questa vegetazione sono molto precise e ci danno l’idea che il protagonista sia diventato un selvaggio per via del suo continuo contatto con la natura e dell’istinto di sopravvivenza che sviluppa. Paradossalmente, però, il nostro amico rimane un barone molto educato e colto; è un vero gentiluomo.
La cultura è molto valorizzata in questo libro. Non a caso il Cavalier avvocato ha vissuto in Turchia: Calvino vuole farci dare anche una sbirciatina per farci conoscere un po’ meglio questa cultura (lo zio porta il turbante, conosce bene le tecnica dell’idraulica, i pirati hanno le sciabole anziché le spade…). L’autore non ha esitato a farci conoscere la cultura generale di Cosimo, soprattutto per ciò che riguarda la letteratura. Legge molti classici che tanti giovani lettori riconoscono. Il fatto che il Brigante sia ossessionato dai libri ci dimostra che la letteratura può essere apprezzata ed è accessibile a tutti.
La scienza interviene di tanto in tanto quando il barone ci spiega, per esempio, come ci si occupa delle api, o come suo zio progetta impianti idraulici. Inoltre ci sono descrizioni scientifiche degli alberi e di alcuni animali.
Anche l’amore è un tema molto ricorrente nel romanzo. Cosimo ci rivela più volte questa sua filosofia, secondo cui “non si può essere felice quando non si ha nessuno al proprio fianco”. Da una parte abbiamo l’idea di un amore solamente fisico: il protagonista passa un periodo della sua vita ad avere continui rapporti con donne diverse. Più avanti, invece, si parla di amore vero: il nostro amico passa la sua vita ad aspettare il ritorno di Viola (o Violante) che amava da piccolo, mantenendo la sua promessa: per lei non è più sceso dagli alberi. Abbiamo infine l’amore infedele di Viola nei confronti di Cosimo (quest’ultima si reca regolarmente a Parigi alla ricerca di amanti durante la sua relazione con Cosimo). La gelosia occupa un posto importante nel loro rapporto.
Infine, è la forza di volontà il tema dominate di questa storia. Più volte, il barone rampante è stato tentato dall’idea di scendere dall’albero, ma è sempre riuscito a resistere.
Tuttavia, non bisogna dimenticare che il ruolo principale di questo libro è quello di divertire adulti e ragazzi, con avventure divertenti e momenti ironici, anche se sono presenti descrizioni filosofiche e vicende tristi o oscure.


c) Il linguaggio:

La Storia di Cosimo è narrata dal fratello Biagio. Per questo motivo, nei momenti in cui ci parla delle avventure di suo fratello, usa la terza persona del singolare. Invece, quando parla di fatti accaduti a se stesso, usa la prima persona del singolare. Può capitare che usi anche la prima persona del plurale per ricordare dei momenti trascorsi insieme durante l’infanzia. Italo Calvino utilizza una sintassi complessa, ma un linguaggio comune perché sia comprensibile da tutti. Nel testo si trovano prevalentemente lunghe descrizioni, analisi psicologiche e descrizioni, ma anche molte vicende narrate. Si trovano alcuni dialoghi, la maggior parte dei quali sono scritti in lingua straniera. Troviamo il francese, il turco, il tedesco, il russo e lo spagnolo. Anche il linguaggio cambia nei dialoghi. Quando il protagonista si trova a parlare con persone importanti, di alta classe sociale usa un linguaggio elaborato, quando parla con persone di classe sociale bassa, come i ladri di frutta, tende a usare un linguaggio di livello meno elevato.

Valutazione Globale:

Questo libro ha come obiettivo principale quello divertire i lettori, raccontando loro una storia originale, che ci può anche ricordare qualche classico di Walt Disney come il “Libro della Giungla” o “Tarzan” per via della caratteristica del protagonista di salire sugli alberi. Leggendo attentamente ci rendiamo conto che questa semplice storia racchiude innumerevoli riflessioni filosofiche e affronta temi complessi (come l’amore), riferimenti storici e spaziali. Anche se molti propongono questo libro a dei ragazzi, io lo consiglieri piuttosto agli adulti. Spesso i temi di cui abbiamo appena parlato sono difficili da comprendere per i lettori più giovani o poco apprezzati. Lo consiglio anche alle persone che amano le letture lente, molto calme. Che apprezzano le descrizioni dettagliate, che leggono più per la qualità dello stile dell’autore che per la storia stessa. Infine il linguaggio è semplice e facile da comprendere, quindi è accessibile a tutti quelli che sono interessati da questo tipo di lettura. Purtroppo io non sono per niente il tipo di persona che ama la lettura lenta e tranquilla e anche se capisco come molti apprezzino questo libro, preferisco quando le azioni si susseguono una dopo l’altra, quando si crea un effetto di suspense, quando il significato è immediatamente chiaro.

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