Scheda d'analisi

Titolo: Il bambino col pigiama a righe.
Autore: Il bambino col pigiama a righe è un romanzo del 2006 dello scrittore John Boyne, che è stato tradotto in 32 paesi e divenuto film di Mark Herman.
È stato al primo posto nalla New York Best Seller List ed ha venduto più di 5 milioni di copie in tutto il modo.
Nel 2007 è stato nella classifica dei più venduti in Irlanda per 100 settimane, è stato nella classifica dei più venduti in Australia, Spagna, Regno Unito ed altri paesi europei.
Boyne è nato in Irlanda nel 1971. Dopo aver studiato presso il Trinity College di Dublino, ha frequentato il corso di Scrittura creativa all’Università dell’East Anglia, dove ha guadagnato il premio Curtis Brown. Ha scritto sette romanzi (il bambino col pigiama a righe, il bambino con il cuore di legno, la sfida, non all’ amore né alla notte, che cosa è successo a Barnaby Brocket?,il palazzo degli incontri e resta dove sei e poi vai.) ed un certo numero di racconti che sono stati pubblicati o trasmesse alla radio o alla televisione.
Genere: Romanzo drammatico
Casa editrice: Best Bur
Trama: Un bambino di 9 anni,di nome Bruno, un pomeriggio si trasferisce ad Aschiwst con la sua famiglia, a causa del lavoro del padre, il quale è il capo di un campo di concentramento.
Incuriosito Bruno visita il nuovo luogo. Nel suo cammino incontra Shmuel, un bambino con un pigiama a righe, rasato e senza scarpe, dietro una rete.
Iniziano una nuova e forte amicizia.
Bruno vuole a tutti i costi, raggiungere Shmuel, dall’altra parte della rete, per poter giocare con lui. All’improvviso i due bambini si trovano in una camera buia e puzzolente. Nell’oscurità e nonostante, la confusione Bruno tiene per mano Shmuel. Un attimo di silenzio . E poi da quella stanza non esce più nessuno.
Stile e linguaggio: Lo stile è molto semplice, pur non essendo narrato in prima persona. L’ autore scrive spesso in stampatello per evidenziare parole importanti. Tutto è visto dagli occhi del bambino protagonista, quindi il linguaggio è molto facile.
Messaggio dell’autore: Il messaggio dell’autore è molto semplice: egli spinge il lettore a riflettere sul valore dell’amicizia che nasce tra Bruno e Shmuel. Due bambine, uno tedesco e uno ebrei che, sebbene siano di due realtà diverse, riescono a vivere con innocenza quella tragedia orribile. Vuole anche spiegarci, che oggi il nazismo non dovrebbe più esserci.
Opinioni personali: è un libro molto bello, interessante, significativo e emozionante. Una storia drammatica e intensa, che ci ha rapito subito.
Lo consigliamo a tutte le persone che amano e non amano leggere.
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