Riego di Riego
VIP 1004 punti

L’ORLANDO FURIOSO RACCONTATO DA ITALO CALVINO

Il titolo del libro informa già chi si sta accingendo alla lettura su ciò che conoscerà sfogliandone le pagine. Il fatto che si tratti de L’Orlando Furioso però dice poco e niente alla maggior parte di coloro che vorrebbero immergersi tra le parole scritte da Calvino e Ariosto, perché credo che il primo autore abbia riscritto i passi del secondo pensando ai ragazzi e a tutti coloro che non conoscono o sanno ben poco sull'opera. Italo Calvino ha, infatti, il merito di aver reso il celebre poema del 1500 ancora più famoso perché ne ha facilitato la comprensione e ha invogliato anche i più giovani a spingersi nel mondo cavalleresco di Ariosto. Il libro è suddiviso in XXII capitoli ognuno dei quali riporta un titolo che anticipa ciò che accadrà o chi sono i personaggi coinvolti in quel particolare episodio. L’avvenimento è introdotto dalla parafrasi di Calvino che in seguito riporta le ottave del poema originale; l’opera è infatti composta da strofe di otto endecasillabi. Ariosto non tocca un unico tema, spazia infatti dalle vicende amorose differenti tra loro all’onore dei guerrieri e al loro valore, dall’amicizia al tradimento, dalla cortesia alla violenza. Prima di leggere la trama è bene sapere che Ariosto prende spunto da un poema incompiuto intitolato L’Orlando Innamorato scritto da Matteo Maria Boiardo. Le vicende principali narrano di Orlando che si innamora della bella Angelica fino a diventare matto e furioso per gelosia e dell’amore tra Ruggero e Bradamante, uno musulmano e l’altra cristiana che non possono sposarsi non solo per motivi religiosi, ma anche perché ostacolati più volte dal mago Atlante. La prima vicenda si risolve grazie ad Astolfo che recupera il senno di Orlando sulla Luna, la seconda con la conversione al cristianesimo di Ruggero e il suo battesimo. Il tutto avviene durante l’assedio di Parigi da parte dei Saraceni guidati da Agramante. Ariosto in alcuni episodi sembra ispirarsi più ai poemi omerici che a quelli cavallereschi, fa ampio uso tra l'altro della fantasia, ne sono prova l’isola di Alcina che ricorda quella della maga Circe e l’Ippogrifo, animale nato dall’incrocio di una cavalla con un uccello; nasce così il tema del meraviglioso. Nel corso dell’intero poema tutti i temi affrontati dall’autore vanno poi ad intrecciarsi e a condizionarsi. Se Ariosto è stato bravo a trovare spazio anche per critiche ironiche verso alcuni aspetti della sua epoca, lo stesso possiamo dire di Calvino che nelle sue parafrasi riprende tali critiche attualizzandole nella società moderna; riuscendo in questo suo intento l’autore del libro ci dimostra che il poema dell'Ariosto è un classico perché al suo interno possiamo trovare riferimenti non del tutto diversi da quelli che potremmo fare oggi. I personaggi descritti da Ariosto son ancora più messi a fuoco da Calvino che li classifica in base a eroi vulnerabili, e invulnerabili. Entrambi gli scrittori però vogliono puntare l’attenzione sul fatto che tutti sono guidati dal destino nelle loro sventure, infatti Calvino paragona i personaggi a pezzi degli scacchi perché viaggiano alla continua ricerca di qualcosa o di qualcuno come se fossero mossi dalla mano di Ariosto.

La scacchiera è invece rappresentata dalla mappa geografica del mondo fino allora conosciuto; nel caso di Astolfo si arriverà addirittura sulla Luna per recuperare il senno di Orlando. L’assedio della città di Parigi viene trascurato dai guerrieri che, o per amore o per altri motivi, non obbediscono alla volontà dei propri re. Un episodio tra tutti che vorrei evidenziare è quello che vede protagonista Medoro che rischia la vita per recuperare il corpo del proprio comandante morto in battaglia per dargli una degna sepoltura. Il giovane guerriero saraceno durante la notte lascia l’accampamento con Cloridano per riportare la salma del loro comandante indietro. I due vengono però sorpresi sul far del giorno da un gruppo di scozzesi guidati da Zerbino, mentre Cloridano fugge, Medoro sostiene il corpo esanime da solo e viene accerchiato; nonostante il comandante degli scozzesi ordini ai suoi uomini di risparmiargli la vita, un soldato trafigge il petto del fedele saraceno con la lancia.
In questo episodio vengono dunque sottolineate la fedeltà del giovane musulmano e l’infedeltà dello scozzese. Con questo credo che Ariosto abbia voluto dire che tutti i guerrieri sono uguali e diversi nello stesso tempo, ribaltando il concetto che tutti i musulmani sono infedeli e tutti i cristiani sono fedeli. Calvino riassume dunque questi e molti altri episodi con uno stile linguistico colto ma di facile comprensione in un libro suggerito a chi non conosce ancora l’Orlando Furioso.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email