Test di Ingresso all’università: i trucchi per superarlo

Test di Ingresso all’università: i trucchi per superarlo

I test a numero chiuso, con graduatoria nazionale, sono una vera e propria preoccupazione per gli studenti che, dopo gli esami di maturità, devono prepararsi alla prova di ingresso all’università. Soprattutto per quanto riguarda il test di medicina, tanti maturandi hanno cominciato a studiare già dallo scorso autunno per arrivare preparati. Tuttavia, oltre allo studio, non bisogna dimenticare alcuni elementi determinanti per svolgere correttamente la prova di ammissione e, di conseguenza, non perdere l’occasione di realizzare un sogno. Skuola.net spiega quali sono con l’aiuto del docente di corsi di preparazione ai test di ingresso per la parte di Logica Alessandro Lucchese.

NON DIMENTICARE L’ISCRIZIONE – Per sostenere il test di ingresso di Medicina, o quella degli altri test a numero chiuso a graduatoria nazionale, è necessario iscriversi e pagare una tassa di iscrizione. L’iscrizione deve essere fatta online ed è necessario presentare la ricevuta di pagamento oltre al documento di identità al momento del test.

PREPARARSI NEL MODO GIUSTO – I libri del liceo possono essere utili, ma per i test di ingresso, in particolare quello di Medicina, potrebbe essere necessario avere una marcia in più. Ben vengano, quindi, guide specifiche per il test che dovete affrontare, che comprendano non solo parti teoriche ma anche esempi di quiz sui quali esercitarsi.

SAPERE TUTTO SUL TEST - Quante domande comprende il questionario, quanto tempo si ha a disposizione: saperlo vi permetterà una migliore gestione del tempo che vi aiuterà moltissimo nel momento decisivo. E poi, qual è la struttura del test e quante sono le domande per materia vi aiuterà ad essere già pronti a ciò che vi aspetta. Importante è anche essere informati sulla corretta modalità di compilazione del questionario: sono tutte informazioni che potrete ottenere visionando il decreto ministeriale sui test di ammissione a graduatoria nazionale, che uscirà qualche settimana prima della prova.

LEGGERE TUTTO IL QUESTIONARIO – Al momento in cui ci siede al proprio posto, durante il test di ingresso, è fondamentale prendersi un paio di minuti per leggere l’intero test e per farsi un’idea dei quesiti da svolgere. “Partire subito con le domande più facili e su cui si è più veloci, e lasciare per ultime le più impegnative. Questo può regalare un vantaggio” sostiene il docente ed esperto Alessandro Lucchese. Infatti, così si elimina il rischio di bloccarsi su una domanda difficile, senza riuscire a svolgere altri quesiti più facili che avrebbero invece regalato punteggio.

ATTENZIONE ALLA SCHEDA DELLE RISPOSTE – Ogni test è composto da un questionario e da una scheda di risposte. Questa va messa da parte con cura. Infatti, se la scheda risultasse segnata o scarabocchiata il test può essere invalidato. “Meglio usare per appunti e promemoria un foglio di brutta, e riprendere la scheda delle risposte solo negli ultimi 10-15 minuti”, tempo che Lucchese consiglia di prevedere fin dall’inizio per la sua compilazione. Segnare sulla scheda tutte le risposte all’ultimo momento e di fretta, infatti, moltiplica le possibilità di errore. In più, bisogna ricordare che fino ad oggi è valsa la norma per cui è possibile correggere solo una risposta per quesito. “Sarebbe un vero peccato essere arrivati alla soluzione al terzo tentativo, e non poterla più dare” sostiene il docente.

GESTIRE IL TEMPO: I TRUCCHI DA SEGUIRE – Bisogna ricordare che, a livello di punteggio, una risposta data per un quesito difficile vale generalmente quanto quella data per uno facile. E’ necessario, calcolando il numero di quesiti per il tempo che si ha a disposizione, capire i minuti da poter dedicare ad ogni quesito. Se il questionario sarà simile per composizione a quello dei test del 2014, “il tempo di risposta deve essere di media 1 minuto e 30 o 1 minuto e 40. Sicuramente non maggiore di 2 minuti”. Passati i quali bisogna andare avanti anche se a malincuore, tornando sulle domande saltate solo se avanza tempo.

RISPONDERE O NON RISPONDERE? - Può capitare anche ai più bravi di non saper rispondere ad una domanda: purtroppo però, in caso di risposta sbagliata, in genere è prevista una penalità. Questo non succede se si evita di rispondere: la risposta nulla vale zero. Tuttavia, ricorda Lucchese, “In un test così selettivo non ci si può permettere di non rispondere. Dovremmo riuscire ad eliminare, dalle 5 soluzioni, almeno 2 alternative”. Infatti, per ogni quesito, almeno 2 soluzioni sono molto distanti dalla risposta. Una volta riconosciute ed eliminate, si può provare a rispondere per esclusione. “Secondo calcoli statistici, di media si accumulano circa 2 punti su 9 domande grazie a questo procedimento: meglio di niente. Sempre sperando di non essere molto sfortunati ” – conclude Lucchese.

DOCUMENTARSI SUL TEST DEGLI ANNI PASSATI – Può essere utile scoprire quali quesiti sono stati proposti gli anni passati e provare a svolgerli per allenarsi. In questo modo, si può capire di più sulla tipologia di domande a cui ci si potrebbe trovare di fronte. Ad esempio, questi sono alcuni dei quesiti di logica e cultura generale dal test di Medicina 2014:

Francesco acquista dei bigliettini per invitare alcuni amici alla sua festa di compleanno. In cartoleria i bigliettini vengono venduti singolarmente al prezzo di € 0,43 l’uno, oppure in confezioni da 6 al prezzo di € 1,92 a confezione. Francesco acquista 8 confezioni. Dopo avere spedito gli inviti si rende conto che gli sono serviti solo 38 bigliettini. Quanto ha speso Francesco più del necessario per acquistare i bigliettini di invito?

A) € 2,98

B) € 3,64
C) € 4,70
D) € 1,72
E) € 1,06

Quale tra le seguenti affermazioni riferite a Noam Chomsky NON è corretta:

A) ha ricoperto la carica di Senatore nel governo statunitense
B) è noto come padre della linguistica teorica moderna
C) viene considerato un intellettuale influente nel campo della filosofia analitica del linguaggio
D) viene considerato un intellettuale influente nel campo dell’attivismo politico
E) è l’autore de “Il linguaggio e la mente”

La definizione del XX secolo come “secolo breve” è di:

A) Eric J. Hobsbawn
B) Ernesto Galli della Loggia
C) Giovanni Sabbatucci
D) Max Weber
E) Michel Foucault

Carla Ardizzone

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