Sottolineare libri: fallo diventare un metodo di studio

Bianca Zito
Di Bianca Zito
 Come sottolineare un libro

A scuola studiare era praticamente un obbligo e bisognava dedicare parecchio tempo anche a quelle materie che proprio non si potevano mandare giù. Per uno studente universitario la storia cambia, perché, in linea di massima, si è scelto in autonomia il percorso di studi da seguire. Ma, comunque, non c’è niente da fare: studiare non sarà mai l’attività preferita di nessuno. Ancora meno, poi, se non si possiede il giusto metodo. Capita fin troppe volte di passare intere nottate sui libri e poi, all’esame, prendere comunque un brutto voto. Beh, il problema fondamentale è che non tutti sanno come si studia. Ore e ore in biblioteca, infatti, non vi serviranno a nulla se non si immagazzina e si fa proprio il metodo migliore. Ecco, dunque, come si legge e sottolinea un testo.

COME SOTTOLINEARE – Sarà capitato a chiunque di trovarsi alla fine di un paragrafo senza avere assolutamente idea di cosa si è appena finito di leggere. Questo perché il meccanismo più inflazionato tra i ragazzi è quello di sottolineare già alla prima lettura del testo, perdendo quella che è la funzione specifica della sottolineatura, ossia focalizzare l’attenzione sui punti chiave.

1 – PRIMA LETTURA – Bisogna mettersi in testa che, prima di iniziare a sottolineare, ci si deve dedicare ad una lettura veloce del testo. Concentrarsi, quindi, su un singolo paragrafo e, aiutandosi con il dito (stando ben lontani dall’evidenziatore!) registrare a mente, orientativamente, quelle che sembrano le informazioni più importanti.

2 – MANO ALL’EVIDENZIATORE – Un testo, solitamente, è composto di informazioni fondamentali e informazioni di ampliamento, utilizzate dagli autori per far comprendere meglio quanto è già stato detto. Il cervello, dopo la prima lettura, avrà già memorizzato da solo le parole chiave, di solito non più di tre o quattro per paragrafo: rileggendo, evidenziatore alla mano, ci si renderà conto che sarà facile andare a sottolineare solo quei concetti. Inutile, quindi, tingere di giallo l’intera pagina. Ancor meglio, poi, se sono presenti date, eventi, etc., particolari tecnici che vanno sempre evidenziati. I libri di testo, fortunatamente, molto spesso aiutano gli studenti con grassetti e commenti a lato: da non sottovalutare!

3 – COMMENTI PERSONALI – Se lo si ritiene opportuno, a fianco delle parole chiave individuate, si potrà aggiungere (a matita!) dei brevi commenti che permettano di focalizzare ancor meglio il concetto. Altro trucchetto utile, poi, è quello di utilizzare un colore diverso per andare a cerchiare quelle che si ritengono essere le parole essenziali.

ULTIME DRITTE – Anche per chi sa studiare e sottolineare in maniera esemplare, è bene ricordare che frequentare le lezioni universitarie dovrebbe essere pratica quanto mai consolidata. Seguire le spiegazioni, infatti, è un buon trucchetto per ritrovarsi a fare molto meno lavoro poi, a casa: davanti ai capitoli da studiare torneranno senza dubbio in mente le parole del prof, che aiuteranno in una miglior scrematura dei concetti fondamentali. Ultimo accorgimento, nella scelta dell’evidenziatore: no ai colori troppo scuri, sì al giallo brillante, che accenderà la mente.

Francesca Fortini

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