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Concetti Chiave

  • Miguel de Cervantes, nato nel 1547 in Spagna, ha vissuto avventure significative, tra cui la partecipazione alla battaglia di Lepanto e la cattura da parte dei pirati.
  • La sua opera più celebre, "Don Chisciotte", pubblicata in due parti nel 1605 e nel 1615, è considerata il primo importante romanzo dell'epoca moderna.
  • Cervantes ha scritto in condizioni difficili, traendone ispirazione per le sue opere e cercando di adattare il suo stile alle esigenze estetiche del suo tempo.
  • Il romanzo "Don Chisciotte" esplora temi come il sogno, la fantasia e la ricerca dell'identità, riflettendo il disagio di chi desidera un mondo ideale.
  • Il suo stile narrativo è caratterizzato da un approccio umoristico e picaresco, con protagonisti avventurosi e dialoghi accessibili al pubblico dell'epoca.

Infanzia e giovinezza di Cervantes

Mi chiamo Miguel de Cervantes, sono nato nel 1547 in Spagna.

Nella mia giovinezza ho intrapreso molti viaggi avventurosi! Sono stato perfino in Italia dove mi sono arruolato come soldato e ho partecipato alla battaglia di Lepanto nel 1571.

Nel 1580 ritornai nel mio paese e, per problemi finanziari, fui rinchiuso in carcere.
Nel 1605 ebbi un grande successo grazie alla pubblicazione della prima parte del mio romanzo ”don Chisciotte”, la seconda parte fu pubblicata poi nel 1615, giusto un anno prima dalla mia morte.

Scrissi le mie opere nelle condizioni più sfavorevoli, rubando tempo prezioso ai miei studi dai quali speravo di ricavare gloria e denaro che non sono riuscito neanche ad ottenere con il mio romanzo “don Chisciotte”.

La mia prima vera e propria opera fu “La Galatea” che ho scritto nel 1582 e fu poi pubblicata nel 1585.

Seguì poi la stesura della mia opera più importante; “il Don Chisciotte”, pubblicato in due parti, 1605-1615, del quale dopo analizzerò i dettagli.

Insieme alla seconda parte del don Chisciotte arrivò anche la mia più lunga composizione poetica; Ocho comedias y ocho entremeses (Otto commedie e otto antipasti), la quale comprende “Pedro de Urdemalas”, la miglior opera teatrale da me composta.

L’ultima mia opera fu “Los trabajos de Persiles y Sigismunda” (I lavori di Persiles e Sigismunda), pubblicata nel 1617.

Stile e influenze letterarie

Lo stile dei miei romanzi è di tipo picaresco, un genere narrativo che ha origine nel mio paese e si è sviluppato nel sec. XVI. I protagonisti sono avventurieri furbi e privi di scrupoli, coinvolti in peripezie di ogni tipo.

Il don Chisciotte non è un poema epico per due motivi : primo a differenza dei poemi epici , quest'opera non è scritta in versi , ma in prosa, anche nel testo originale scritto in lingua spagnola. Il secondo è per la trama dell'opera, lo stile della narrazione e le caratteristiche del protagonista; don Chisciotte è ritenuto da molti studiosi il primo importante romanzo dell'epoca moderna da collocare a metà strada tra il genere umoristico e quello avventuroso .

Esperienze di vita e formazione

Persi una mano durante la battaglia di Lepanto (1571)

Nel 1575, durante il viaggio di ritorno in Spagna, la nave con la quale navigavo fu assalita dai pirati e io fui catturato, fatto schiavo e portato ad Algeri.

La mia formazione culturale si svolse tra il XVI e il XVII secolo, in pieno clima rinascimentale, e il passaggio dal rinascimento al barocco trovò in me un interprete profondamente radicato nei problemi dell’uomo del tempo.

Ho conosciuto gli scrittori spagnoli dei miei tempi e anche Aristotele, Platone e Orazio.

Cercati di adattare il mio stile alle esigenze estetiche dell’epoca rinascimentale ma non ho resistito a mettere un pizzico di mio e concetti personali, dove la letteratura si fonde con la spregiudicatezza d’invenzioni e intuizioni.

Don Chisciotte e la sua importanza

Don Chisciotte (L’ingegnoso gentiluomo don Chisciotte della Mancia)

In questa mia opera colgo la necessità di scoprire il sogno, la fantasia, l’ignoto, la follia., l’istinto, per poi portare alla luce la coscienza umana.

I miei due protagonisti, don Chisciotte il folle ed idealista cavaliere e Sancho, il suo realista scudiero, sono espressioni diverse ma che non si contrastano nella ricerca della propria individualità, tema centrale di tutto il romanzo.

Quando e se leggerete il mio racconto, la cosa più importante che dovete cogliere è il disagio di vivere di chi desidera un mondo mai esplorato ma sempre sognato.

Tratto dal racconto Don Chisciotte”

Tomo 1 - Capitolo VIII

Avventure di don Chisciotte

“…Ed ecco intanto scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto1 che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: “La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente2.— Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione3 mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone4.” Detto questo, diede de' sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s'era egli fitto in capo che fossero giganti, che non udiva più le parole di Sancio, né per avvicinarsi arrivava a discernere5 che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce: “Non fuggite, codarde e vili creature, che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.” In questo levossi un po' di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; don Chisciotte soggiunse: “Potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l'avete pur da pagare.” Ciò detto, e raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinché lo assistesse in quello scontro, ben coperto colla rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui si incontrò e diede della lancia in una pala. Il vento in quel mentre la rivoltò con sì gran furia che ridusse in pezzi la lancia, e si tirò dietro impigliati cavallo e cavaliere, il quale andò a rotolare buon tratto per la campagna. S'affrettò Sancio Pancia a soccorrerlo quanto camminava il suo asino, e quando il raggiunse lo trovò che non si poteva movere; così fieramente era stramazzato con Ronzinante. “Dio buono! Proruppe Sancio, non diss'io alla signoria vostra che ponesse mente a ciò che faceva, e che quelli erano mulini da vento? Li avrebbe riconosciuti ognuno che non ne avesse degli altri per la testa. — T'acqueta, amico Sancio, rispose don Chisciotte; le cose della guerra sono più delle altre soggette a continuo cambiamento; massimamente6 perché stimo, e così senza dubbio dev'essere, che il savio7 Frestone, il quale mi svaligiò la stanza e portò via i libri, abbia cangiati questi giganti in mulini per togliermi la gloria di restar vincitore; sì dichiarata è l'inimicizia ch'egli mi porta! ma alla fine dei conti non potranno prevalere le male sue arti contro la bontà della mia spada. — Faccia il signore quello che sia per il meglio,» rispose Sancio Pancia, e l'aiutò ad alzarsi ed a montare sopra a Ronzinante che stava mezzo spallato.…”

Stile narrativo e dialoghi

Il don Chisciotte è un susseguirsi di avventure di disastrose ed esilaranti e lo stile di questo racconto è scorrevole, limpido, ironico e soprattutto divertente, tanto da riuscire a tirarmi su il morale, nonostante fossi in un periodo piuttosto buio della mia vita quando l’ho scritto.

Per i dialoghi dei due protagonisti e per il racconto in generale ho scelto uno stile di tipo popolare seicentesco, in modo che chiunque leggesse la mia opera possa capirne la trama e il

significato.

1-Tosto: duro, sodo

2-Semente: insieme di semi della stessa specie destinati alla semina

3-Orazione: preghiera che si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi

4-Tenzone: combattimento

5-Discernere: vedere chiaramente con gli occhi o con la mente; conoscere distintamente, distinguere

6-Massimamente: soprattutto, principalmente

7-Savio: uomo sapiente

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali esperienze formative ha vissuto Cervantes durante la sua giovinezza?
  2. Cervantes ha intrapreso viaggi avventurosi, si è arruolato come soldato e ha partecipato alla battaglia di Lepanto, dove ha perso una mano. Inoltre, è stato catturato dai pirati e fatto schiavo ad Algeri (testo).

  3. Qual è l'importanza del romanzo "Don Chisciotte" nella letteratura?
  4. "Don Chisciotte" è considerato il primo importante romanzo dell'epoca moderna, che esplora temi come il sogno, la fantasia e la ricerca dell'individualità attraverso i suoi protagonisti, don Chisciotte e Sancho (testo).

  5. Come si caratterizza lo stile narrativo di Cervantes?
  6. Lo stile di Cervantes è picaresco, con un linguaggio scorrevole, ironico e divertente, che rende le sue opere accessibili e comprensibili a tutti, utilizzando un linguaggio popolare seicentesco (testo).

  7. Quali opere ha scritto Cervantes e quali sono le più significative?
  8. Cervantes ha scritto diverse opere, tra cui "La Galatea", "Don Chisciotte" e "Los trabajos de Persiles y Sigismunda". "Don Chisciotte" è la sua opera più importante, pubblicata in due parti nel 1605 e 1615 (testo).

  9. Qual è il tema centrale del romanzo "Don Chisciotte"?
  10. Il tema centrale del romanzo è il disagio di vivere e la ricerca di un mondo ideale, rappresentato dalla dualità tra il folle idealista don Chisciotte e il realista Sancho, che insieme esplorano la loro individualità (testo).

Domande e risposte

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