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De Cervantes - Cervantes e il suo tempo


Miguel de Cervantes Saavedra nacque in Nuova Castiglia, il 9 ottobre 1547.
Dopo un periodo di studi umanistici, nel 1569 seguì a Roma il cardinale Giulio Acquaviva; viaggiò molto, prima come cortigiani e poi come soldato, e così ebbe modo di conoscere varie città italiane come Firenze, Venezia, Napoli.
Nel 1570 Cervantes si arruolò nell’esercito e nel 1571 entrò nella compagnia riunita da Diego de Urbina per la guerra contro i Turchi; sempre in quell’anno prese parte alla battaglia di Lepanto, qui perse l’uso della mano destra. Nel 1572 combatté a Novarino, a Tunisi e alla Goletta. Nel 1575 partì per Napoli con il fratello Rodrigo per far ritorno in Spagna; fu preso dai corsari turchi e restò cinque anni prigioniero ad Algeri.
Tornato in Spagna passò anni difficili, infatti il suo ritorno si rivelò segnato dall’indifferenza, dalle ristrettezze economiche e da molte umiliazioni.
Nel 1584 sposò Catalina, ma la modesta dote recata dalla moglie non riuscì a risolvere i suoi problemi finanziari; così si impiegò come commissario di vettovagliamento per l’Invincibile Armata (navi da guerra spagnole) e poi come riscossore di imposte in varie località dell’Andalusia. In questi anni cominciò a dedicarsi al teatro, facendo rappresentare a Madrid molte opere.
Ma intanto: l’Invincibile Armata venne sconfitta, la sua vita privata divenne sempre più difficile, a Siviglia entrò in contatto con gli ambienti della malavita della città. Il fallimento economico dei suoi fornitori lo fece condannare, scomunicare e lo fece gettare in carcere diverse volte, tra il 1592 e il 1602.
In seguito si stabilì a Valladolid, dove venne coinvolto nell’uccisione di un cavaliere, Seguì Filippo III a Madrid, dove era stata trasferita la corte; qui nel 1605 pubblicò la prima parte del Don Chisciotte e nel 1615 pubblicò la seconda parte.
Morì il 19 aprile 1616.

La vita di Cervantes si può considerare divisa in due parti: la prima, che corrisponde agli anni giovanile alla piena maturità, vide lo scrittore direttamente coinvolto nei principali avvenimenti della storia del suo tempo, come la battaglia di Lepanto, e le spedizioni di Novarino, Tunisi e La Goletta; nella seconda parte segnata di duri anni della prigione di Algeri e dall’amarezza per il mancato riconoscimento dei suoi meriti di soldato, lo scrittore si trovò alle prese con problemi di ogni tipo, come i debiti, le ristrettezze economiche e il carcere. Questa seconda parte della sua vita, permise a Cervantes di cominciare a leggere e a decifrare l’immagine del suo tempo in una dimensione più acuta e dolorosa.
Cervantes si può considerare la coscienza critica del suo tempo, e quindi del Rinascimento maturo e del Barocco, ovvero di quell’area culturale chiamata “Manierismo”.
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