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Genere letterario


Sallustio scrive storiografie di impostazione monografica o annalistica.

Temi chiave

- Argomenti emblematici della storia recente o contemporanea.
- Moralismo: l'indagine sulle cause degli avvenimenti si concentra sulle condizioni etico-politiche.
- Pessimismo: il processo storico è visto come un progressivo declino.
- Interesse per i personaggi e il loro carattere.

Stile

Sallustio predilige uno stile arduo e scosceso, con uno spiccato gusto della concisione e pregnanza espressiva (brevitas), dell'asimmetria (varatio) e degli arcaismi

Biografia

Gaio Sallustio Crispo nasce nel 86 a.C. in Sabina, da una famiglia plebea agiata. A Roma intraprende la carriera politica, appoggiato da un importante personaggio, probabilmente Cesare. Nel 50 a.C., dopo aver esercitato la questura e il tribunato della plebe, è espulso dal Senato con l'accusa pretestuosa di probum, cioè di condurre una vita scostumata e smodata. Nel 49 a.C. è reintegrato nel Senato per opera di Cesare. Dopo la vittoria di Tapso nel 46 a.C. è incaricato di governare l' Africa nova. Nel 44 a.C, tornato a Roma arricchito, è accusato di concussione. Alla morte di Cesare si ritira e si dedica alla storiografia. Muore nel 35 a.C.

La funzione della storiografia e la funzione dello storico

Sallustio si dedica alla storiografia quando le circostanze lo costrinsero ad allontanarsi dalla vita politica. Nei proemi delle sue opere maggiori, De Catilinae coniuratione e Bellum Iugurthinum afferma l'utilità della storia. Per sostenere le sue idee si basa sul tema platonico del dualismo dell'essere umano, composto da anima e corpo, proclamando la superiorità della parte spirituale dell'uomo.
Sallustio sostiene che l'attività politica deve essere in primo piano ma al momento è impraticabile a causa della corruzione, delle frodi e della violenza che regnano a Roma. Così al Sallustio tramandato ai dati biografici si sostituisce un personaggio che si ritrae disgustato dalla politica. La legittimazione della storia rispetto alla tradizione romana e la dimostrazione della dignità del narratore sono dunque i principali obiettivi dei proemi. A essi sono finalizzati l'imponente apparato di concetti, luoghi comuni e massime a cui l'autore ricorre, nonchè il colorito filosofico dei capitoli iniziali, che non indicano l'adesione a una determinata dottrina, ma rivelano l'esigenza di far riferimento a figure precedenti illustri e autorevoli.

Ricerca dell'obiettività

Sallustio è un attivo seguace di Cesare, come suggerisce il fatto che si preoccupi di escludere la complicità di quest'ultimo nella congiura di Catilina. Nei suoi scritti, però, l'autore persegue l'imparzialità attraverso la valutazione attenta ed equilibrata dei fatti, sforzandosi di superare le convinzioni personali.

Impostazione moralistica

La ricerca delle cause della rovina della res publica si orientano non verso l'indagine dei rapporti di forze o dei conflitti di interesse , ma nelle condizioni etico-politiche della società.

I Modelli

Sallustio affianca l'impostazione moralistica, tipica greca e di Tucidide, a una concezione romana di storiografia, ripresa da Catone. Per lui, come per Tucidide, la storiografia è un'operazione letteraria: la forma non è un elemento secondario ma una componente essenziale.

Stile

Uno dei tratti tipici di Sallustio è una "patina arcaica" derivata da Catone e dalla tradizione annalistica. Si ha abbondanza di arcaismi fonetici e morfologici, termini desueti, vocaboli elevati, parole comuni in accezioni particolari e neologismi.
Sallustio predilige la brevitas, cioè la concisione e la pregnanza delle parole scelte, e la variatio, rifiuto dell'armonia prevedibile e scontata.
Preferisce la tensione del brusco cambiamento, che Quintiliano definisce abruptum sermonis genus e cioè stile arduo e scosceso.
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