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Marco Tullio Cicerone


Marco Tullio Cicerone nasce nel 106 a.C. ad Arpino. E' una città ancora esiste, si trova a Roma. Ogni anno, infatti, si organizza una gara chiamata certamen arpinas: evento mondiale in cui tutti i ragazzi che provengono da ogni luogo del mondo si sfidano nella traduzione di una versione di Cicerone. In età adolescenziale Cicerone si trasferisce a Roma per completare gli studi dove farà studi di retorica e di diritto. Infatti diventerà avvocato. In quel periodo c'era un'usanza del '700: il Grand Tour cui i giovani andavano per perfezionare la loro cultura. La capitale cui si andava per perfezionarsi era Atene. Durante il '700 (illuminismo) i giovani viaggiavano perché si diceva che la cultura non fosse fatta solo di libri. Ad Atene, Cicerone ci andrà per prepararsi e perfezionarsi in filosofia. Al di là dell'avvocatura, Cicerone sarà uno dei più grandi intellettuali, politici ed autori del tempo. Viene definito in questo modo: civis romanis completo e, per quanto riguarda la sua carriera: Cursus honorum.
A Roma prima di poter diventare console, dovevi aver fatto tutte le cariche precedenti. Lui per ben due volte diventerà il capo del governo (console). E' uno degli autori più prolifici, cioè è quello che ha composto il maggior numero di opere, che vengono divise in:
-Opere retoriche
-Opere politiche
-Opere filosofiche
-Orazioni
-Epistolario
-Traduzioni greco (traduceva il Timeo ed il Protagora di Platone).
Le sue orazioni le imparava a memoria e le recitava, riusciva ad appassionare e a convincere. Nelle opere filosofiche metterà per iscritto ciò che impara ad Atene. L'epistolario è una raccolta di lettere: alcune alla famiglia, altre ai colleghi: il più delle volte parlava della società dell'epoca.
Cicerone muore tra Formia e Gaeta nel 43 a.C.
Antonio e Cicerone si facevano guerra politicamente ed infatti si dice che Cicerone fosse stato ucciso dai sicari di Antonio (si racconta, in particolare che Cicerone fu ucciso durante la sua fuga). Addirittura le fonti biografiche di Cicerone raccontano che Antonio, dopo la morte volle che Cicerone venisse decapitato e che gli venisse consegnata proprio fisicamente la sua testa che, tra l'altro, venne punzecchiata sulla lingua poiché Cicerone aveva avuto una buona orazione.

La poetica di Cicerone


La prima caratteristica delle opere di Cicerone è la retorica, sinonimo di oratoria (viene dal greco: retor= orator=oratore --> arte dell'oratoria).
La retorica è divisa in:
-Grammatica
-Dialettica
-Recitazione
Chi studiava retorica poteva aderire a:
-Asianesimo (discorso sfarzoso, bisognava affascinare il pubblico)
-Atticismo (corrente retorica semplice, diretta, un discorso pulito e ben organizzato).
In particolare Cicerone fa un miscuglio tra l'asianesimo e l'atticismo in maniera tale da dar vita al fenomeno della contaminazione.
Filosoficamente, Cicerone si basava sullo stoicismo moderato di Panezio: ci si riuniva sotto la stoà poikile = porticato di pinto per studiare. Lo stoicismo fondava tutto sul dovere morale e sulla responsabilità.

Politica


A Roma c'era già una divisione di partito (circa come oggi). Destra= senatori
--> conservatori, tradizionalisti.
Sinistra= cavalieri --> moderni, progressivi, innovatori

Cicerone elabora una propria riflessione: l'ideale per lui sarebbe che i buoni propositi dei cavalieri ed i buoni propositi dei senatori vengano messi insieme in maniera da mantenere allo stesso tempo la tradizione ma di aggiungere un tocco di modernità. Questo fenomeno è conosciuto come Consensus Ordinum= consenso delle classi sociali (Concordia Omnium Bonorum= concordia di tutti gli onesti).
In particolare, ricordiamo tre grandi critici riguardo questa visione politica: paratore, della corte e d'elia. Paratore afferma che Cicerone è il civis romanus completo, Della corte dice che Cicerone è l'autore più eclettico di tutta la storia di Roma, afferma che Cicerone è poliedrico e che ha quindi molteplici interessi. Infine D'elia afferma che lui è il prototipo della humanitas latina: ingloba due valori che sono la preparazione culturale con predominanza per letteratura e filosofia e il civismo (da CIVIS= senso civico, rispetto per le regole dello stato e dedizione allo stato?. La preparazione culturale avveniva durante l'otium. Il civismo durate il negotium: “dovere”.

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