Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C; è un conservatore, un oligarchico e non un populares. Era un uomo novus perché aveva tutte le qualità di un vero scrittore e non sapeva fare solo poesia. Frequentò Elio Stilone che aveva riscoperto la scuola di Molone Rodiese che aveva come importanza la medialità. Cicerone scrisse la "Pro Quinctio, una causa di diritto privato che nell'anno 81 a.C. segnò il suo esordio nella carriera forense. Seguì la "Pro Roscio Amerino, in cui difese Sesto Roscio da un'accusa di parricidio montata dal liberto di Silla Crisogono. Nel 79 a.C. andò in Grecia per approfondire la filosofia epicurea e stoica e l'oratoria; nel 77 a.C. dopo la morte di Silla, sposò Terenzia, da cui ebbe due figli: Marco e Tullia e nello stesso anno divenne questore in Sicilia. Nel 70 a.C, dopo aver sventato il tentativo di far giudicare Verre da una corte 'amica', Cicerone pronunciò il primo atto di accusa contro di lui, la "Actio prima in Verrem". Così il difensore di Verre Ortensio abbandonò la difesa e Verre si esiliò a Marsiglia, rendendo inutili le 5 orazioni di Cicerone "Actio secunda in Verrem". Così Verre ebbe una multa di tre milioni di sesterzi e Cicerone appoggiò la proposta di concessione della massima libertà di azione nella guerra contro il re del Ponto Mitridate "orazione Pro lege Manilia". Nel 63 a.C. Cicerone divenne console, superando la concorrenza di Lucio Sergio Catilina che-già sconfitto-si ricandidò l'anno dopo e Cicerone scrisse le "Catilinarie". Fra il 62 e il 58 a.C. Cicerone fu avvocato e pronunciò le orazioni post consolari in difesa di Lucio Cornelio Silla "Pro Silla", del poeta Archia "Pro Archia" e dell'amico Flacco accusato di concussione "Pro Flacco". Tra le conseguenze del primo triumvirato, quindi dell'accordo privato fra Cesare, Pompeo e Crasso, vi fu l'elezione a tribuno della plebe di Publio Clodio nel 58 a.C, un cesariano e acerrimo nemico di Cicerone. Per non aver convocato il popolo in un processo fu mandato in esilio a Tessalonica e il 4 agosto del 57 i comizi richiamarono in patria l'esiliato e così scrisse i discorsi di ringraziamento al Sebato "Post reditum ad senatum" e al popolo "Post reditum ad populum". Mentre Cicerone pronunciò la "Pro Milone" si vede esiliare Milone-che aveva voluto il ritorno in patria di Cicerone-accusato di aver ucciso Clodio. La morte della figlia Tullia fece chiudere Cicerone in se stesso oer studiare la letteratura; è in questo periodo che escono le sue opere maggiori: "Brutus", "Orator", "Hortensius" e "De natura deorum". Nel 44 a.C. scrisse le 14 orazioni contro Antonio, le "Filippiche", scritte sul modello delle Filippiche di Demostene che si ribellerà dell'inglobamento della Grecia nel regno macedone. A Gaeta Cicerone fu raggiunto dai sicari di Antonio (chiamato il fatale monstrum per aver ucciso Cleopatra) nella sua villa di Formio e decapitato a 64 anni.

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