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Le Opere Retoriche

-De Oratore
Il De Oratore è l’opera retorica di Cicerone, divisa in tre libri scritta nel 55 a.C. in forma di dialogo platonico- aristotelico in cui i vari interlocutori disquisiscono l’argomento dell’oratoria.
Nel primo libro Cicerone espone (parlando tramite Lucio Licinio Crasso) il concetto principale dell’opera, quello del perfetto oratore. Cicerone afferma infatti che l’oratore perfetto è colui che è attivo nella vita pubblica, possiede una grande cultura estesa a tutti i campi del sapere, anche riguardo alla filosofia e quindi, di conseguenza, è in grado di parlare coscientemente di qualsiasi tema, argomentandolo dinanzi al pubblico e adempiendo alle richieste del Docere, delectare e del movere.
Nel De Oratore vi sono cinque parti della retorica, disposte tra il secondo e il terzo libro: nel secondo libro ne vengono trattate tre, ovvero, l’inventio, la dispositio e la memoria, che indicano rispettivamente la ricerca degli argomenti da svolgere (inventio), l’ordine in cui disporli (dispositio) e le tecniche di memorizzazione (memoria). Nel terzo libro vengono trattate l’Elocutio e l’Actio; la prima indica l’elaborazione stilistica nella quale vengono inserite le figure retoriche, mentre l’actio indica le “istruzioni” che l’oratore deve seguire per impostare il proprio discorso.

-Brutus
Il Brutus è un’opera scritta sotto forma di dialogo che vede come interlocutori interni Cicerone, Attico e Giunio Bruto. L’opera si apre con un excursus sintetico sulla storia dell’oratoria greca, dopodiché Cicerone procede ad una progressione alquanto prolissa sull’oratoria romana, mostrando al pubblico le caratteristiche di circa duecento oratori. Nella parte finale del dialogo, Cicerone rimembra gli inizi della propria carriera oratoria e si presenta come “traguardo” di un lungo processo di perfezionamento dell’eloquenza romana.
Questo gesto è scandito in un momento in cui si afferma il neo-atticismo, ovvero l’esprimersi in modo semplice, essenziale e diretto; proprio per questo sia nel Brutus che nell’Orator gli oratori atticisti sono presi di mira e redarguiti poiché “inefficaci stilisticamente” a causa della semplicità espositiva.

-Orator
L’Orator è dedicato a Bruto. Questo non è un dialogo, ma un’esposizione dell’autore. Viene ripresa la teoria dello stile oratorio declamata nel III libro del De Oratore. Vengono espletate le differenze tra stile oratorio e stile filosofico, stile storico e stile poetico e viene stilata una distinzione tra i tre stili, umile, medio e sublime.

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