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Cicerone - De Republica


È l'opera politico-filosofica che rappresenta meglio lo stile di Cicerone e la sua idea di stato. È un dialogo che riprende in titolo e struttura l'opera di Platone.
È importante perché Cicerone al suo interno teorizza quella che dovrebbe essere, idealmente, la vera Res Publica, ma che è diversa dalla realtà che vive.
Si compone di sei libri, e al suo interno vengono delineati gli elementi che devono coesistere perché Roma sia l'esempio per eccellenza:
- una Monarchia, simboleggiata dai consoli
- un'aristocrazia, rappresentata dal senato
- una Democrazia, rappresentata dai comizi
Lo stato ideale sarebbe una sintesi di questi tre aspetti, ognuno rappresentato da una funzione precisa.
Da una parte quest'opera rappresenta una ripresa quasi pedissequa dei concetti già affrontati da Platone, dall'altra una presa di coscienza del fatto che la sua teorizzazione fa fatica a essere applicata, perché non vive nel contesto di Platone e Roma è corrotta e lacerata al suo interno. Con Platone la teorizzazione era più aderente alla realtà perché la Grecia si trovava in una situazione di equilibrio e la popolazione, guidata da un corpus di leggi, era in una condizione di benessere: il riscontro era dunque più facilmente individuabile, grazie all'esempio di grandi personalità quali Solone e Pericle ad Atene e Licurgo a Sparta, che avevano definito le leggi e affermato la democrazia.
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