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Cicerone - De Oratore, libro 3 paragrafi 142-143


Sono contenuti all’interno di questo passo dei riferimenti agli aspetti fondamentali della cultura e della filosofia. Questa viene considerata importante perché aiuta a pensare e sviluppa il pensiero di ogni individuo, e senza la sua conoscenza l’oratore sarebbe un uomo qualsiasi. Se un uomo sa ragionare, invece, può applicare lo stesso metodo risolutivo in qualsiasi ambito della sua vita.
Il perfetto oratore in sè possiede ogni cosa, ma il semplice filosofo è imperfetto perché manca dell’eloquenza: la filosofia è dunque importante, ma da sola non basta.
Lo stesso vale per colui che possiede la capacità oratorie ma non conosce la filosofia.
Nel primo periodo, Cicerone spiega che, “chiamatela come volete”, la figura di cui si sta parlando deve avere entrambe le caratteristiche di conoscenza ed eloquenza.
In seguito fa una scelta, dicendo che, se ci si deve accontentare, è meglio preferire chi possiede una conoscenza ma non sa restituirla a chi invece non la possiede proprio, ma che se vogliamo arrivare all’apice, dobbiamo pensare all’oratore, che racchiude tutte le perfezioni.
Nell’intento di dare una lezione così d’impatto, chi lo ascolta ovviamente viene colpito e reagisce in maniera confusa, rimane senza parole per via dei principi forti che enuncia, perché comunque, con questo discorso, ha criticato un’intera categoria, comprendente tutti i filosofi della storia.
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