Ominide 1586 punti

Virgilio - Eneide, Stile e caratteristiche


L’opera chiude la produzione virgiliana, e la scelta del poema epico, di uno spessore molto maggiore rispetto a quello delle Georgiche e delle Bucoliche, con tematiche più leggere e distanti dal contesto storico, deriva da una richiesta di Augusto e Mecenate.
Il titolo deriva dal fatto che il testo ripercorre la fondazione di Roma e il viaggio compiuto da Enea per approdare nel Lazio.
Il poema, proprio perché epico, affonda le proprie radici nella classicità greca: l’Eneide non esisterebbe senza l’esperienza di Omero, innanzitutto perché il suo incipit ricalca in maniera pedissequa il proemio dell’Iliade; non vi è solamente la volontà di riprendere il linguaggio e i temi della tradizione greca, ma anche di fonderla con l’innovazione romana. Virgilio è infatti il primo a ripercorrere attraverso un poema epico la fondazione di Roma; Ennio aveva fatto un tentativo di riprodurre un poema ma questo di epico, in quanto fornitore di esempi di eroicità, aveva ben poco, infatti si dedicò principalmente a una ricostruzione della storia attraverso l’opera degli Annales, insieme di tentativi storiografici ed epici che però non rientrano in nessuna delle due categorie.
Nell’Eneide è presente tanto l’influsso dell’Iliade, per l’impostazione, quanto dell’Odissea per l’idea del viaggio, e il protagonista, Enea, permette all’autore di esaltare Augusto in quanto suo discendente e rappresentante vivo, poiché viene riconosciuto come un purosangue di quella gens per via dell’adozione.
L’adozione a Roma ha due facce:
l’adozione DI SANGUE consisteva in un riconoscimento che non teneva conto dei meriti ma che forniva il diritto di governare sulla base della parentela; alcuni esempi sono Caligola o Eliogabalo.
l’adozione PER MERITO, in cui i successori vengono scelti perché si sono distinti sul campo, per valori e meriti; è l’unico metodo funzionale, e probabilmente se fosse stato introdotto prima e fosse rimasto in vigore sempre la storia di Roma e del mondo sarebbe stata diversa. Alcuni esempi sono Nerva, Traiano e Adriano.
Tra questi, che non avevano nulla a che fare l’uno con l’altro, Adriano riprese la politica di Augusto, e insieme a Traiano sostenne l’importanza della difesa piuttosto che dell’attacco.
Le dinastie successive vennero stabilite per sangue, quindi la parentesi felice dell’impero romano finì.

Virgilio fu costretto a scrivere l’opera, per quanto si allontanasse da tutto ciò che aveva sempre fatto, in quanto c’erano in ballo il suo lavoro e la sua vita a Roma; sarebbe infatti potuto essere esiliato perché scomodo.
Lo stile qui usato rappresenta l’evoluzione definitiva dell’autore, l’Eneide è il simbolo della sua maturità intesa come stile davvero sublime: per celebrare le gesta di Enea, capostipite della gens Iulia, era infatti necessario essere ricercato. Tuttavia non basta utilizzare un linguaggio la cui raffinatezza si paragona a quella di Teocrito o Esiodo, bisogna che sia sublime, ricco di epiteti, usati per la prima volta da Omero. Il collegamento con la grecità è infatti non solo possibile ma una vera e propria chiave di lettura essenziale per comprendere l’opera.
La metrica è l’esametro dattilico, che rappresenta la tradizione in quanto è la tipologia usata per antonomasia nell’epica.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email