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Velleio Patercolo

Tra la gran quantità di autori che ebbero modo di operare subito dopo la fine del principato di Augusto, un ruolo di primo piano deve essere riservato allo storico Velleio Patercolo, che fino a pochi decenni fa veniva considerato l’esempio più significativo di come il potere imperiale fosse riuscito a condizionare l’operato dei letterati. Infatti l’opera principale di Patercolo, la Storia Romana ( o in latino Historiae Romanae ad Marcum Vinicium consulem libri duo ) a differenza delle altre testimonianze storiografiche giunte fino a noi, contiene un’esaltazione della figura di Tiberio senza paragoni, in cui il princeps diventa il garante delle stabilità e della pace interna allo stato romano. Patercolo infatti faceva parte degli storici obnoxi, ossia i conformisti, che si erano adeguati alle nuove strutture statali e le esaltavano. L’opera di Patercolo partiva dai primordi della storia di Roma sino a giungere all’epoca di Tiberio, il cui panegirico è stato rivalutato e considerato attendibile dagli studiosi moderni alla luce di nuove notizie sulla figura dell’imperatore.

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