Attivo sotto Traiano e Adriano, è considerato un importante modello di riferimento per il successivo sviluppo del genere della biografia. Tende a realizzare un quadro psicologico dei protagonisti delle sue opere partendo da una serie di aneddoti o dettagli insignificanti, quali la posizione assunta nel sonno oppure il modo di pettinarsi i capelli.
Nacque verso i primi anni settanta del I d.C. tuttavia il luogo di nascita non ci è noto.
Fu raccomandato a Traiano da Plinio il Giovane, grazie cui riuscì ad ottenere i benefici derivanti dal ius trium liberorum. Pare che sotto il regno di Adriano, fosse stato coinvolto in uno scandalo di corte che ne determinò l’allontanamento dalla stessa.
Tra le opere perdute importanti furono una serie di scritti su vari argomenti (feste e calendario romano, segni critici editoriali, i modi di vestire, i costumi romani, i giochi greci e le espressioni volgari). Di questa produzione ci sono giunte tuttavia soltanto due operette scritte in greco (Periblasphemon e Peri paidion). Oltre a queste opere sappiamo che scrisse anche delle sue funzioni pubbliche, sui difetti fisici, ancora su prostitute famose, sui re e su temi diversi. Abbiamo notizia poi di un’opera, forse di carattere enciclopedico, il cui titolo dovrebbe essere Pratum o Prata.

Le opere maggiori, entrambe di carattere biografico, sono invece De viris illustribus e De vita Caesaris.

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