LA FOLLA
1. Tu vuoi sapere che cosa ritengo che tu debba evitare? La folla. Mai ti affiderai ad essa al sicuro. Io certamente confiderò la mia debolezza: non riporto mai la condizione di spirito che ho portato fuori di casa; qualcosa di ciò che ho riequilibrato si sconvolge, qualcosa da quello che ho messo in fuga ritorna. Quello che capita ai convalescenti, che una lunga malattia ha indebolito fino al punto di non poter essere portati fuori senza danno, questo capita a noi, il cui animo si riprende da una lunga malattia. 2. Nociva è la compagnia di molti: più di uno fa elogio di qualche vizio e ce lo imprime nell’animo o ce lo spalma addosso senza che ce ne accorgiamo. Comunque quanto più è grande la folla a cui ci mescoliamo, tanto più grave è il pericolo. Nulla è tanto nocivo ai buoni costumi quanto starsene seduto a qualche spettacolo; allora i vizi si insinuano più facilmente mediante le attrattive del piacere. 3. Comprendi cosa voglio dire? Ritorno a casa più avido, più ambizioso, più bramoso di piaceri? Anzi più crudele e più inumano, perché sono stato in mezzo agli uomini. Capitai per caso ad uno spettacolo sul mezzogiorno, aspettandomi scherzi, facezie e un po’ di svago col quale gli occhi degli uomini si riposano dalla vista del sangue umano. È tutto l’opposto: tutti i combattimenti che si sono svolti prima sono stati atti pietosi: ora, finiti gli scherzi, sono veri e propri omicidi. Non hanno niente con cui vengano coperti, esposti con tutto il corpo non sferrano mai colpi a vuoto. 4. La maggior parte preferisce questo tipo di combattimento alle coppie ordinarie e a quelle a richiesta. E perché non dovrebbero preferirlo? Il colpo di spada non viene respinto né da elmo né da scudo. A che scopo le protezioni? A che scopo le tecniche? Tutti codesti sono ritardi al momento della morte. Di mattina gli uomini sono dati in pasto a leoni e orsi, di pomeriggio sono esposti ai loro spettatori. Impongono che chi ha ucciso sia messo di fronte a chi subito lo ucciderà e tengono in serbo un vincitore per un’altra uccisione; la conclusione dei combattimenti è la morte. Si procede con il ferro e con il fuoco. 5. Questo succede intanto che l’arena è vuota. “Ma ha commesso una rapina, ha ucciso un uomo.” E allora? Perché ha ucciso,quello ha meritato di subire questo, ma tu, infelice, che pena hai meritato per vedere questo? “Uccidi, colpisci, brucia! Perché quello va incontro alle armi così timoroso (lett. tanto timidamente)? Perché uccide poco audacemente? Perché muore poco volentieri? Lo si spinga a bastonate a ricevere ferite, ricevano i reciproci colpi con il petto nudo ed esposto.” S’è sospeso lo spettacolo: “Nell’intervallo si sgozzino degli uomini, tanto per far qualcosa.” Suvvia, non capite neppure questo,che i cattivi esempi ricadono su chi li propone? Ringraziate gli dei immortali per il fatto che insegnate ad essere crudele a uno che non può imparare.

Analisi:

Queris: principale
Quid…extimes: interrogativa indiretta
Tibi vitandum: infinitiva + perifrastica passiva (esse sottointeso)
Quos extuli: relativa propria
Quod composuit: relativa propria
Ex…fugavi: relativa propria
Quod…evenit: relativa prolettica anticipata rispetto a hoc
Quos…adfecit: relativa propria
Ut…proferantur: completiva
Quorum…reficiuntur: relativa propria
Commendat, inprimit, aclini: climax ascendente
Nescientibus: participio presente
Quo…hoc: comparazione relativa
Cui miscemur: relativa propria
Quam…desidere: comparativa
Facilius: comparativa
Quid me existimas dicere?: interrogativa diretta + infinito
Avarior, ambitiosior, luxuriosior: comparativi di maggioranza
Quia inter homines fui: causale
Expectans: participio congiunto presente, si traduce con il gerundio perché è al nominativo, avversativo
Laxamenti: participio congiunto
Quo…adquiescant: proposizione relativa impropria valore finale
Omissis nugis: ablativo assoluto con valore temporale
Quo tegantur: relativa impropria valore finale
Expositi: participio congiunto
Quidni praeferant: congiuntivo potenziale
Interfectores: participio futuro
Quia occidit: proposizione causale
Ut…pateretur: completiva sostantiva volitiva in funzione oggettiva e epesegetica
Meruit ut: sostantiva volitiva
Occide, verbera, ure: imperativi
Ne…agatur: finale negativa
Age: imperativo
Mala redundare: infinitiva
Qui faciunt: relativa propria

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email