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De beneficis

Nel periodo immediatamente successivo al ritiro a vita privata compone il De Beneficis. E dedicato a un suo amico, Ebuziuo Liberale. E in 7 libri, l oggetto e la natura del beneficio e i rapporti tra i beneficati. Ha risvolti politici, secondo alcuni studiosi, perche Senecva trasferiscesul piano della morale individuale e dei rappporti interpersonali quel progetto di principato illuminato che avrebbe voluto realizzare con Nerone. I sette libri del De Beneficis trattano

il tema della beneficenza e della gratitudine attraverso una dettagliata casistica per cui vengono definiti i modi e le circostanze in cui fare benefici e per cui i beneficiati devono esprimere gratitudine.
Il beneficium a Roma era una pratica molto antica e radicata nella cultura, era una forma di comunicazione sociale con effetti sulla societa romana simili a quelli dellamicizia, pero l amiciza pe i romani era un legme politico prima che sentimentale e l amicizia si esercitava tra eguali, invece il beneficio e un ponte istituito tra figure sociali diverse, il benefattore e il beneficiato. Il benefiio si inserisce nella rete dei rapporti sociali, ed innescare una serie di scambi di servizi tra figure di classi sociali diverse crea un meccaniscmo di coesione nella comunita e Seneca intende con la sua opere valorizzare il beneficio come strumento di costruzione di una societa coesa, ma anche chiarire che dare e ricevere un beneficio riciede un attento controllo di se. La beneficenza spontanea e la disponibilta a fare favori procurano gioia al prossimo e al benefattore, che non si deve perdere d animo di fronte all ingratitudine, perche questa deriva dallegoismo, dall invidia, tutti possono fare favori, anche uno schiavo, perche e importante non la condizione sociale ma lo statop d animo di coluiche fa il favore. La virtu non e preclusa a nessuno,non sceglie la casa o il ceto sociale.

Due figure ideologicamente importanti del mondo romano sono presentati come esempio, Alessandro Magno, di cui e ato un ritrattoi negativo perche esalta un proram monarchico assoluto e divinizzato, e Ercole,modello positivo per chi intende la sovranita come spirito di serrvizio filantropico nei confronti dei sudditi.

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