Ominide 847 punti

SATIRA:

Quintiliano disse “Satira tota nostra est” rivendicando l’originalità e la paternità del genere propriamente romano che non aveva rispettive corrispondenze in Grecia.
In realtà la satira in Grecia era un genere presente,la satira menippea ( da Menippo di Gàdara III secolo a.C.) presentava più o meno le medesime caratteristiche di quella romana.
La satira nasce come una polemica diretta ad obiettivi mirati,un’invettiva molte volte con temi moraleggianti che riguardano i più svariati argomenti: questo succede perché non ha schemi fissi che le donano la rigidità tipica di altri generi, ma si basa interamente sullo stile dello scrittore. Generalmente la satira romana non è una satira ad persona ma piuttosto preferisce condannare e prendere in giro i vizi e gli atteggiamenti evirando di bersagliare il singolo.
Orazio ne elabora gli aspetti formali del genere, pone il suo iniziatore in Lucilio e la ricollega alla commedia greca antica (archaia) di Aristofane. Caratteristiche della satira sono l’alternanza del tono grave e scherzoso, del serio e del facezio (comico) tipico anche della diatriba.

Prima di Lucilio, Ennio e Pacuvio sono i primi ad introdurre il genere a Roma. La loro satira era caratterizzata da un’aggressività più marcata, inoltre la varietà di tematiche si offre ad una tanta elevata varietà di intenti che oscillano da un impegno moralistico al semplice gusto per l’intrattenimento. La prima satira romana è caratterizzata da un attacco ad personam ,l’impianto soggettivo e l’uso dell’esametro.
Sulla scia di Lucilio, nell’età Augustea si pone Orazio il quale ne contesta lo stile rozzo e poco elaborato (contro la sua callida iunctura) e che individua i caratteri salienti in aggressivo moralismo e autobiografismo. Nei suoi sermones alla foga dell’attacco personale egli preferisce la tendenza a condannare l’atteggiamento e i costumi corrotti.
Nell’accezione più generica di satira, si può affermare che a Roma ve ne era una grande diffusione. Si pensi alla satirica e invettiva frase di Nevio nei confronti dei Metelli “Fato Metelli Romae fiunt consule” (con la loro imminente risposta: Malum dabunt Metelli Naevio poetae), al satyricon di Petronio, all’ apokolokyntosis di Seneca,e alle satire di Persio,Marziale e Giovenale (durante l’età neroniana).

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email