Poetica del verum
Marziale riflette spesso sulla sua poetica. Egli rifiuta i generi letterari più elevati perché secondo lui raccontano miti violenti, irreali e lontani dalla vita vera. Al contrario sostiene che la poesia deve essere legata alla realtà quotidiana e agli esseri umani. In questo senso la sua poesia è legata al verum, cioè alla verità della vita reale. Marziale difende quindi la scelta dell’epigramma contrapponendolo alla poesia di argomento mitologico o epico e alla poesia troppo erudita e preziosa, come gli Aitia di Callimaco. L’epigramma ottiene grande successo presso il pubblico perché è una forma breve, varia e legata alla realtà della vita. Gli epigrammi sono spesso provocatori ma innocui, perché colpiscono i vizi e non le persone.
Maggiori esponenti
Marziale vuole descrivere i comportamenti dei suoi contemporanei con arguzia e spirito, quello che lui chiama il “sale romano”, cioè l’umorismo tipico della cultura romana. Come i satirici, anche Marziale osserva i costumi della società, ma tra lui e autori come Aulo
PersioFlacco c’è una differenza importante: Persio scriveva satire con l’obiettivo di correggere i costumi corrotti della società, mentre Marziale non vuole fare il moralista. Il suo scopo principale è divertire e intrattenere il lettore. Per questo motivo anche il linguaggio è molto diretto e realistico. Marziale rivendica il diritto di parlare in modo chiaro e spontaneo, anche usando parole volgari o oscene, perché secondo lui questo rende la poesia più immediata e realistica. Tuttavia distingue sempre tra la sua vita privata e i suoi versi: i suoi componimenti possono essere licenziosi, ma la sua vita è onesta. Invita infatti a non confondere la licenziosità dei suoi versi con il suo comportamento personale. Il poeta è consapevole della qualità della propria produzione e si scaglia spesso contro i critici malevoli e contro gli imitatori della sua poesia. Gli Xenia e gli Apophoreta sono invece collegati alla festa dei Saturnali, durante la quale i Romani si scambiavano doni. Gli epigrammi di queste raccolte funzionano come brevi biglietti da accompagnare ai regali: negli Xenia si parla soprattutto di cibi e bevande, mentre negli Apophoreta compaiono vari oggetti.
Genere epigrammatico
Marziale, poeta importante, utilizza tutte le possibilità del genere epigrammatico, ma privilegia soprattutto i temi legati alla realtà quotidiana. Un modello importante per Marziale è Gaio Valerio
Catullo, dal quale riprende la varietà metrica e il tono spesso aggressivo e scherzoso. Tuttavia Marziale evita di attaccare direttamente le persone e preferisce colpire i difetti e i comportamenti. Molti epigrammi hanno una struttura tipica: nella prima parte si crea una situazione o un’attesa, mentre nella seconda arriva una battuta finale sorprendente. Questa battuta si chiama fulmen in clausula, cioè “fulmine nella conclusione”, ed è l’elemento che provoca il sorriso o la sorpresa del lettore.