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L’epistolario di Plinio

L’epistolario di Plinio si compone di dieci libri: i primi nove (Ad familiares) furono scritti fra il 96 e il 109 dC. e pubblicati in momenti differenti dall’autore, mentre il libro X, che raccoglie tutta la corrispondenza ufficiale fra Plinio e l’imperatore Traiano (121 lettere); fu pubblicato postumo. L’ordinamento delle lettere non è cronologico, ma risponde a esigenze di varietà e di piacevolezza di lettura: la forma e i toni della prosa pliniana rivelano, in effetti, una destinazione “editoriale” (a differenza, per esempio, dell’epistolario di Cicerone, che non era stato pensato in vista della pubblicazione). Alcune lettere, in particolare, costituiscono la rielaborazione di missive realmente spedite, mentre altre paiono essere veri e propri esercizi letterari.
Ogni epistola affronta un argomento diverso, ispirato dal riferimento al destinatario e da una problematica specifica, ma sviluppa una discussione generalizzata e funzionale al coinvolgimento del lettore. Si alternano, così, divagazioni sull’otium letterario e considerazioni più impegnate sull’importanza dell’istruzione e della formazione scolastica notazioni di stile e di buon gusto e cerimoniose presentazioni di personaggi dei mondo culturale descrizioni raffinate di paesaggi e luoghi ameni come pure di curiosità naturalistiche e cataclismi (come nel resoconto della morte dello zio Plinio, durante l’eruzione del Vesuvio).

La molteplicità dei contenuti e dei destinatari - fra cui spiccano eminenti personalità dell’epoca (per esempio, Tacito) -trova un elemento di forte uniformazione nella prosa curatissima e retoricamente ricercata dell’autore, che su ogni situazione impone il proprio sguardo educato (talora ai limiti dell’artificiosità) e il proprio raffinato garbo.
L’epistolario pliniano costituisce, in ogni caso, un documento eccezionale per la conoscenza di molti fatti e personaggi di età flavia e traianea. Il carteggio con Traiano , in particolare, testimonia spesso questioni di ampia e rilevante portata: è esemplare, in tal senso, la corrispondenza fra l’imperatore e il suo funzionario Plinio in merito al comportamento da assumere nei confronti del cristianesimo, nuova e dilagante religione .

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