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Petronio

Il Satyricon è un’opera mista di prosa e poesia, attribuita in modo quasi del tutto concorde a Petronio, personaggio di cui ci parla Tacito e che era molto in vista nel periodo alla corte di Nerone.
Tacito in un ritratto di Nerone parla di lui come un uomo dedito al riposo e ai piaceri della cura e che la sua posizione di faro suscitò la gelosia di Tigellino che lo accusò di essere promotore della congiura dei Pisoni: Petronio fu così costretto a darsi la morte. Secondo Tacito Petrolio mostrò fino all’ultimo quel distacco e anticonformismo che caratterizzava la sua vita eccentrica e disinvolta.

Si tende ad attribuire l’opera a questo autore non solo per ciò che ci dice Tacito, ma per i riferimenti al contesto storico dell’epoca di Nerone:
Nomi di cantati, attori e gladiatori famosi al tempo di Nerone;
Un passaggio che polemizza con l’epos di Luciano, cui contrappone un suo Bellum Civile d’impianto più tradizionale;

un inserto poetico che aveva lo stesso titolo di un poemetto scritto da Nerone;
si colgono analogie con Seneca.

Più in generale i temi trattati e i contenuti appartengono al periodo culturale del I secolo.
Dal punto di vista linguistico sono presenti numerosi volgarismi.

La vicenda del Satyricon è narrata in prima persona da un giovane di nome Encolpio, che rievoca e racconta le avventure e peripezie di un viaggio compiuto in compagnia di un giovinetto, Gìtone, di cui è innamorato.

Il Satyricon viene abitualmente chiamato “romanzo”. Nelle letterature classiche però non esiste un genere che corrisponda al romanzo moderno. Il Satyricon ha in comune con i romanzi antichi vicende complesse e avventurose, disposte solitamente lungo l’asse narrativo di un viaggio e un amore ostacolato da presenza di rivali. Qui l’amore è comunque reso in chiave parodica, in quanto è un amore tra due uomini e caratterizzato da infedeltà reciproca.
La parodia e la narrazione in prosa sono i due punti di contatto più significativi tra l’opera e la satira menippea.
Il titolo stesso dovrebbe significare “libri di contenuto satirico”. Un’altra analogia è la lingua, caratterizzata da registri linguistici alti e bassi.
Anche i temi sembrano ricordare la satira di Orazio.

Un altro genere che ha influenzato questa opera è la novella milesiana, vi sono infatti all’interno dell’opera cinque novelle raccontate da diversi personaggi: tre raccontate alla cena di Trimalchione. Le altre due sono di argomento erotico, con la stessa licenziosità che caratterizzava le novelle milesie.

Nella sua opera l’autore ha fatto confluire tutte le sue conoscenze e ideologie artistiche e letterarie. Nell’opera però al contrario che nella satira non c’è alcun intento morale.

Indubbiamente il Satyricon è un capolavoro di comicità e si passa dall’umorismo più sottile alla risata più aperta, ed è per questo che è perfettamente normale che siano i membri dei ceti più bassi a farne da protagonisti.

Petronio si inserisce pienamente in una tradizione di realismo comico in cui però occupa un posto peculiare, in quanto la sua bravura e originalità sta nel saper descrivere in modo svincolato dalle stilizzazioni tradizionali e tipiche della commedia e tenersi lontano anche dagli intenti moralistici della satira.

Tuttavia Petrolio si mostra distante dal mondo che egli descrive e si mostra sempre distaccato e superiore, mantenendo però uno spirito giocoso e ironico.
Dal caos della vicenda sembra emergere un sentimento di precarietà, che vede la vita imprevedibile e multiforme, governata dalla Sorte e sulla quale incombe sempre la minaccia della morte.

Lo stile si adatta perfettamente alle situazioni e ai personali, tanto che diventa mezzo principale per descriverli. Predomina il linguaggio colloquiale che però è diverso per ogni tipo di personaggio.

Nell’opera è presente anche una dichiarazione di poetica, che si presenta come un manifesto programmatico del Satyricon, dove l’autore si rivolge al pubblico rivendicando, appellandosi alla dottrina epicurea, che l’unico scopo è il piacere con diritto ad effettuare una trattazione sintetica e disinibita degli aspetti sessuali della vita di contro alla meschina ipocrisia dei Catoni di ogni tempo.

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