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Le satire di Persio

Preceduta o seguita da un breve componimento di quattordici versi coliambi ( il verso con cui viene espressa l’invettiva) , la produzione poetica di Persio consiste in sei satire, di lunghezza oscillante, in esametri, la forma metrica precedentemente usata da Lucilio e da Orazio. I coliambi e la prima satira contengono un’aspra polemica contro le tendenze culturali del tempo; la seconda critica chi pratica una religiosità solo esteriore , la terza chi trascorre la vita senza cercare di coglierne il significato . Nella quarta satira si sostiene la necessità di conoscere se stessi piuttosto che osservare e criticare il comportamento degli altri. La quinta ritorna ancora su argomenti letterari per poi passare al tema della libertà interiore, alla quale Persio è stato guidato dal filosofo stoico Anneo Cornuto, verso cui manifesta amicizia e gratitudine. La sesta infine contiene una riflessione sull’uso dei beni, che deve essere moderato e privo di eccessi. Tutti i componimenti sono pervasi da una forte tensione morale: Persio infatti si sofferma a osservare ( e a criticare) quei comportamenti umani che devono essere corretti perchè lontanissimi da un modus vivendi ispirato alla libertà interiore, al controllo delle passioni, al senso della misura della saggezza stoica.

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