Ominide 978 punti

Marziale, introduzione e Opere

Marziale fu un epigrammista latino del primo secolo d.C. Il suo merito principale fu riuscire a comporre epigrammi notevolmente realistici e a fondere in un certo qual modo tale genere con quello della satira. Vista la sua condizione economica particolarmente disagiata e la vita modesta che egli compiva, divenne un poeta clientelare (viveva cioè della vendita dei suoi testi, che egli stesso si occupava di vendere, o a volte scambiare in cambio di viveri, per le strade dell'impero, incapace di trovare dei protettori e quindi di assicurarsi una stabilità economica).
Marziale compose il liber del spectaculis (una raccolta di trenta epigrammi, dedicati all'inaugurazione dell'anfiteatro Flavio e richiestogli dall'imperatore) nell'80 d.C. Scisse inoltre, tra l'86 e il 102, dodici libri di epigrammi, composti uno dopo l'altro e pubblicati di seguito. Contemporaneamente, tra l'84 e l'85 compose anche gli Xenia (una sorta di tredicesimo libro di epigrammi che dovrebbero accompagnarsi ai doni per i Saturnalia) e gli Apophoreta (un quattordicesimo libro di epigrammi da legare ai doni dati ai commensali invitati ai banchetti). Tali epigrammi furono poi ordinati in base al metro e all'estenzione (diversi per ciascun componimento): Marziale fu particolarmente attento a non essere piatto o ripetitivo (egli aveva bisogno che la gente comprasse i suoi epigrammi, dovendo sfamarsi con i proventi della loro vendita). In totale possiamo contare circa 1500 componimenti da lui scritti, per un totale di quasi 10000 versi.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email