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Giovenale: vita ed apetti generali

Nasce tra il 50 e il 65. (Vi libro per la vita). Probabilmente è stato un cliente. Muore in Egitto dove probabilmente era stato esiliato dopo 127. Scrive 16 satire in 5 libri. In Queste satire sono stati riconosciuti due momenti ispiratori:
-indignatio che pervade i primi 7 componenti, ma a partire dalla satira otto c'è un atteggiamento meno estremistico. Tentando di spiegare le ragioni per cui ha deciso di dedicarsi all'età poetica nella prima satira dice "indignatio facit versum".
In linea con la tradizione del genere Giovenale ritiene che la funzione principale della satira sia quella di fornire una critica dei comportamenti umani e sociali. La società del suo tempo ha raggiunto un tale livello di corruzione che il poeta satirico è costretto ad abbandonare il tono bonario e comprensivo della sua critica e a urlare la cod Anna della società del tempo. Quindi si accentua l'atteggiamento cupo con cui il poeta satirico denuncia la società. E non si fornisce una proposta positiva. Perseo individuava nella filosofia stoica una prospettiva in grado di indicare la via verso la virtù. Per Giovenale neppure la filosofia è rimedio è consolazione della tristezza del vivere anzi, gli stessi filosofi partecipano della corruzione che condannano, quindi in costumi egli atteggiamenti dei romani sono allontanati dai modelli antichi e questo allontanamento è tragicamente irrecuperabile è un di la voce del poeta si leva con tutta la sua carica aggressiva per rappresentare questa realtà. Quindi quello che Orazio chiamavamo la persona satirica, cioè la maschera del poeta, non sa Offrire strategie, non ha consigli da dare, ma si limita a rappresentare i monstra della società imperiale. La sua è una satira sdegnata.

Giovenale da un assetto nuovo alla satira è una satira indignata in uno stile declamatorio con cui il poeta esprime il suo sdegno per una società che rifiuta. Quindi Giovenale usa le tecniche retoriche per comunicare la sua verità, rinunciando a quella che era la caratteristica della satira di Orazio, cioè rinunciando al pollo qui con un interloquotore. La struttura dialogica che aveva caratterizzato la satira di Orazio viene sostituita da una poesia che procede per esempi per quadri, il tutto in toni enfatici.
-( è il secondo momento, quello del distacco ironico) 8º satira ridimensionamento dei toni del l'indignazione e quindi dell'enfasi della denuncia. Questo fatto viene interpretato come un cambiamento profondo di Giovenale che si allontanerebbe da questo assetto nuovo e originale che ha dato alla satira. Questo cambiamento di Toni a lungo si attribuito ad una ventata di ottimismo che avrebbe spinto Giovenale lontano dalle sue modalità espressive. Più recentemente si è riconosciuto nel 2º Giovenale uno sconforto ancora più amato che lo avrebbe spinto al ripiegamento e quindi al l'abbandono della tensione espressiva del l'indignatio alla scelta di una forma comunicativa più ironica, ma non per questo meno critica è negativa nei confronti della realtà. C'è chi interpreta questo cambiamento come conseguente alla disillusione delle sperenze di un miglioramento della società, c'è chi ne da un'interpretazione esclusivamente letteraria, cioè per cui Giovenale avrebbe consapevolmente ricercato un nuovo modo per fare poesia.

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