La favola e Fedro

Quella della favola di Fedro era considerata una letteratura minore.

Questo autore nacque probabilmente verso il 20 a.C. in una regione della Macedonia. Sappiamo dal titolo della sua raccolta Phaedri Augusti liberti liber fabularum che Fedro era un liberto e che egli nacque sotto Augusto.
Durante il principato di Tiberio Fedro realizzò la maggior parte delle sue opere, talvolta suscitando l'ira di qualche personaggio potente.

La tradizione della favola è molto più remota, risalente al mondo greco arcaico: prima ancora di Esopo (VI secolo a.C.), si vide in Esiodo con la favola dell'usignolo e dello sparviero (negli Erga, adoperata come esempio negativo). L'usignolo chiede allo sparviero di essere risparmiato, ma prevarrà la legge del più forte.

Dopo Esiodo troviamo Archiloco con la favola dell'aquila. Una favola molto frammentaria, che al poeta serve forse come monito.

Con Esopo abbiamo la trattazione sistematica della favola in prosa. Lo schema si ripete: premessa, aneddoto, morale (introdotta spesso dalla forumula "o mythos / o logos deloi oti".
Nel mondo latino la favola veniva utilizzata anche prima di Fedro, per esempio con Ennio. La favola da Fedro viene trattata come genere letterario autonomo.

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