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Apuleio

Vita

Nasce a Madaura, in Africa, attorno al 125 d.C. da un ricco magistrato. Studia grammatica a Cartagine, poi, si trasferisce ad Atene dove prosegue la sua formazione con gli studi filosofici. Per un certo periodio vive a Roma e svolge la professione di avvocato.
Sposa la vedova Pudentilla, ma viene portato in tribunale dai suoi parenti con l’accusa di averla sedotta con un filtro d’amore.
Era devoto ad Eusculapio, dio della medicina, e si fece iniziare al culto di Demetra e, probabilmente, anche a quello di Iside.
Dal 170 d.C. si perdono le sue tracce per cui si ipotizza che dopo questa data egli sia morto.

Opere
Metamorfosi: è un romanzo composto da 11 libri (è un numero simbolico, perché 11 è il numero di giorni necessari all’iniziazione del culto di Iside), iniziato attorno al 160 d.C.
Narra la storia di Lucio, un giovane che improvvisamente si trova trasformato in un asino, mantenendo però le facoltà di pensiero umane. Vive delle avventure che gli permettono di liberarsi della curiositas a causa della quale aveva subito la trasformazione, e grazie all’aiuto di Iside torna ad essere umano.

Il tema dell’uomo che diventa bestia è molto diffuso nel mondo antico: lo stesso Apuleio ammette di raccontare una favola di origine greca. Mentre lo scopo del romanzo originale era semplicemente intrattenere i lettori – cosa che anche Apuleio promette di fare all'interno dell’esordio del romanzo - nelle Metamorfosi lo scrittore inserisce al centro del racconto la favola di Amore e Psiche che ha un significato fortemente simbolico, fungendo da exemplum: entrambe sono storie di curiosità punita ed espiata.
L’epilogo delle Metamorfosi ha degli espliciti significati religiosi poiché mostra che la salvezza non si raggiunge solo con la ragione ma anche con la fede.
Le Metamorfosi si configurano come un romanzo di formazione poiché c'è la maturazione di Lucio che da adolescente sventato diventa un adulto responsabile.

Stile

Lo stile del romanzo delle Metamorfosi è influenzato dal passato di retore dell’autore che è perfettamente in grado di attingere a piene mani dalle figure retoriche e di suono che era solito utilizzare nei suoi discorsi.
Si sofferma sui minimi particolari e riferisce ogni aspetto (ad esempio, la descrizione del palazzo di Amore).
Dal punto di vista lessicale utilizza sia termini ricercati sia espressioni popolari. A volte il tono che usa è ironico e tagliente.
Questi aspetti fanno sì che il suo romanzo si distacchi dal modello greco di partenza e possa essere paragonato al Satirycon di Petronio.

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