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Apuleio

Il De magia o Apologia


L’autodifesa che Apuleio pronunciò in occasione del processo ci è pervenuta con il titolo De Magia, nota anche come Apologia (discorso in difesa di sé, di altre persone, di un’idea). Si tratta di un’ampia orazione giudiziaria (l’unica di età imperiale giunta a noi). Fin dall’inizio l’oratore presenta i sostenitori dell’accusa come personaggi indenni e sgradevoli, e se stesso e il giudice come uomini caratterizzati da onestà morale e interessati ad argomenti letterari e filosofici.
Nella prima parte del discorso Apuleio affronta il campo delle accuse secondarie, ritenute indizi dì immoralità, come il fatto di aver scritto poesie amorose o di far uso di dentifricio e dello specchio; respinge inoltre l’accusa di essere povero.
Dal cap. 25 ha inizio la confutazione dell’uso della magia. Alla magia volgare Apuleio ne contrappone una di tipo più nobile, consistente in un particolare rapporto del filosofo con la realtà divina.
L’opera si conclude con l’esibizione della prova decisiva del disinteresse di Apuleio: la lettura del testamento di Pudentilla (la moglie) che nomina suo unico erede il figlio Pudente (morto improvvisamente).

Le Metamorfosi


La fama di Apuleio è legata sopratutto alle Metamorfosi, opera narrativa conosciuta anche con il nome L’asino d’oro. La trama del romanzo presenta notevoli somiglianze con un’operetta greca Lucio o l’asino, conservata tra quelle di Luciano di Samòsata. Il romanzo di Apuleio risulta comunque più esteso, di 5 o 6 volte, anche perché integrato con una serie di narrazioni secondarie inserite nella trama principale come “novelle”.
Molto importante ed interessante è il collegamento con la fabula Milesia: è l’autore stesso a fare espresso riferimento a tale genere letterario, fin dalle prime parole del proemio rivolte al lettore.
La fabula Milesia comprende racconti piacevoli e leggeri, di solito di argomento erotico, noti per la loro licenziosità. L’opera di Apuleio sia per la struttura che per il messaggio religioso che porta con sé, non sembra comunque potersi ridurre a quest’ultima matrice.

Dopo il proemio il racconto si apre con la presentazione del protagonista, Lucio, che narra in prima persona. L’opera può essere divisa in tre sezioni narrative:

• La prima comprende i 3 libri che contengono le vicende di Lucio fino alla sua trasformazione in asino. È la parte più compatta ed unitaria, dominata dai temi della curiositas.

• La seconda sezione è la più ampia e narra le peripezie di Lucio-asino; inoltre contiene numerose novelle tra cui la Favola di Amore e Psiche. Questa sezione è assai libera e disomogenea: si risolve in una serie di episodi che si susseguono l’uno all’altro, legati dalla presenza dell’asino. La struttura è “paratattica” in quanto un’avventura è accostata ad un’altra. --> romanzo picaresco

• La terza sezione infine narra la conversione di Lucio ai misteri di Iside, il ritorno alla forma umana e l’adesione al culto di Osiride.

L’autore spiega, per bocca di Iside, il significato di tutta la vicenda: Lucio ha colpevolmente ceduto alla propria inclinazione eccessiva verso la curiositas che gli ha procurato disavventure e danni di ogni genere; si è inoltre spinto a violare le leggi della natura ricorrendo alla magia, per questo egli è stato mutato nell’animale più brutto e disprezzato, simbolo di ignoranza e di bassa sensualità.

Il romanzo è costituito da 11 libri, un numero insolito per un’opera letteraria ma con un grande valore simbolico: nella religione isiaca l’iniziazione avviene l’undicesimo giorno, dopo dieci giorni di preparazione.

La conclusione del romanzo aggiunge implicazioni autobiografiche: quando infatti nell’ultimo libro il dio Osiride rivela al proprio sacerdote che giungerà da lui un Madaurense per essere iniziato ai sacri misteri, Apuleio sostituisce se stesso a Lucio.

- L’iniziazione a riti misterici, ma un altro importante punto di contatto tra il romanzo e chi l’ha scritto è costituito dalla magia.
- Sembra che nelle Metamorfosi Apuleio abbia voluto riprendere, in ambito e in modi differenti, la sua difesa del De Magia: il giudizio sulla magia è negativo in quanto provoca le trasformazioni.

- Rappresentazione simbolica del proprio itinerario spirituale: dall’interesse per la magia all’adesione al culto di Iside.

L’autore vuole diffondere un messaggio ricco di implicazioni letterarie, filosofiche e religiose. Coesistono nell’opera due differenti intenti: il piacere di raccontare e di divertire il lettore (già nel proemio) e l’intento serio ed edificante, presente soprattutto nelle conclusioni, quando viene proposta un’interpretazione globale delle vicende di Lucio in termini di caduta nella colpa e di successivo riscatto attraverso una serie di disavventure.

La favola di Amore e Psiche
La novella di Amore e Psiche si può leggere come una sorta di reduplicazione della trama principale, è un’anticipazione dei suoi significati: prima un’avventura erotica (la relazione di Lucio con Fotide e di Psiche con Amore), poi la curiositas punita con la perdita della condizione beata (per Lucio, la forma umana e un’elevata condizione sociale, per Psiche la vita nel castello), quindi le peripezie e le sofferenze (le disavventure di Lucio e le prove imposte da Venere a Psiche), concluse dall’azione salvifica del dio. Il significato religioso è evidente soprattutto nell’intervento finale di Amore che, come Iside, prende l’iniziativa di salvare chi è caduto e lo fa di sua spontanea volontà.

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